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title: "L’arca di Francesco Cavestri: con “NOÈ” il jazz naviga tra elettronica, classica e futuro"
description: Il quarto album di Francesco Cavestri, classe 2003, primo per Universal Music Italia. Un viaggio sonoro durato quasi due anni
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date: 2026-05-30
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/larca-di-francesco-cavestri-con-noe-il-jazz-naviga-tra-elettronica-classica-e-futuro/
categories: [I personaggi]
tags: [jazz, musica]
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# L’arca di Francesco Cavestri: con “NOÈ” il jazz naviga tra elettronica, classica e futuro

![Francesco Cavestri](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/05/DUE-FOTO-60-1-1024x639.jpg)

Il quarto album di Francesco Cavestri, classe 2003, primo per Universal Music Italia. Un viaggio sonoro durato quasi due anni, dalle notti solitarie al pianoforte a Bologna fino alle orchestre di Budapest, passando per i club di New York

Se con il precedente "IKI - Bellezza Ispiratrice" aveva indagato la forza generatrice dell’estetica, oggi Francesco Cavestri alza lo sguardo e guarda alla sopravvivenza. È disponibile da ieri “NOÈ”, il quarto album del pianista e compositore bolognese (classe 2003), pubblicato per la divisione Classics & Jazz di Universal Music Italia. Un disco che si pone un obiettivo ambizioso: **attraversare il caos contemporaneo per trovare una salvezza possibile attraverso la musica.**

Il titolo non è casuale. "**NOÈ" è un’imbarcazione sonora che accoglie al suo interno “specie” musicali diverse, salvandole dal diluvio delle etichette**. E l’attitudine di Cavestri è proprio quella del costruttore, dell’artigiano: non a caso, nel progetto grafico curato dal team di Universal, l’artista appare in salopette, con un martello e un taccuino di appunti: “La salopette indica un rapporto viscerale, corporale con la musica” ha raccontato Cavestri durante la presentazione milanese da Steinway & Sons. “Così come c’è la costruzione fisica di uno strumento, c’è l’organizzazione della musica. Il jazz per me è quest’arca:** può includere al suo interno qualsiasi mondo musicale, traghettandolo verso la salvezza**”.
**In 10 brani e 40 minuti di durata, il disco abbatte i confini di genere.** Si passa dal trio jazz di matrice contemporanea al pianoforte solo, dalle sperimentazioni elettroniche e urbane fino alla scrittura sinfonica.

**Il disco è il frutto di un lungo viaggio iniziato nel settembre 2024 e conclusosi nel marzo 2026 agli Universal Recording Studios Italy **(con tecnologia Dolby Atmos e un magnifico pianoforte Steinway B211). Il processo creativo di Cavestri si è mosso su due binari paralleli. **Da un lato, il rapporto intimo con lo strumento acustico: “Mi siedo al pianoforte in una stanza buia e silenziosa, magari alle due di notte a Bologna, e lascio fluire le idee**”, confessa sorridendo, ringraziando i vicini per non essersi mai lamentati. Dall’altro, l’approccio da producer: **allontanarsi dalla tastiera per esplorare tablet, computer e sintetizzatori, per poi far incontrare questi mondi in studio di registrazione.
**È così che nascono brani come il seduttivo “Omen of a Sea”, dove pattern elettronici incontrano atmosfere alla Philip Glass, o il singolo “Freedom”, che mescola campionamenti vocali di stampo urban con una ritmica jazzistica. **E citando Ennio Morricone, Cavestri ricorda che “l’elettronica è come avere a disposizione una tela di suono infinita, dove qualsiasi rumore può essere rielaborato”.**

**L’album si chiude con “Souvenir di un Bacio”, il primo seme dell’intero progetto piantato quasi due anni fa, che vede Cavestri affiancato dalla maestosità della Budapest Scoring Orchestra**, con gli arrangiamenti curati insieme a Riccardo Marchese e la produzione di Luca Mattioni.
Un respiro internazionale che Cavestri ha recentemente toccato con mano durante il suo tour nordamericano, esibendosi a Toronto, in uno spazio multiculturale di Chicago (dove un artista contemporaneo lo ha ritratto dal vivo mentre suonava) e in un Istituto di Cultura a New York andato tutto esaurito. **Un’esperienza che ha confermato la sua visione: negli Stati Uniti i generi sono visti come convenzioni da superare, barriere da abbattere.**

Il risultato di tutto questo processo è un’opera di una raffinatezza unica, in cui l’acqua del diluvio diventa materia viva che scorre e si trasforma.** "NOÈ" non è solo un disco eccellente, ma la dimostrazione tangibile di un talento cristallino che, a poco più di vent’anni, sta assumendo la sua forma definitiva**. Francesco Cavestri dimostra di possedere una visione artistica peculiare, capace di parlare un linguaggio ibrido e accessibile senza mai rinunciare alla complessità. **Un musicista che, muovendosi abilmente tra tradizione e modernità, ha tutte le carte in regola per far parlare a lungo di sé, traghettando il jazz verso nuovi approdi.**

https://open.spotify.com/intl-it/album/5xBr8GMfiR2Hsy5WG0VHva?si=DJB37wCtQ_qFvwKyr4kuOw

di *Federico Arduini*
