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title: "Mei, trent&#8217;anni e non sentirli. Sangiorgi: &#8220;I luoghi dove suonare stanno sparendo&#8221;"
description: Faenza si prepara a diventare, ancora una volta, la capitale della musica indipendente italiana. Dal 3 al 5 ottobre torna infatti il “Mei”
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date: 2025-10-01
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/mei-trentanni-e-non-sentirli-sangiorgi-i-luoghi-dove-suonare-stanno-sparendo/
categories: [I personaggi]
tags: [musica]
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# Mei, trent&#8217;anni e non sentirli. Sangiorgi: &#8220;I luoghi dove suonare stanno sparendo&#8221;

![Mei](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/DUE-FOTO-41-1024x639.jpg)

Faenza si prepara a diventare, ancora una volta, la capitale della musica indipendente italiana. Dal 3 al 5 ottobre torna infatti il “Mei - Meeting delle etichette indipendenti”

**Faenza si prepara a diventare, ancora una volta, la capitale della musica indipendente italiana.** Dal 3 al 5 ottobre torna infatti il [“Mei - Meeting delle etichette indipendenti”](https://meiweb.it/), la più importante rassegna del settore,** che quest’anno celebra i suoi trent’anni di storia con tre giorni di concerti, *forum*, convegni, fiere e mostre diffuse nei teatri, nelle piazze e nei palazzi del centro storico.**

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l’ideatore e coordinatore della manifestazione **Giordano Sangiorgi, per scoprire le novità di questa 30esima edizione.** «**Fa un certo effetto constatare che, dal primo anno e con pochissime risorse, siamo arrivati fino a oggi.** Con il *cachet* di un singolo artista medio-alto del *mainstream*, noi organizziamo un’intera rassegna. **Eppure il rapporto con il pubblico è rimasto saldo: sempre oltre 30mila presenze**, con un cartellone formato al 90% da artisti emergenti e sconosciuti, provenienti da tutta Italia, spesso segnalati da festival o etichette indipendenti». **Un successo costruito nel tempo che è figlio di scelte precise**, spesso in controtendenza con ciò che nel mondo della musica va per la maggiore: «**Non abbiamo mai scelto la via facile dell’‘acchiappa-pubblico’**, ma al contrario una linea più difficile, resiliente, necessaria però a mantenere vivo il vero mercato musicale:** quello della novità, dell’inedito, della ricerca**».

Ha le idee chiare Sangiorgi: «**Oggi in questo settore convivono due mondi diversi.** Da un lato c’è l’intrattenimento di massa, **che somiglia a un villaggio turistico fatto di rituali collettivi**, *selfie*, cori e canzoni tutte uguali. **Dall’altro c’è lo spazio della musica originale**, dove il pubblico va ad ascoltare davvero cosa un artista ha da proporre di nuovo, con il suo studio, la sua scrittura, i suoi strumenti e la sua interpretazione».** Ed è in questo spazio che il [Mei](https://laragione.eu/life/spettacoli/mei-meeting-delle-etichette-indipendenti-compie-i-30-anni/) ha intercettato negli anni tanti artisti**, premiandoli e concedendo loro un palco molto tempo prima che diventassero noti al grande pubblico.

Una vera fucina di talenti e opportunità: «**Lucio Corsi è un vero vanto. Lo premiammo già nel 2016-2017, quando era totalmente sconosciuto.** Poi lo scorso anno lo abbiamo nominato miglior artista indipendente e poco dopo tutti ne hanno riconosciuto il talento.** Lo stesso è accaduto con tanti altri: Colapesce e Dimartino, premiati da noi quando nessuno li conosceva; i Baustelle agli esordi; poi Diodato, Ermal Meta e i Måneskin, che proprio al Mei hanno fatto i loro primi concerti ufficiali e la presentazione del primo *album*.** Abbiamo spesso anticipato i tempi, perché possiamo contare su una rete qualificata di collaboratori e selezionatori che ci segnala il meglio della nuova musica» spiega Sangiorgi.

Nell’edizione dei trent’anni questa attenzione agli artisti del sottobosco musicale è ancora più accentuata, con tantissimi nomi a susseguirsi sul palco, oggi che di palchi disponibili ce ne sono sempre meno: «**Ci siamo accorti che i luoghi dove proporre musica originale stanno scomparendo**. È sparito un quarto dei tecnici *live*negli ultimi cinque anni, ha chiuso il 30-50% dei *club*, i festival si sono ridotti di oltre un terzo. Diminuiscono anche gli incassi e i diritti d’autore per gli indipendenti. Eppure, al nostro bando ‘SuperStage’ abbiamo ricevuto più di 1.000 candidature, pur non promettendo nulla se non di suonare al Mei. Q**uesto dimostra quanta voglia di fare musica nuova ci sia ancora tra i giovani. Ma le *major – *le multinazionali della musica – preferiscono spazzare via le *rock band*, troppo costose e ‘complicate’ rispetto a un singolo artista**».

di *Federico Arduini*
