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title: "&#8220;La presidente del Consiglio è disposta a incontrarmi&#8221;, parla Stefano Addeo, il prof. che ha minacciato la figlia di Giorgia Meloni"
description: "\"La premier ha dato la sua disponibilità a incontrarmi”. Le parole di Stefano Addeo, il prof. che ha minacciato la figlia di Giorgia Meloni"
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date: 2025-06-19
author: Nicola Sellitti
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categories: [I personaggi]
tags: [bambini, Meloni, scuola, social]
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# &#8220;La presidente del Consiglio è disposta a incontrarmi&#8221;, parla Stefano Addeo, il prof. che ha minacciato la figlia di Giorgia Meloni

![Stefano Addeo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/Stefano-Addeo-2-1024x639.jpg)

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2025-06-02 17:06:22

2025-06-02 15:06:22

Stefano Addeo, il post sulla figlia della premier, le scuse e l'algoritmo: chi è il prof (purtroppo) più discusso d'Italia

Altro che errore o leggerezza. Piuttosto, una follia. L’insofferenza verso una madre riversata sulla figlia, con l’aggravante che il genitore è il presidente del Consiglio, accendendo così la miccia di un fuoco mediatico - politico, che non accenna assolutamente a placarsi. Stefano Addeo è ormai - suo e nostro malgrado - il professore più discusso d’Italia. Cattedra in un istituto linguistico a Cicciano (Napoli), si è augurato via social che la figlia di Giorgia Meloni fosse vittima di quel che è accaduto a Martina Carbonaro, 14enne di Afragola, uccisa a sassate dall’ex fidanzato. Si è poi scusato, spiegando - ma l’attinenza è tutta da identificare - che non rinnega le sue idee politiche, ostili al governo in carica. Sul suo profilo sono state rinvenute altre foto anti Meloni, anti Salvini ed anti Tajani. Poi, messo alle strette e avvolto da telefonate, post, offese per strada, ha “affidato” le sue colpe all’intelligenza artificiale, con l’algoritmo incaricato di elaborare un “post cattivo” seguendo le sue indicazioni.Insomma, un campionario di bestialità, di scuse che davvero stridono con la figura di un educatore che cede alla tentazione di essere un troll. E in attesa dei provvedimenti disciplinari cui sarà sottoposto, con riunione straordinaria convocata il 2 giugno al Ministero dell’Istruzione, e anche degli eventuali riflessi penali per le sue performance via social, il docente campano prova a porre un argine. Provando a mostrare che non è un mostro, come viene tratteggiato su diversi quotidiani e siti vicini alla maggioranza.Nelle interviste successive al suo post, ha spiegato che ora piangerebbe assieme alla presidente del Consiglio, consigliando alla figlia Ginevra di stare alla larga dai social network. Intanto, vanno registrate le posizioni di chi lo conosce da tempo e ancora non riesce a darsi una spiegazione dell’indegno post su Instagram.“Ero incredulo, credevo che fosse una notizia falsa, ho dovuto controllare su diversi siti per avere la conferma di quello che era avvenuto. Mi spiace per il prof, ho con lui rapporti cordiali, non pensavo che potesse accadere una cosa del genere, nella vita tutto può accadere”. Così racconta a La Ragione il genitore di uno degli studenti del professore, “l’ho chiamato per dargli vicinanza umana. Era provato e dispiaciuto, consapevole di aver sbagliato, l’ha ammesso immediatamente. Sulla questione dell’uso dell’intelligenza artificiale, mi ha spiegato che è stata una cosa involontaria. Al di là di tutto, è una cosa che non si fa, parlando in questo modo mi ha dato conferma che è la persona che conosco, motivo per cui sono ancora più sconcertato per la distanza che c’è tra la persona che è e quella che ha scritto quel post su Instagram”.Ci sono anche i messaggi privati - che La Ragione ha avuto modo di visionare - in cui i suoi studenti gli mostrano vicinanza. “Colgo l’occasione per dirle che, in quel poco che sono riuscito a parlare con lei, ho trovato una bellissima persona, purtroppo sono pochi i professori che hanno così a cuore gli studenti, nonostante non siano i suoi”, gli scrive una studentessa delle sue classi. “Di tutti i professori, siete l’unico che in cinque anni mi ha veramente capita”, è un altro messaggio via Whatsapp di un’alunna. Sarà. Magari non è un mostro. Ma di sicuro ha rappresentato al meglio cosa rappresenti oggi l’odio da tastiera, piuttosto che misura e responsabilità. Responsabilità doppia, per un insegnante.

