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title: "Ligabue e “La Notte di Certe Notti”: “Campovolo è il posto delle feste”. E su Gaza: “L’orrore e l’indignazione sono forti”"
description: Abbiamo incontro Luciano Ligabue a qualche ora dall’inizio de “La Notte di Certe Notti”. Ecco cosa ci ha raccontato
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date: 2025-06-21
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/ligabue-e-la-notte-di-certe-notti-campovolo-e-il-posto-delle-feste-e-su-gaza-lorrore-e-lindignazione-sono-forti/
categories: [I personaggi]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Ligabue e “La Notte di Certe Notti”: “Campovolo è il posto delle feste”. E su Gaza: “L’orrore e l’indignazione sono forti”

![Ligabue](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/UNA-FOTO-226-1024x639.jpg)

Abbiamo incontro Luciano Ligabue a qualche ora dall’inizio de “La Notte di Certe Notti”. Ecco cosa ci ha raccontato

“**Campovolo ci è sfuggito dalle mani dall’inizio**. Tornando a 20 anni fa ci servimmo di due agenzie per fare una roba così. **Nessuno poteva pensare a così tanta gente**. Ci venne suggerito la cosa dei 4 palchi che non funzionò, l’intenzione era buona… Poi, se nessuno lo aveva fatto, un motivo c’era… **‘Urlando contro il cielo’ in chiusura di quel concerto lo ricordo molto bene**”. 

**Non nasconde l’emozione Luciano Ligabue, mentre ripercorre quei momenti che hanno segnato la storia della musica live in Italia**.** Lo incontriamo poche ore prima de *[La notte di Certe Notti](https://laragione.eu/life/spettacoli/tutto-pronto-per-la-notte-di-certe-notti/)*, il grande evento celebrativo a Campovolo per i [30 anni della sua celebre canzone](https://open.spotify.com/intl-it/track/5gTuH5Jl8PVUitsFzFslWu), e la sua voce tradisce un misto di nostalgia e gratitudine**. Ci racconta di quel primo, epico appuntamento con Campovolo e di come ogni volta, da allora, quel prato abbia continuato a restituirgli molto più di quanto avrebbe mai potuto immaginare. Eppure, questo Campovolo è speciale, per tante ragioni, tra anniversari e prime volte, quelle di suo figlio Lenny alla batteria prima di tutte: “**Sto cercando di fargli capire che abbiamo dei privilegi enormi nel fare questo mestiere** e, tra questi, c’è anche quello di vivere momenti come quelli di questa sera. **Abbiamo quasi il dovere di goderci l’emozione, senza farci sopraffare**. Il salto dai teatri a uno spazio come questo è enorme… E poi, **è talmente il mio batterista che era impossibile pensare di non averlo anche stavolta su questo palco**” ci ha confidato.

![Ligabue](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/UNA-FOTO-226-1-1024x639.jpg)
Tra gli elementi portanti de “La Notte di Certe Notti” c’è indubbiamente Las Vegas. Una città e un immaginario caro a Ligabue: “**Porto entrambi i lati di Las Vegas: quello luccicante e quello più oscuro**. Cerco di portare tutta la Las Vegas possibile, perché è centrale per noi. **Campovolo è il posto delle feste, e noi vogliamo proprio fare festa**. In qualche modo, tutto è partito dal video di *Viva*, che è ambientato lì, e si capisce subito che io con quel mondo non c’entro nulla. Ma è proprio questo il punto: **Las Vegas è potente, perché rappresenta tutto e il contrario di tutto. Ed è da lì che siamo partiti**”. 

**Uno show che ha indubbiamente la musica al centro, ma che lancia messaggi importanti.** In un’epoca in cui in tanti non prendono posizione, nonostante i megafoni che hanno a disposizione, **Ligabue non si nasconde.** Il primo tema sul banco sono le guerre che affliggono il nostro pianeta, da Gaza alle altre: “**Su Gaza, ogni parola rischia di diventare superflua. L’orrore e l’indignazione sono talmente forti che sembra che qualsiasi cosa tu aggiunga perda forza, quasi faccia rumore inutile.** Ma abbiamo bisogno di credere che ci sarà una fine a questo massacro. **Ci sono 56 conflitti in corso nel mondo… E in tutto questo, penso che 26 anni fa usciva *Il mio nome è mai più***. È impossibile non pensarci oggi”. E i potenti del mondo, che potrebbero fare di più per la pace, sembrano non esserne realmente interessati. Anche loro sono tra i protagonisti del concerto, in un momento ad hoc: “**Col tempo, mi sono reso conto di aver coltivato un sogno che — almeno allora — sembrava davvero vicino alla realtà**. Un sogno nato nella mia adolescenza, vissuta negli anni ’70, quando ero convinto che il mondo si potesse cambiare, diventare più equo, più giusto. **E, in quel momento, sembrava che tutto andasse in quella direzione. Oggi vedo l’esatto contrario.** Sembra che si debba smontare tutto da capo. Non ci si può permettere di ignorare il riscaldamento globale, né di parlare di riarmo e di guerra come se fosse normale amministrazione. **Non possiamo far finta di niente**”.

Impossibile, infine, non chiedergli la sua circa la vicenda dei concerti riempiti con gli aiutini: “**Ho letto anche io di queste cose.** Non seguo molto la nuova musica italiana, ma non ci vuole molto per capire che è diventato un mondo maledettamente competitivo**. C’è una pressione assurda, una corsa continua: se passi dal provino in casa allo stadio in pochi mesi, qualcosa non va**. E non va bene.

**Ci vuole un tempo di maturazione, di crescita artistica e personale**. Queste scorciatoie, queste dinamiche troppo accelerate, non fanno bene né alla musica né agli artisti. **Se sono messe in atto in questo modo, finiscono per danneggiare entrambi**”.

di* Federico Arduini*
