---
title: "Chef Max Mariola: &#8220;I social sono democratici: o piaci o no&#8221;"
description: Star del web, icona della cucina mediterranea, Max Mariola è lo chef del momento. Dopo aver aperto il primo ristorante ha raddoppiato
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/UNA-FOTO-66-1024x639.jpg
date: 2025-04-09
modified: 2025-04-10
author: Massimo Balsamo
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/max-mariola/
categories: [I personaggi]
tags: [cucina]
---

# Chef Max Mariola: &#8220;I social sono democratici: o piaci o no&#8221;

![Max Mariola](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/UNA-FOTO-66-1024x639.jpg)

Star del web e icona della cucina mediterranea, Max Mariola è lo chef del momento. Dopo aver aperto il “Max Mariola Restaurant” a Milano, in zona Brera, ha deciso di raddoppiare

**Star del web e icona della cucina mediterranea, Max Mariola è lo chef del momento. Dopo aver aperto il “Max Mariola Restaurant” a Milano, in zona Brera, ha deciso di raddoppiare**: ora sarà possibile entrare in contatto con la sua filosofia di cucina genuina ma godereccia anche ne “Il Bistrot”, situato in corso Garibaldi 12, sempre in zona Brera. «**Volevo offrire un’altra proposta risto**rativa» ci racconta lo chef: «**Nel bistrot posso presentare tutti quei panini di cui la gente va ghiotta e quei piatti veloci da mangiare in un brunch o in pausa pranzo.** Voglio completare l’offerta ristorativa che ho iniziato con il ristorante, rivolgendomi a un pubblico giovane – ma non solo – che vuole sedersi a tavola, mangiare qualcosa e andare via dopo venti minuti. In altri termini, si tratta di una proposta più informale e più veloce rispetto al ristorante»

Un format dinamico e accessibile, una nuova e stuzzicante sfida. L’obiettivo è ripetere i grandi risultati ottenuti dal ristorante: «**Sono passati 14 mesi dall’apertura, il successo nessuno te lo porta in tasca. Non mi aspettavo questo pubblico così affettuoso e così carino nei miei confronti.** All’inizio mi hanno perdonato se ho sbagliato e hanno continuato ad avere fiducia in me, ci sono clienti che sono venuti più di sedici volte in un anno. **Hanno apprezzato quello che ho fatto e me lo hanno dimostrato in ogni modo**».

**Seguito da oltre 10 milioni di persone sui principali social network, lo chef romano rappresenta la cucina nostrana a livello internazionale**, ma per lui non si tratta di un peso o di una responsabilità indigesta: «**I social sono fantastici perché sono democratici: o piaci o non piaci,** non ci sono raccomandazioni. Non sento una responsabilità di questo tipo non perché non credo di averla, ma perché semplicemente faccio quello che credo sia giusto. **Non scendo a compromessi con grandi industrie per fare partnership, cerco sempre i prodotti giusti, quelli che mangerei io e che farei mangiare a mio figlio. **Sto facendo quello che mi hanno insegnato mia nonna e mia madre: la nostra cucina basata sui prodotti italiani di qualità, dove il valore è la stagionalità e la ricerca del prodotto.** Si può mangiare benissimo anche senza comprare scampi e tartufo bianco, spendendo il giusto**».

La sua filosofia riassunta nell’ormai iconico «the sound of love» comprende la valorizzazione del territorio e il rispetto delle tradizioni. Una rottura rispetto a certi programmi televisivi in cui si urla e si litiga: «**Sono stato uno dei primi a fare il provino per una di quelle trasmissioni in cui si urla e ci si scontra. Mi chiesero di urlare e di strillare** – ci rivela lo chef – Ma questo non è nelle mie corde: anche in ambito lavorativo difficilmente esco dai gangheri o perdo le staffe. Penso che non sia produttivo inveire contro le persone, preferisco parlare degli errori e delle possibili conseguenze.

A me tutti questi strilli non piacciono, anche la mia comunicazione è amichevole, informale, semplice e basata sul rispetto delle persone e della famiglia. Ho un obiettivo: ricreare quello che abbiamo perso, ossia la convivialità e il prenderci cura di noi. Noi pensiamo a vestirci bene, ma spesso sottovalutiamo quello che mettiamo dentro il nostro corpo».

Ma Max Mariola non intende fermarsi qui. Anzi rilancia: «**I prossimi progetti sono molto ambiziosi. Entro giugno apriremo altri tre format ristorativi che vanno incontro alle esigenze di questo momento: una proposta di qualità a 25-30 euro.** In questo modo completo la mia proposta: ristorante, bistrot e le mie osterie. Apriremo prima a Napoli e poi a Milano e Torino». Senza perdere di vista un altro importante progetto, la “Max Mariola Academy”: «**È un lavoro fighissimo, è quello che ho sempre sognato.** Già quando lavoravo con Gambero Rosso volevo realizzare un'enciclopedia della cucina, in cui trattare i vari argomenti singolarmente. **È tutto homemade, mi ha aiutato mia moglie che ha creduto in questo progetto: sono contento perchè sta avendo grande successo**».

di *Massimo Balsamo *
