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Maria Laura Iascone, direttrice Cerimonie Milano Cortina 2026: “L’emozione cresce ogni giorno. L’accensione del braciere sarà uno spettacolo”

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Maria Laura Iascone è la direttrice delle Cerimonie della Fondazione Milano Cortina 2026 ed è a meno di una settimana dalla prova della vita

Maria Laura Iascone

Maria Laura Iascone, direttrice Cerimonie Milano Cortina 2026: “L’emozione cresce ogni giorno. L’accensione del braciere sarà uno spettacolo”

Maria Laura Iascone è la direttrice delle Cerimonie della Fondazione Milano Cortina 2026 ed è a meno di una settimana dalla prova della vita

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Maria Laura Iascone, direttrice Cerimonie Milano Cortina 2026: “L’emozione cresce ogni giorno. L’accensione del braciere sarà uno spettacolo”

Maria Laura Iascone è la direttrice delle Cerimonie della Fondazione Milano Cortina 2026 ed è a meno di una settimana dalla prova della vita

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Se le Olimpiadi restano un evento a parte, pur in questi tempi sempre più disillusi, molto lo si deve alle cerimonie dei Giochi. In particolare quelle inaugurali. Maria Laura Iascone è la direttrice delle Cerimonie della Fondazione Milano Cortina 2026 ed è a meno di una settimana dalla prova della vita: il via delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina allo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano. E non solo.

«L’emozione cresce ogni giorno con sfumature diverse» racconta con tono deciso, senza nascondere quel filo d’ansia che tiene più concentrati. «Proviamo molta gioia e ogni tanto panico, perché ci sono sempre variabili incontrollabili. Soprattutto nel nostro caso, con una cerimonia diffusa fra i diversi territori di gara che complica un po’ la situazione. Devo dirlo: le emozioni variano nel corso della giornata e quando arriviamo alla sera, magari dopo 16 ore di lavoro, avvertiamo un po’ il desiderio che arrivi questa giornata. Ognuno di noi la sta aspettando da anni… Il clima è comunque molto buono, siamo tutti carichi e concentrati. Ci sentiamo come formichine che stanno costruendo uno spettacolo unico, condividendo emozioni per adesso totalmente positive».

A proposito di tempo che vola via, non molti hanno un’idea precisa di quanto ne serva per organizzare uno spettacolo come la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi: «Sono ormai quasi tre anni che lavoriamo. Abbiamo cominciato dal percorso creativo, nato dall’analisi di Fondazione Milano Cortina dei valori che volevamo comunicare» spiega la direttrice Iascone. «Abbiamo coinvolto personaggi del mondo della cultura, della musica, dell’arte, dell’architettura, perché i temi della cerimonia toccheranno questi argomenti per poter raccontare l’Italia al mondo. Volevamo essere certi di raccogliere ispirazioni e contenuti dai grandi talenti della nostra cultura. Individuati i valori, in questi tre anni abbiamo lavorato su tutti gli aspetti operativi coinvolgendo migliaia di persone».

Le figure coinvolte sono tantissime: «Avremo come cast 1.340 artisti, performer e comparse in scena. Di questi, 1.200 sono volontari che per noi rappresentano veramente una linfa vitale e straordinaria. Li vedo provare ogni giorno e devo dire che mi procurano una grande emozione: moltissimi giovani che con passione saliranno ‘sul palco’ e daranno il meglio di sé. Poi abbiamo un altro migliaio di persone lato producer, più altre centinaia della Fondazione che lavoreranno durante la cerimonia. In totale oltre 3mila donne e uomini coinvolti». 

Se Parigi 2024 ci ha preparato a uno spettacolo non più ‘chiuso’ in uno stadio, Milano Cortina 2026 spingerà ancora di più su questo aspetto: «La cerimonia è diffusa e l’obiettivo è garantire, soprattutto agli atleti che gareggeranno nei giorni immediatamente seguenti, la possibilità di fare la parata in prossimità della loro sede di gara. Quindi alcuni elementi protocollari, a cominciare dalla sfilata delle squadre, si svolgeranno a Milano, Livigno, Predazzo e Cortina. Da un punto di vista televisivo, chi sarà a casa quasi non lo percepirà perché avverrà tutto in sequenza. Avremo poi l’Arco della Pace a Milano e Largo delle Poste a Cortina come luoghi iconici, perché ospiteranno i bracieri olimpici» spiega ancora Iascone. Lo stadio di San Siro sarà indubbiamente protagonista: «Il “Giuseppe Meazza” sarà centrale nel percorso narrativo. Cortina sarà coprotagonista, perché alcuni elementi protocollari verranno fatti due volte, sia a Milano che lì, proprio per dare il giusto tributo alle due città ospitanti».

Non esiste cerimonia olimpica senza grandi nomi: fra gli altri, Milano Cortina 2026 schiererà Mariah Carey, Andrea Bocelli e Laura Pausini. Si teme sempre che le superstar finiscano per risultare solo un’aggiunta: «È indubbiamente un rischio, però l’abbiamo voluto evitare dando a ciascuno un ruolo che non è quello del cantante che fa il proprio pezzo e via. Abbiamo chiesto loro di entrare nella narrazione della cerimonia. Ciascuno contribuirà al racconto con una sinfonia, un pezzo musicale cantato o talvolta parlato». La direttrice non si sbilancia su colpi dell’ultimo minuto, ma neanche li esclude: «Io spero ci siano ancora sorprese. O meglio: da un lato lo spero, ma dall’altro no perché così almeno chiudiamo i preparativi... Diciamo che i nomi più importanti li abbiamo svelati e siamo pronti a concentrarci più sulle emozioni e meno sui talenti».

Quanto alla polemica che ha coinvolto Ghali, anche lui nel cast, Maria Laura Iascone la liquida così: «Mah, non influenza assolutamente il nostro lavoro. La scelta di Ghali è stata puramente creativa e quindi non abbiamo nient’altro da aggiungere. Lavoriamo per garantire uno spettacolo di cui tutti possano essere orgogliosi e che sia un orgoglio per l’Italia: è il nostro focus. L’entusiasmo per le Olimpiadi cresce giorno dopo giorno, basta guardare il viaggio della fiaccola». A tal proposito: «L’accensione del braciere sarà uno spettacolo nello spettacolo. A Cortina avrà di per sé una storia affascinante, perché sarà un tributo a Leonardo. A Milano, all’Arco della Pace, sarà poi veramente incredibile».

di Fulvio Giuliani

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