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“Odio il politicamente stupido”, parla Antonio Albanese

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“Cento domeniche” di Antonio Albanese rientra di diritto nell’elenco delle migliori pellicole del 2024, continuando a raccogliere premi

Antonio Albanese

“Odio il politicamente stupido”, parla Antonio Albanese

“Cento domeniche” di Antonio Albanese rientra di diritto nell’elenco delle migliori pellicole del 2024, continuando a raccogliere premi

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“Odio il politicamente stupido”, parla Antonio Albanese

“Cento domeniche” di Antonio Albanese rientra di diritto nell’elenco delle migliori pellicole del 2024, continuando a raccogliere premi

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Una storia universale che ha riguardato migliaia di piccoli risparmiatori, ingannati dall’avidità e dai crack bancari. Presentato in anteprima all’ultima Festa del Cinema di Roma, “Cento domeniche” di Antonio Albanese rientra di diritto nell’elenco delle migliori pellicole del 2024 e continua a raccogliere premi: domenica scorsa, a Pescara, l’attore e regista di Olginate (Lecco) ha ricevuto il riconoscimento per la miglior regia alla 51esima edizione dei Premi internazionali Flaiano di cinema, televisione, teatro e giornalismo. Grandi intuizioni dietro la macchina da presa per un film che racconta l’Italia perbene, termine che piace molto ad Albanese: «Vengo da una famiglia operaia, ho fatto io stesso l’operaio e sostengo che 2 milioni e 800mila operai e 6 milioni di artigiani siano i primi e non gli ultimi, come invece vengono definiti molte volte. È un’ingiustizia e ho cercato di mostrare al pubblico le conseguenze di questa situazione. Mi sono immedesimato in quelle persone, ho avuto consulenze importanti che mi hanno aiutato a rendere tutto più reale. È un film che amo profondamente per tanti motivi e questo premio mi rende orgogliosissimo».

A suo agio anche nei film drammatici, Albanese ha scritto pagine importanti della storia della commedia italiana recente, tra grande e piccolo schermo. Oggi viviamo nell’era del politicamente corretto e alcuni suoi personaggi potrebbero finire al centro di polemiche idiote: «A me dà più fastidio il politicamente stupido» la sua analisi tranchant. «Il politicamente corretto a tratti è anche molto scorretto, non si capiscono bene quali siano le regole. Credo che il buonsenso e il rispetto nei confronti degli altri possano dettare un comportamento corretto. Il politically correct a tratti diventa molto stupido e molto debole. Di chi – come me e come molti altri colleghi – ha lavorato per trent’anni nel mondo dello spettacolo ci si deve fidare, perché lo abbiamo sempre fatto con grande onestà e rispettando gli altri. Insomma, il politicamente corretto ci può anche stare, ma non deve diventare politicamente stupido come spesso accade». “Cento domeniche” conferma la grande vitalità del cinema italiano, dopo un periodo di luci e ombre legato soprattutto al denaro sperperato per opere di bassa qualità. Albanese ha grande fiducia sul futuro del movimento tricolore: «È vivo, sta provando nuove strade e deve essere più sostenuto, perché può offrire anche un grandissimo indotto. Sono reduce da un film (“Un mondo a parte” di Riccardo Milani, ndr.) girato in un paesino dell’Abruzzo che ora è diventato un punto di riferimento per i turisti. Ma non solo: il cinema può dare la possibilità al pubblico di sentire e trovare soluzioni diverse».

Tra un premio e l’altro, Albanese è pronto a vivere nuove avventure: «Da novembre sarò a teatro con tutti i miei personaggi. E poi sto scrivendo un nuovo film. Ma amo fare le cose con molta calma…».

Di Massimo Balsamo

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