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title: Lo Spazio che ho trovato, parla l’astronauta Paolo Nespoli
description: "313 giorni, 2 ore e 36 minuti: il tempo che l’ex astronauta Paolo Nespoli ha trascorso in orbita grazie a tre missioni spaziali. Le sue parole"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Paolo-Nespoli.jpg
date: 2024-03-03
author: Claudia Burgio
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/lo-spazio-che-ho-trovato-parla-lastronauta-paolo-nespoli/
categories: [I personaggi]
tags: [spazio]
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# Lo Spazio che ho trovato, parla l’astronauta Paolo Nespoli

![Paolo Nespoli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Paolo-Nespoli.jpg)

2021-07-21 15:23:49

2021-07-21 13:23:49

Al via l’era del turismo spaziale. Oggi prerogativa di tasche milionarie come quelle di Branson e Bezos, arriverà il giorno in cui volare nello spazio sarà un sogno accessibile anche alle persone comuni

A 52 anni esatti dall'allunaggio, un altro passo avanti per l’uomo: Jeff Bezos si è lanciato nello spazio.

20 luglio, data non casuale, scelta dal tycoon fondatore di Amazon per il viaggio con il razzo New Shepard della sua Blue Origin in omaggio alla storica impresa che vide il primo uomo sulla luna.

Per un totale di quattro persone d’equipaggio, ad accompagnare il miliardario fondatore di Amazon c’erano anche il fratello Mark Bezos, Wally Funk, aviatrice di 82 anni pioniera della storica Mercury 13, entrata ora nel Guinness dei primati come persona più anziana in orbita, e il diciottenne Oliver Daemen a cui invece spetta il titolo di più giovane turista dello spazio. Scelte non casuali che sottolineano come Mr Bezos non lasci mai nulla al caso.

Missione compiuta: il racconto di un viaggio che ha dell’incredibile

Il decollo del primo viaggio suborbitale con equipaggio della New Shepard è avvenuto alle ore 15.12 italiane, 12 minuti dopo il previsto.

Grazie ai suoi tre paracaduti correttamente dispiegati, il volo è poi terminato alle 15.22 con il touchdown: l’atterraggio sul deserto del Texas. Durato circa 11 minuti, le persone a bordo hanno provato per circa 4 minuti l’emozione della microgravità, la mancanza di peso provata dagli astronauti quando sono a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il razzo ha raggiunto la quota di circa 107 chilometri (350 mila piedi).

I passeggeri, che hanno varcato il confine che separa l’atmosfera terrestre dallo Spazio, hanno viaggiato nella capsula con le più grandi finestre mai montate su una navicella spaziale. New Shepard, questo il nome dato in onore di Alan Shepard, primo astronauta statunitense a volare nello spazio, è stata realizzata dalla società Blue Origin di Bezos per servire il futuro mercato del turismo spaziale.

 

LEGGI ANCHE: Moonwatch, l'orologio della Luna

Un sogno che si realizza per Jeff Bezos

Ore 15.31: si è aperto il portellone della capsula appena tornata sul suolo terrestre. Il primo a uscire è stato Jeff Bezos con addosso il famoso cappello texano, a seguire Daemen, Funk e infine il fratello Mark.

“Il giorno più bello della mia vita, tutto è stato perfetto”, queste le prime parole del magnate, orgoglioso e cosciente di essere stato il principale protagonista di un’impresa che rimarrà per sempre nella storia.

Anche la Nasa festeggia questo evento con un tweet: "Congratulazioni al team di Blue Origin per il primo volo con equipaggio umano di New Shepard! Non vediamo l'ora di fare voli futuri con a bordo ricercatori e carichi tecnologici utili, sostenuti dalla Nasa".

 

????????Congratulations to the @BlueOrigin team on the first human flight of #NewShepard! We look forward to future flights with researchers and NASA-supported technology payloads aboard. https://t.co/1kiQ1NgNG3

— NASA (@NASA) July 20, 2021

Lo spazio a portata di tutti

Questo lo straordinario obiettivo futuro che si sono prefissati gli scienziati di tutto il mondo: i viaggi suborbitali possibili per chiunque.

Il volo di Bezos avviene pochi giorni dopo quell’11 luglio quando Richard Branson, il primo miliardario ad andare nello spazio con la sua Virgin Galactic, ha vissuto 4 minuti senza gravità a 80 km.

