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title: "MEI, un festival per l&#8217;altra musica"
description: Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Giordano Sangiorgi, ideatore e coordinatore del MEI - Meeting delle Etichette Indipendenti
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date: 2024-10-05
author: Federico Arduini
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/mei/
categories: [I personaggi]
tags: [musica, Musica italiana]
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# MEI, un festival per l&#8217;altra musica

![MEI](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-1596-1024x639.jpg)

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Giordano Sangiorgi, ideatore e coordinatore del MEI - Meeting delle Etichette Indipendenti, che quest’anno celebra il suo trentesimo anniversario

È partita ieri la nuova edizione del **MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, la principale rassegna dedicata alla musica indipendente ed emergente italiana**.** L'evento si terrà fino a domani, 6 ottobre, nelle piazze centrali di Faenza**, nel ravennate, una delle aree più colpite dalla recente alluvione. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con** Giordano Sangiorgi**, ideatore e coordinatore della rassegna, che quest’anno celebra il suo trentesimo anniversario, per scoprire le novità di questa edizione. “A**bbiamo scelto di mettere al centro il tema dell’alluvione, raccogliendo e diffondendo l’appello a donare per la nostra città"**, ha spiegato Sangiorgi. "Vista la situazione, abbiamo dato maggiore attenzione al territorio locale, con una proposta che valorizza in modo unitario tutte le varie espressioni culturali, musicali e sociali di Faenza e della Romagna."

**Il MEI, da sempre, è un punto di riferimento per i giovani: “Siamo rimasti colpiti dalla forte partecipazione della Generazione Z.** Abbiamo lanciato un bando molto semplice che chiedeva: ‘Vuoi partecipare al MEI e suonare? Mandaci la tua proposta.’ **Abbiamo ricevuto oltre 700 candidature da artisti under 25, e altrettante proposte da gruppi emergenti supportati da etichette e festival. Questo dimostra che, nonostante il MEI stia per festeggiare trent'anni, rimane nel cuore dei più giovani.**” Sangiorgi ha proseguito spiegando l’importanza del MEI come alternativa alla musica commerciale: “**Oggi questo tipo di alternative ha sempre meno spazi e il MEI è probabilmente visto come un’oasi di libertà creativa**.** Nel mainstream commerciale, gli artisti ai vertici delle classifiche fanno canzoni banali per le piattaforme di streaming**, brani che durano meno di due minuti, con basi elettroniche tutte simili e testi altrettanto semplici, da cantare con lo smartphone in mano, come in una sorta di** villaggio vacanze collettivo.**”

Alla domanda su cosa sia cambiato nel rapporto tra industria e indipendenti, Sangiorgi ha risposto: “**Come in molti altri settori, il mercato digitale, attraverso gli algoritmi, ha imposto le proprie regole**. Hanno scoperto che il modello delle canzoni usa e getta costa poco e rende molto, ma questo ha marginalizzato la maggioranza delle musiche ascoltate e prodotte dai giovani. **Si sono così creati due mercati completamente separati: il primo è quello dell’intrattenimento da ‘villaggio vacanze’, che ha la sua legittimità, dato che la musica può essere anche divertimento. Il secondo è rappresentato dall’85% delle produzioni italiane, realizzate da giovani e meno giovani che fanno musica e partecipano a contest, festival e rassegne nei club. **Un patrimonio culturale musicale, comprese le musiche regionali, che rischia di scomparire."

**Negli anni, il MEI ha promosso diverse iniziative per sostenere sia i club che i festival, chiedendo, ad esempio, un riconoscimento governativo per i primi, simile a quello per i musei, e cercando di ottenere il pieno inserimento dei festival nel FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo)**. Ma non solo: “Per limitare l’invasione del digitale, abbiamo segnalato alle autorità antitrust l’abuso di posizione dominante da parte di alcune piattaforme di streaming. **L'Autorità Antitrust ha accolto le nostre osservazioni e ci ha risposto proprio in questi giorni**.” Sangiorgi ha infine sottolineato come la musica dal vivo sia stata duramente colpita da vari fattori, soprattutto le piccole realtà: “I**l Covid e la crisi economica hanno avuto un impatto devastante, aggravato dai crescenti costi necessari per adeguarsi alle normative per gli eventi dal vivo.** Inoltre, oggi i grandi artisti sono costantemente in tour, a differenza del passato, poiché i guadagni dalle uscite musicali sono diminuiti, e gli artisti cercano di compensare con i concerti. Questo ha portato a una situazione in cui 4 o 5 grandi agenzie multinazionali monopolizzano il settore dei live, cercando di controllare il digitale, gli spazi mediatici e i concerti, **mentre in passato vi era maggiore rispetto per gli indipendenti. Durante l’epoca del supporto fisico, gli indipendenti erano riusciti a conquistare una quota significativa del mercato, arrivando a rappresentare fino al 25% del mercato fisico.”**

di *Federico Arduini *
