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title: "Litfiba e i 40 anni di &#8220;17 Re&#8221;: &#8220;Non un&#8217;operazione nostalgia. Non abbiamo mai avuto paura di schierarci&#8221;"
description: "Il ritorno dei Litfiba attorno a \"17 Re\" non ha il sapore dell’amarcord, ma quello di una resa dei conti artistica e persino storica"
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date: 2026-04-15
modified: 2026-04-17
author: Federico Arduini
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categories: [I personaggi]
tags: [musica]
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# Litfiba e i 40 anni di &#8220;17 Re&#8221;: &#8220;Non un&#8217;operazione nostalgia. Non abbiamo mai avuto paura di schierarci&#8221;

![Litfiba](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/04/UNA-FOTO-764-1-1024x639.jpg)

Il ritorno dei Litfiba per "17 Re" non ha il sapore dell’amarcord, ma quello di una resa dei conti artistica, politica e persino storica

**Non chiamatela nostalgia. Perché il ritorno dei Litfiba attorno a "17 Re" non ha il sapore dell’amarcord, ma quello di una chiusura di un cerchio**. A quarant’anni dall’uscita di quello che è diventato uno dei dischi più importanti, visionari e divisivi del rock italiano, **Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo **tornano insieme per rimettere al centro non solo un album di culto, ma soprattutto un’idea di musica capace di prendere posizione.

**L’occasione è duplice. Da una parte, venerdì 17 aprile arriva finalmente “17 Re”, il brano che avrebbe dovuto stare dentro il disco del 1986 ** e che invece allora fu escluso dalla tracklist, diventando col tempo un piccolo enigma della musica italiana**. La canzone riletta e ritrasformata dalla band oggi, all'ascolto suona alla grande**: "Sono rimaste le melodie, parti di testo, l'armonia abbastanza intatta, ma in realtà è cambiato tutto: ritmo, bit, groove e spirito".

**Dall’altra, dal 27 giugno al 15 agosto, il tour “Quarant’anni di 17 Re” **riporterà sui palchi la formazione storica degli anni Ottanta, affiancata alla batteria da Luca “Mitraglia” Martelli, per venti date che hanno il peso dell’evento irripetibile.

Ma il punto, appunto, non è la nostalgia. O almeno non solo.** Perché "17 Re" non viene ripescato dal passato come una reliquia da lucidare, bensì come un’opera che continua a parlare al presente.** Lo dice con chiarezza Ghigo Renzulli: «**I testi sembrano scritti ieri**». Ed è difficile dargli torto. **Dentro quelle canzoni c’erano già allora il tema del potere, della guerra, degli abusi, delle vittime schiacciate dai regimi e dalla violenza della storia.** Oggi, in un tempo che sembra avere rimesso in fila le stesse paure, quel disco torna a suonare attuale in modo quasi inquietante.

**Del resto Piero Pelù, che ricorda di essere stato «un mezzo studente di Scienze politiche»,** rivendica la continuità di un percorso che nei Litfiba non è mai stato ornamentale: «**Il tema politico è sempre stato molto presente nelle nostre canzoni, tanto che il nostro primo EP si chiamava "Guerra" ed era del 1982**», ha spiegato. Una matrice chiara, che nel tempo si è tradotta in una costante attenzione al sociale, al politico e soprattutto alla pace, quindi «alle vittime di tutte le guerre».** È da qui che nasce anche il senso profondo di questo ritorno**: non una semplice operazione celebrativa, ma il tentativo di riportare in primo piano temi che, secondo la band, oggi più che mai non possono essere taciuti.