I prezzi ora come ora sono elevatissimi e solo in pochi si possono permettere un’esperienza del genere.

I primi biglietti per i voli Virgin Galactic sono stati venduti per la cifra di circa 250mila dollari. Non si hanno ancora informazioni riguardo quelli della Blue Origin, l'unica cosa che si sa è che uno dei 4 posti del lancio inaugurale fu inizialmente venduto all'asta per 28 milioni di dollari ma, causa l’impossibilità dell'anonimo vincitore a partecipare all’evento, è stato lasciato spazio al giovane Daemen.

Un’esperienza unica nella vita che ora appare impossibile da raggiungere ma che potrebbe diventare in futuro la quotidianità. Tutti potranno essere turisti spaziali.

 

di Filippo Messina

C'è spazio per tutti

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Parità di genere e anziani come massima fonte di saggezza sono state le prime vere frontiere nella storia delle missioni spaziali. Lo Spazio come fonte di ispirazione

Intere generazioni sono state sedotte dalle nuove frontiere esplorate dalla flotta della Federazione Unita dei Pianeti di “Star Trek” – con la sua astronave Enterprise – e dalla straordinaria vitalità della Galassia di “Star Wars” abitata da umanoidi, droidi e robot coinvolti nella lotta fra il lato oscuro e il lato chiaro della Forza, il campo energetico mistico. Era la fantascienza della seconda metà degli anni Sessanta che, insieme alle precedenti narrazioni di Asimov, risultava straordinariamente attrattiva, coniugando spirito esplorativo, nuove sfide e spinte emotive in un ambiente spaziale straordinariamente operativo e veloce in cui gli umani erano perfettamente integrati e manifestavano una sicura gestione delle risorse spaziali. Che dire poi della presenza femminile? Donne forti, determinate, competitive, determinanti nei loro ruoli dirigenziali al pari dei corrispettivi maschili, estremamente affascinanti, intriganti nello smuovere le corde emozionali.

È del 1968 il primo bacio interrazziale fra il capitano Kirk e il tenente Uhura, ufficiale responsabile delle comunicazioni dell’astronave Enterprise in “Star Trek”. La fantascienza presupponeva parità di genere e razza, oltre a raffigurare gli anziani come massima fonte di saggezza: sono state queste le prime vere frontiere nella storia delle missioni spaziali. Ne è estrema sintesi la vicenda di Wally Funk che intraprese negli anni Sessanta l’addestramento spaziale e – sebbene idonea – non partì per la missione (al contrario delle colleghe sovietiche), ma si riscattò nel 2021: a 82 anni suonati diventò la donna più anziana ad aver mai viaggiato nello spazio grazie alla prima missione ‘privata’ di questo tipo, organizzata dalla Blue Origin di Jeff Bezos.

Sono temi estremamente attuali: la necessità di acquisire nuove fonti energetiche, l’utilizzo della robotica e delle tecnologie spaziali per aiutare l’uomo, soddisfarne le necessità nei lavori a rischio e superare cambiamenti climatici irreversibili; la commercializzazione delle tecnologie sviluppate per l’esplorazione spaziale e lo sfruttamento dei benefici derivanti; la regolamentazione delle operazioni spaziali e della nuova corsa allo spazio (la cosiddetta Space law), unita allo sviluppo globale della Space economy. In quest’ultima rientra la stessa Luna – da cui tutto è iniziato – coagulando diverse piccole società attive nelle tecnologie spaziali d’avanguardia che ci riporteranno quest’anno a guardarla da vicino, potendola realisticamente toccare verso il 2028. Guardare e toccare la Luna – forse in modo ancor più forte rispetto alla visione della Terra dallo Spazio – provoca negli astronauti un cambiamento emotivo complesso e irreversibile, spostando inevitabilmente il modo di pensare alla vita senza vincoli terrestri, come descrive il filosofo spaziale Frank White nel suo “The Overview Effect”. «Il limite delle parole umane che non riescono a restituire la visione della Terra sullo sfondo dell’Universo» e «il senso del passare del tempo che esiste solo connesso alla Terra» sono leve emotive non trascurabili e principali propulsori della spinta evolutiva dell’uomo, anche al rientro dalla missione. Il James Webb Space Telescope (consacrato da “Science” fra le scoperte scientifiche maggiori del 2022) ci dona immagini incredibili, ad alto impatto emotivo. Saranno queste a ispirarci perché il nostro vivere terrestre non spenga “Il Piccolo Principe” che Antoine de Saint -Exupéry ha descritto in noi.