Di Nicola Sellitti

Stefano Addeo, il post sulla figlia della premier, le scuse e l'algoritmo

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2025-06-02 17:06:29

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2025-06-02 19:53:11

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Stefano Addeo, il prof. del post contro la figlia di Giorgia Meloni, ha tentato il suicidio: "Ho assunto diversi barbiturici, diversi farmaci, è una situazione che non riesco a sostenere, mi sono rifiutato di sottopormi alla lavanda gastrica e ora la polizia vuole parlarmi". Il docente è stato sospeso

“Ho assunto diversi barbiturici, diversi farmaci, è una situazione che non riesco a sostenere, mi sono rifiutato di sottopormi alla lavanda gastrica e ora la polizia vuole parlarmi ”. Lo ha detto all’Adnkronos Stefano Addeo, il professore di tedesco di un istituto scolastico di Cicciano (Nola), che aveva augurato attraverso un messaggio su Instagram alla figlia di Giorgia Meloni di vivere quanto accaduto a Martina Carbonaro, 14enne di Afragola, uccisa nei giorni scorsi a sassate dal fidanzato.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si sarebbe sentito male nella sua abitazione di Marigliano, nel napoletano, dopo aver ingerito una combinazione di pillole e alcool. L’allarme è scattato nel tardo pomeriggio di ieri. Soccorso e trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Nola, Addeo è arrivato in codice rosso, ma — secondo fonti sanitarie — non sarebbe in pericolo di vita. Poche ore prima aveva scritto una lettera aperta a Giorgia Meloni per scusarsi.

A salvargli la vita, forse, la dirigente scolastica dell'istituto dove l'uomo insegna. La donna, infatti, dopo essere stata avvisata da Addeo sul folle gesto, ha subito avvisato i carabinieri che sono accorsi nell'abitazione del professore.

Il gesto sembrerebbe collegato al forte stress e al linciaggio mediatico subìto in seguito alla pubblicazione del post incriminato e poi rimosso. Post rivolto alla figlia della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

Il docente Addeo è stato sospeso

Il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per la Campania ha disposto la sospensione cautelare di Stefano Addeo, il docente del Liceo «Medi» di Cicciano (NA). La decisione è stata presa "per garantire e tutelare la serenità della comunità scolastica". E sarà valida fino alla definizione del procedimento disciplinare nel "rispetto della procedura prevista dalla normativa".

Si tratta di un provvedimento cautelare. Ciò significa che quindi sarà valido fino a quando non si definirà la vicenda. "Era un atto dovuto. Nel momento in cui ci sono comportamenti che potenzialmente possono configurarsi come mancato rispetto dei doveri del dipendente, si avvia la procedura. Lo abbiamo fatto nel primo giorno utile non festivo", queste le parole direttore dell'ufficio Ettore Acerra.

Ora "il docente avrà venti giorni per poter presentare una sua memoria difensiva ed eventualmente essere audito, e poi l'ufficio farà le sue valutazioni e decideremo cosa fare in via definitiva" spiega ancora Acerra.

Di Marco Carta

Addeo, il prof. del post contro la figlia di Meloni, ha tentato il suicidio. Il docente è stato sospeso

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2025-06-03 14:49:12

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