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title: I 50 anni de “L’invenzione di Morel”, parla Alessandro Greco
description: "\"L'invenzione di Morel\" sarà presentato al prossimo Festival del Cinema: del lascito di Emidio Greco ne parliamo con il figlio Alessandro"
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date: 2024-08-25
modified: 2024-08-26
author: Massimo Balsamo
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categories: [I personaggi]
tags: [Cinema, il personaggio]
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# I 50 anni de “L’invenzione di Morel”, parla Alessandro Greco

![I 50 anni de “L’invenzione di Morel”, parla Alessandro Greco](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-25.jpg)

"L'invenzione di Morel" sarà presentato al prossimo Festival del Cinema: del lascito senza tempo di Emidio Greco ne parliamo con il figlio, Alessandro Greco

Affascinante, misterioso, visionario. **Cinquant’anni fa il cinema italiano conobbe il talento di Emidio Greco, regista fuori dagli schemi che con il suo film d’esordio “L’invenzione di Morel” tracciò un solco**, indicando la strada alle generazioni future. Presentato nel 1974 alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes e riconosciuto come uno dei migliori esordi nostrani degli anni Settanta, **il film verrà proiettato il 27 agosto alla 21° edizione delle Giornate degli Autori**, sezione autonoma della Mostra di Venezia che proprio lo stesso cineasta scomparso nel 2012 fondò con Citto Maselli, l’Anac e l’Api.

Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore argentino Adolfo Bioy Casares, **“L’invenzione di Morel” è centrato sulla diabolica macchina inventata dal dottor Morel** (interpretato da John Steiner), **capace di dare agli esseri viventi un’illusoria immortalità**: della realtà sopravvivono unicamente gli aspetti più superficiali. Un naufrago, uno straordinario Giulio Brogi, approda casualmente nell’isola dove lo scienziato compie gli esperimenti, prova a distruggere il terribile meccanismo ma ne rimarrà vittima a sua volta. **Nel *cast* anche Roberto Herlitzka, recentemente scomparso, e Anna Karina, musa della Nouvelle vague francese**. *Cast* tecnico di prim’ordine, con la colonna sonora firmata da un giovanissimo Nicola Piovani.

Magnetico e psichedelico, “L’invenzione di Morel” scardinò le regole della fantascienza riflettendo sulla morte, sull’immagine e soprattutto sul rapporto fra cinema e realtà. «**Come mi ha insegnato mio padre, i film o resistono al tempo oppure c’è qualcosa che non funziona**. Questo film all’epoca non aveva la necessità di aderire a un’idea di contemporaneità» **ci racconta Alessandro Greco, figlio di Emidio e produttore e fondatore della società [Morel Film](https://morelfilm.it/)**. Un’opera frutto di innegabile talento ma anche di grande coraggio: «**Se oggi un ragazzo di trent’anni proponesse un film di questo tipo, in cui non si parla per la prima mezz’ora, penso che i produttori scapperebbero**, me compreso. Mio padre invece riuscì in questa impresa».

**Nel 1974 “L’invenzione di Morel” venne vissuto come una sorta di anticipazione della realtà virtuale** e oggi – nell’epoca dell’intelligenza artificiale – i suoi tratti di modernità sono visibili a occhio nudo. Alessandro Greco è stato aiuto regista del padre nei suoi ultimi tre film («Una scuola impagabile») e non ha dubbi su quale sia il suo più grande lascito: «**Emidio è sempre stato un *outsider*, il suo cinema è stato personale e senza compromessi**. Ha raccontato soltanto ciò che voleva raccontare. Il suo più grande lascito è l’esempio di come sia possibile ritagliarsi uno spazio senza snaturarsi: ha fatto otto film senza mai dover rinunciare a niente».

**Nel 1991 Emidio Greco aprì la Mostra del cinema con “Una storia semplice**”, tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia e ultimo film interpretato in Italia da Gian Maria Volonté: «Fu un’opera importante, grazie alla quale gli proposero tantissimi progetti. Ma lui rifiutò tutto: non li sentiva nelle sue corde. **Mio padre aveva una propria idea di cinema, si è preso dei rischi e ha pagato in termini di visibilità e notorietà**». Ora la speranza è quella di dare una nuova vita a un film semplicemente straordinario.

*di Massimo Balsamo*
