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title: "Óscar Murillo: &#8220;In Venezuela oltre 2.600 arresti politici dopo il voto&#8221;"
description: Óscar Murillo, che dal 2023 è direttore di Provea, Ong per la difesa dei diritti umani fondata, ci ha raccontato la situazione in Venezuela
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date: 2025-08-05
author: Maurizio Stefanini
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categories: [I personaggi]
tags: [esteri, personaggi]
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# Óscar Murillo: &#8220;In Venezuela oltre 2.600 arresti politici dopo il voto&#8221;

![Óscar Murillo](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/08/UNA-FOTO-400-1024x639.jpg)

Óscar Murillo, che dal 2023 è direttore di Provea: una Ong per la difesa dei diritti umani fondata nel 1988, ci ha raccontato la situazione in Venezuela

**Un anno fa, il 28 luglio 2024, sono state** **svolte in Venezuela elezioni presidenziali che l’opposizione (esibendo i verbali) dimostrò di avere vinto e il cui esito venne falsificato dal regime**. Da allora ci sono stati altri due turni elettorali, in cui l’assenteismo è stato massiccio. **Nel frattempo il regime si è blindato grazie a una ondata repressiva di cui è stato vittima anche il cooperante italiano Alberto Trentini, detenuto dal 15 novembre.** Nel periodo precedente e successivo alle ultime elezioni è diventato addirittura difficilissimo comunicare tramite WhatsApp o *email* con i membri dell’opposizione venezuelana: alcuni ammettono apertamente di aver paura di essere identificati e arrestati.

**Ce lo conferma il giornalista Óscar Murillo, che dal 2023 è direttore di Provea: una Ong per la difesa dei diritti umani fondata nel 1988**, che Hugo Chávez a suo tempo aveva lodato e ringraziato ma che ora il presidente Nicolás Maduro ha catalogato come “nemica del popolo”. «**Dal gennaio 2024, quando il governo ha rilanciato il cosiddetto “Piano Furia Bolivariana”, sono drasticamente aumentati gli arresti di attivisti sociali e politici ‘colpevoli’** di aver espresso pubblicamente le proprie opinioni o aver partecipato ad attività classificate o percepite come di opposizione dalle autorità» ci dice.

«**Prima delle elezioni del 28 luglio oltre 70 attivisti politici legati alla campagna dell’opposizione erano stati arrestati, **ma dopo il voto la situazione **si è aggravata a tal punto che entro la fine dell’anno erano stati arrestati più di 2.600 membri dell’opposizione**, manifestanti pacifici e attivisti sociali. In molti casi le prove presentate dai pubblici ministeri includevano messaggi WhatsApp inviati dai detenuti, sia in gruppo che individualmente.** L’uso da parte del governo di nuove tecnologie di sorveglianza e controllo impedisce così a gran parte della società di esprimersi, anche negli spazi più intimi**».

**Poco fa Maduro ha rilasciato prigionieri statunitensi in cambio di connazionali deportati dagli Stati Uniti a El Salvador**: questi ultimi sono stati poi rimpatriati in Venezuela e la licenza di estrazione petrolifera a favore dell’americana Chevron è stata successivamente rinnovata. «**Ci sono stati diversi livelli di negoziazione politica tra i due governi. **Un dato naturale e logico in situazioni come questa, dove le relazioni tra i due Paesi sono tese da così tanto tempo e dove, nonostante tutto, persistono interessi commerciali ed energetici» osserva Murillo. «**Tuttavia, crediamo che il fulcro di qualsiasi negoziazione debba essere incentrato sul rispetto dei diritti umani, sulla dignità delle persone e sul ripristino della democrazia in Venezuela**».

**Gli chiediamo se Trump stia rafforzando o indebolendo Maduro.** «**Si tratta di una situazione ambigua. **Da un lato il capo della Sicurezza interna ha dichiarato mesi fa che la situazione in Venezuela era migliorata, giustificando così la politica anti-immigrazione del presidente Trump e l’espulsione dei venezuelani, inclusa la detenzione e la possibile espulsione di richiedenti asilo e rifugiati. **Ma dall’altro lato alcuni portavoce del governo statunitense e rappresentanti del Partito repubblicano continuano a denunciare la crisi dei diritti umani e l’assenza di democrazia nel Paese**. Insistiamo pertanto sul fatto che solo uno sforzo concertato della comunità internazionale, compresi gli Stati Uniti, può contribuire a superare la crisi venezuelana» conclude Murillo.

di *Maurizio Stefanini*