**Pelù lo dice senza giri di parole, con il tono ruvido che gli è proprio: «Stiamo vivendo un momento storico allucinante»**. E ancora: «**È un periodo in cui i prepotenti stanno cercando di fare piazza pulita, noi come artisti contiamo zero ma abbiamo la voce e abbiamo ancora il coraggio di schierarci**. Questo sta un po' mancando nello scenario artistico mondiale. Solo Bruce Springsteen e pochi altri hanno tirato fuori le unghie e i denti». Se c’è un tratto che distingue i Litfiba, ieri come oggi, è proprio la volontà di non sottrarsi. **Di esporsi. Di stare, anche scomodamente, dentro il proprio tempo.**

**Eppure "17 Re" non è soltanto un disco politico.** È anche, nelle parole degli stessi protagonisti, un oggetto musicale anomalo, quasi indecifrabile. Pelù lo definisce un album «inspiegabile» e non è soltanto una formula. **Quando uscì nel 1986, la critica in larga parte non lo capì, se non in rare eccezioni. Fu accolto con freddezza**. Eppure proprio quella natura sfuggente ne avrebbe fatto, col tempo, un disco di culto.

C’è poi un elemento tecnico che rende ancora più interessante il ritorno di oggi. **Molti di quei brani, all’epoca, erano di fatto impossibili da portare sul palco. Lo ammette lo stesso Pelù: «Alcune canzoni erano insuonabili dal vivo»**. Erano nate in studio, costruite con una logica che non sempre coincideva con la dimensione della scena. **«Le avevamo costruite in studio e quando si è trattato di portarle sul palco ci siamo ritrovati nella merda», ha raccontato senza edulcorare nulla.** In questo senso il tour 2026 rappresenta anche una sfida musicale e quasi fisica: riportare dal vivo l’intero album, nella sua totalità, come non era mai accaduto prima.

**Ed è forse proprio qui che questo ritorno acquista il suo significato più forte.** Non nel semplice ritrovarsi, ma nel ritrovarsi per fare finalmente fino in fondo quello che allora non era stato possibile fare**. Lavorando di nuovo insieme, si è riacceso quasi naturalmente il vecchio schema interno della band: ciascuno al proprio posto, ciascuno a fare ciò che sa fare meglio, senza bisogno di dirselo**. Un meccanismo ritrovato più che ricostruito, che ha sorpreso per primi loro stessi. Arrivati in fondo al lavoro, ha detto, la sensazione comune è stata semplice e rivelatrice: “Qua però butta bene”.

**Ecco perché chiamarla nostalgia sarebbe riduttivo**. Qui semmai c’è il desiderio di rimettere in circolo un’energia, una tensione, una presa di parola. Di riaprire un discorso lasciato sospeso. Di dare finalmente corpo, anche dal vivo, a un album che quarant’anni fa appariva persino troppo avanti per essere compreso del tutto. Oggi quel tempo sembra averlo raggiunto. E forse, paradossalmente, persino superato.

**Questo il calendario degli appuntamenti**

27 giugno **Perugia** – Umbria Che Spacca Festival
30 giugno **Padova** – Sherwood Festival
02 luglio **Bari** – Fiera del Levante
04 luglio **Pescara** - Terrasound Festival, Porto Turistico
07 luglio **Milano** – Kozel Carroponte
09 luglio **Villafranca (VR)** – Villafranca Festival 2026, Castello Scaligero
11 luglio **Asti** – AstiMusica, Piazza Alfieri
14 luglio **Genova** – Altraonda Festival
16 luglio **Roma** – Rock in Roma, Ippodromo delle Capannelle
18 luglio **Servigliano (FM)** – NoSound Fest, Parco della Pace
21 luglio **Bologna** – Sequoie Music Park
23 luglio **Firenze** – Prato delle Cornacchie
25 luglio **Cosenza** – Rendano Arena, Piazza XV Marzo
28 luglio **Napoli** – Arena Flegrea
01 agosto **Alghero** – Alguer Summer Festival, Anfiteatro Ivan Graziani
04 agosto **Catania** – Villa Bellini
07 agosto **Melpignano (LE)** – Sei Festival, Piazza Avantaggiato
11 agosto **Palmanova** (UD) - Estate di Stelle, Piazza Grande
13 agosto **Forte dei Marmi (LU)** – Villa Bertelli Live
15 agosto **Bellaria Igea Marina (RN)** – Beky Bay
