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title: "Massimo Bonelli: &#8220;Forse siamo tutti vittime e carnefici delle nostre playlist&#8221;"
description: “Play. Tutto quello che c’è da sapere sulla musica attuale. Gli artisti, l’industria, le tecnologie”, il libro di Massimo Bonelli
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date: 2025-03-14
modified: 2025-03-15
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/massimo-bonelli/
categories: [I personaggi]
tags: [intervista, Italia, musica]
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# Massimo Bonelli: &#8220;Forse siamo tutti vittime e carnefici delle nostre playlist&#8221;

![Massimo Bonelli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/Bonelli-1024x639.jpg)

“Play. Tutto quello che c’è da sapere sulla musica attuale. Gli artisti, l’industria, le tecnologie”, il libro di Massimo Bonelli. Produttore, *manager*, fondatore di iCompany e direttore artistico di eventi di rilievo nazionale come il concerto del primo maggio di Roma (dal 2015)

Il mondo della musica è in continua evoluzione, con trasformazioni costanti: alcune volte impercettibili, altre volte epocali. Negli ultimi anni, tuttavia, questi processi hanno subìto un’accelerazione senza precedenti, grazie a vere e proprie rivoluzioni, dallo *streaming* all’intelligenza artificiale.

Per esplorare a fondo l’industria musicale, i suoi protagonisti e le sue dinamiche è da poco disponibile negli *store* digitali e nelle librerie **“Play. Tutto quello che c’è da sapere sulla musica attuale. Gli artisti, l’industria, le tecnologie”** di Massimo Bonelli (ROI Edizioni). Produttore, *manager* e figura di riferimento nel settore, Bonelli è fondatore di iCompany e direttore artistico di eventi di rilievo nazionale come il concerto del primo maggio di Roma (dal 2015), la rassegna “Ciao” dedicata a Lucio Dalla e il “San Marino Song Contest”.

**Scrivere un libro del genere non è stato semplice, come racconta lo stesso autore:** «È stato un lavoro complesso. Partendo dai miei appunti, ho cercato di organizzare un testo che potesse raccontare in modo chiaro e strutturato tutto ciò che c’è da sapere o almeno una parte significativa, perché per coprire tutto servirebbe un’enciclopedia. Ho scelto di suddividerlo in sette capitoli, organizzando le informazioni per settori e ambiti di competenza».

Il risultato è un libro prezioso per professionisti, appassionati e curiosi, utile per comprendere quanto rapidamente la musica stia cambiando: «È sconvolgente e nei prossimi anni l’evoluzione sarà ancora più veloce. **La tecnologia accelera i processi, influenzando e condizionando gli artisti.** Anche il musicista più integralista, nel momento in cui realizza un’opera deve considerare come questa arriverà al pubblico e attraverso quali mezzi. Di conseguenza tende ad adattarla allo strumento che ne consentirà la diffusione. **Questo è particolarmente evidente nello *streaming*: le canzoni di oggi, anche nella loro struttura, sono spesso molto diverse da quelle di appena dieci o quindici anni fa**».

Un aspetto centrale di questa trasformazione è il ruolo delle *playlist*, ormai la spina dorsale dell’universo *streaming*. Ma quanto è davvero libera la nostra scelta musicale? «Forse siamo tutti, allo stesso tempo, vittime e carnefici delle nostre *playlist* algoritmiche. Da un lato ci vengono proposte automaticamente, dall’altro le alimentiamo con le nostre abitudini di ascolto, finendo per chiuderci in un circolo ristretto. Così costruiamo inconsapevolmente un nostro piccolo stagno musicale. Lo *streaming*, d’altra parte, ha tutto l’interesse a trattenerci in questo ambiente familiare: più tempo passiamo sulla piattaforma, più essa raggiunge il suo scopo».

Eppure, qualcosa si sta muovendo per creare una via alternativa a questo monopolio: «Soprattutto in America, alcuni artisti stanno capendo che lo *streaming* non è la soluzione definitiva né l’unico modo per arrivare al pubblico, forse nemmeno il migliore. **Sempre più musicisti stanno costruendo percorsi indipendenti attraverso piattaforme dedicate**, che permettono un contatto diretto con i *fan*. Molti di loro sono disposti a pagare un abbonamento per un rapporto più esclusivo con i propri artisti preferiti. Questo fenomeno si inserisce nella cosiddetta *fan economy*, una delle nuove frontiere della musica, soprattutto in un momento in cui lo *streaming* sembra aver raggiunto un punto di saturazione» sottolinea Massimo Bonelli. E questo non è neanche l’unico aspetto nel rapporto tra l’artista e il *fan* ad esser cambiato negli ultimi anni. Pensiamo ai *social*: «**Oggi esiste un’esigenza costante di essere presenti, mantenere un contatto diretto con la *fanbase* e costruire una narrazione affascinante e coinvolgente. **Siamo nell’era dell’economia dell’attenzione, in cui tutto è veloce e frammentato: veniamo bombardati da *input*, informazioni e stimoli continui. Per un artista, farsi notare e mantenere vivo l’interesse del pubblico è essenziale. L’assenza, salvo rari casi, non è quasi mai un’opzione».

**Anche la musica dal vivo è diventata sempre più centrale, ma con un cambiamento significativo:** «I grandi eventi hanno ormai sostituito il disco come fulcro dell’esperienza musicale. Oggi il concerto è l’oggetto del desiderio: tutti vogliono esserci, vivere quel momento unico e irripetibile, poter dire “Io c’ero”». Parallelamente, però, si sta perdendo qualcosa di fondamentale, come su queste pagine abbiamo spesso scritto: la musica nei piccoli *club*. «In tutta Europa – soprattutto a Londra e Berlino, città simbolo della scena musicale – così come in Italia, questi spazi stanno soffrendo enormemente. Eppure sono il cuore pulsante della musica dal vivo e la palestra degli artisti emergenti, quelli che domani riempiranno palazzetti e stadi. Se non si trova una soluzione, rischiamo di perdere un pezzo fondamentale del futuro musicale» conclude Bonelli.

Di *Federico Arduini *