Di Simona Ferraro

Il fascino dello Spazio

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Milano a ottobre ospiterà il più grande evento mondiale in tema di Spazio, il 75° Congresso internazionale di astronautica

Il 2024 si è aperto con una forte ispirazione ‘spaziale’ italiana. Walter Villadei – impegnato proprio in queste ore nella missione Axiom-3 al via da Cape Canaveral e diretta alla Stazione spaziale internazionale (Iss) – raccoglierà dati sperimentali in vari ambiti, dalla medicina alla nutrizione, studiando anche gli effetti della microgravità sulla preparazione della pasta e sulla percezione del gusto. Milano a ottobre ospiterà il più grande evento mondiale in tema di Spazio, il 75° Congresso internazionale di astronautica, che vedrà sfilare i protagonisti delle missioni e i promotori della spinta innovativa che orbitano intorno a esse. La recente presenza alla Fashion Week milanese di Jeff Bezos (“Mr Amazon” nonché proprietario della società spaziale Blue Origin) dimostra quanto il fascino dello spazio valichi nuove frontiere.

L’attrazione fatale fra Spazio e Terra nasce da un’evidenza netta: lo Spazio rappresenta un’inesauribile fonte di innovazione – ad alto impatto sulla vita terrestre – e una frontiera fortemente attrattiva in ambito economico-finanziario (la Space Economy). La riconversione di tecnologie disegnate per i voli spaziali ha generato una gamma inesauribile di soluzioni tecnologiche necessarie a soddisfare le esigenze, migliorare la vita di ogni giorno, affrontare le criticità terrestri, in grado di rappresentare applicazioni uniche e immediate anche in situazioni di emergenza assumendo crescente impatto socio-economico. Il budget di 16,9 miliardi di euro approvato nel 2022 dal Consiglio ministeriale dell’Agenzia spaziale europea (Esa) è in netta crescita rispetto al biennio precedente. Su 22 Paesi contribuenti l’Italia è al terzo posto, rappresentando inoltre un’eccellenza in alcuni ambiti: il trasporto spaziale, l’osservazione della Terra, l’esplorazione dell’universo e le telecomunicazioni. I presidenti delle Regioni impegnate nei progetti spaziali hanno ampiamente recepito come lo Spazio sia in grado di amplificare esponenzialmente le risorse locali restituendo un valore globale. Il Veneto, quarta Regione per valore della filiera dell’Aerospazio (dopo Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna), impegna 260 aziende ed è già in grado di produrre il 60% dei componenti necessari a costruire un satellite. I primi trasferimenti tecnologici da Spazio a Terra sono pensati per lo sviluppo di agricoltura di precisione e per contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

La biologia spaziale è sicuramente uno degli aspetti più intriganti, con ricadute incredibili sulla ricerca biomedica. Quello che il laboratorio della Stazione spaziale internazionale ha dimostrato è l’estrema vulnerabilità della biologia umana. Esplorare o abitare lo Spazio implica affrontare questi aspetti da subito. L’esposizione all’ambiente spaziale incide molto seriamente su sistemi e apparati del nostro corpo (nervoso, cardiovascolare, muscolo-scheletrico, immunitario, gastroenterico) oltre a influire sul Dna. Per questo si stanno caratterizzando misure preventive per gli astronauti in missione. Un laboratorista terrestre vede una straordinaria opportunità per studiare quelle alterazioni della biologia umana che nello spazio sono accelerate, come hanno dimostrato gli studi condotti sui gemelli (di cui uno rimasto sulla Terra mentre l’altro era in missione nello Spazio). Le stesse alterazioni che si hanno in orbita danno origine a diverse patologie e a processi degenerativi – ad esempio il cancro – che per essere studiati sulla Terra richiedono moltissimo tempo e risorse. Il laboratorista spaziale lavora sulla ‘plasticità’ biologica ovvero sul fatto che si possa intervenire sulla biologia umana, nell’ottica finale di assicurare un’abitabilità sicura dello Spazio, che non è così lontana.

I confini non sono fatti per l’uomo e la scienza terrestre – osservata dallo Spazio – dimostra i suoi limiti. Lasciamoci ispirare.

di Simona Ferraro

 

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L'attrazione fatale e il richiamo dello Spazio

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