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title: "Joe Barbieri e &#8220;Vulío&#8221;: &#8220;Come una carezza a una persona cara&#8221;"
description: "Joe Barbieri ci racconta la nascita dell'album \"Vulío\" in uscita su tutte le piattaforme il 19 aprile 2024"
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date: 2024-04-16
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/joe-barbieri-e-vulio-come-una-carezza-a-una-persona-cara/
categories: [I personaggi]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Joe Barbieri e &#8220;Vulío&#8221;: &#8220;Come una carezza a una persona cara&#8221;

![Joe Barbieri](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/AngeloOrefice_JoeBarbieri_Vulio-10e-1024x682.jpeg)

Joe Barbieri ci racconta la nascita dell'album "Vulío" in uscita su tutte le piattaforme il 19 aprile

Si è fatto un gran parlare quest’anno di musica napoletana, fra la partecipazione di Geolier a Sanremo e il successo di “Mare Fuori”. Ma chiunque mastichi un po’ le sette note sa che la tradizione napoletana è tra le più importanti della nostra storia, alla base degli archetipi fondanti della canzone italiana stessa.** Lo sa bene Joe Barbieri, cantautore figlio di Napoli con trent’anni di carriera e successi alle spalle**, che ha deciso che fosse giunto il tempo di dedicare un disco intero alla tradizione della canzone napoletana, alla sua storia e ai suoi capolavori: **“Vulío”, in uscita su tutte le piattaforme dal 19 aprile.**

«**Fare questo disco è stata un’esigenza**. Il titolo significa desiderio, come quello che ho sempre custodito: registrare un *album* del genere.** È un modo per dire grazie per tutto quello che la musica napoletana è sempre stata per me e un gesto d’amore e gratitudine**, **come una carezza sul viso di una persona cara che conosci da sempre**» ci dice Barbieri. Il disco contiene sedici brani tratti dal vasto repertorio napoletano – da “Era de maggio” a “Nun te scurda’” fino a “Lazzarella” – registrati in presa diretta, riletti e interpretati per mezzo di arrangiamenti dosati. **Barbieri è accompagnato dalla chitarra *manouche* di Oscar Montalbano e dalla DBguitar di Nico Di Battista**. «**Si tratta di un disco intimista, che si rifà più alla lezione di Roberto Murolo che a quella di altri interpreti important**i. Sono canzoni talmente meravigliose che quanto più le spogli, tanto più rivelano il loro contenuto più scintillante. **A Napoli esiste da sempre la tradizione della posteggia e dei posteggiatori**, ovvero quei chitarristi che si muovono tra i tavoli dei ristoranti suonando la canzone classica in cambio di una mancia. **Noi ci sentiamo un po’ tre posteggiatori, fieramente eredi di questa attitudine**» confida.

Nessun dubbio sulla scelta dei brani: «**Non è stata dolorosa perché eravamo fin da subito consapevoli della vastità del repertorio e dell’impossibilità di offrire un quadro completo **della canzone napoletana: siamo arrivati fino agli Almamegretta, all’ultimo Enzo Avitabile, fino a dieci anni fa. Ma è un territorio in continuo mutamento: la canzone si è trasformata, ha proposto e sta proponendo ancora oggi delle cose nuove. Abbiamo scelto semplicemente i brani che affioravano dalle nostre chitarre in maniera spontanea. **Poi nulla vieta, un domani, di pensare a un secondo volume...**».

**Il disco è inoltre impreziosito dall’inedito “Vulesse ’o cielo”** scritto dallo stesso Barbieri: «Sono stato immerso in tanta bellezza per molti mesi, mentre lavoravo e pensavo a questo *album*. A un certo punto è arrivata questa canzone, quasi come fosse sospesa nell’aria e aspettasse soltanto di essere afferrata. **Ed è nata senza traumi: alcuni brani semplicemente devono nascere, devono esistere. Hai la sensazione chiara che sia necessario».**

di *Federico Arduini *
