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title: Sento il peso di una tradizione, parla il poeta Salvatore Palomba
description: &quot;Salvatore Palomba: “Anche se la musica di oggi è diversa rispetto alle tradizioni melodiche, il dialetto si rinnova, ci riesce sempre”&quot;
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date: 2024-04-17
modified: 2024-04-18
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/sento-il-peso-di-una-tradizione-parla-il-poeta-salvatore-palomba/
categories: [I personaggi]
tags: [letteratura, napoli]
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# Sento il peso di una tradizione, parla il poeta Salvatore Palomba

![Salvatore Palomba](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/04/Salvatore-Palomba.jpg)

Le parole di Salvatore Palomba, l’ultimo poeta partenopeo: “Anche se la musica di oggi è diversa rispetto alle tradizioni melodiche, il dialetto si rinnova, ci riesce sempre”

**Nel 1588 il poeta Gioan Battista del Tufo descrisse così il popolo napoletano**: «Ogni fanciul, pria che l’avolgi in fasce / quasi cantando nasce». **Oggi questa descrizione resiste indomita anche nelle parole di Salvatore Palomba, l’ultimo poeta partenopeo**: «Anche se la musica di oggi è diversa rispetto alle tradizioni melodiche, il dialetto si rinnova, ci riesce sempre. Insomma, il dialetto ‘c’azzecca’con la musica».

**In oltre settant’anni di attività Palomba ha raccontato Napoli attraverso il dialetto e le sue evoluzioni, oltre il folklore e gli stereotipi**. Insieme al professor **Salvatore Iacolare** dell’Università degli Studi di Udine è stato protagonista del ciclo di incontri “**Dialetto e musica**”, organizzato dalla [Fondazione Campania dei Festival](https://fondazionecampaniadeifestival.it/) (in programma a Napoli fino al 27 maggio).

**Dalle *villanelle* cinquecentesche al *rap* di Liberato e** [Geolier](https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/la-mia-favola-di-riscatto-e-successo-parla-geolier/): un passaggio estremo solo all’apparenza ma che in realtà spiega perfettamente il *fil rouge* che lega da sempre la città partenopea alla musica. Nel dicembre dello scorso anno – in occasione del suo 90esimo compleanno – **a Palomba è stata conferita la Medaglia della città di Napoli**. Gli chiediamo se questo riconoscimento rappresenti per lui più un motivo di orgoglio o una responsabilità: «Prima di tutto un’esagerazione. Non mi ritengo l’ultimo poeta di Napoli: sarebbe bruttissimo per la poesia di questa città, che spero abbia invece lunga vita. Forse storicamente sono l’ultimo di una tradizione antica. Questo lo posso accettare e questa sì che è una responsabilità».

**La chiave di lettura è nella parola “contaminazione”**: prima vista come un nemico poi, a partire dalla Seconda guerra mondiale, come un’opportunità portata con entusiasmo dai soldati americani arrivati a liberare la città dalla guerra. Sono gli anni Cinquanta di successi come “Anema e core*” *,“Luna rossa” ma anche di “Io, mammeta e tu” di **Modugno**. Poi, l’apice negli anni Sessanta con artisti come **Renato Carosone** **e** [Pino Daniele](https://laragione.eu/life/spettacoli/napoli-i-coldplay-cantano-napule-e-di-pino-daniele/), quest’ultimo vero re delle contaminazioni sonore e lessicali (basti pensare a “Yes I Know My Way” o “I Say i’ sto ccà”).

**Spiega Palomba**: «Per me che ho avuto la vocazione della scrittura dall’età di 7 anni, la musica e Napoli sono stati i cardini della mia vita. Penso che ci sia qualcosa di misterioso in tutti questi corsi e ricorsi storici». L’autore di classici come “Carmela” e “Amaro è ’o bene” non guarda con sospetto al presente, anche se ammette con ironia: «Tengo 90 anni e le canzoni non le ascolto quasi più». E conclude: «Trovo però che anche in questi nuovi progetti ci sia un pizzico di sincerità rispetto ai costrutti delle produzioni italiane e questo anche attraverso l’utilizzo della lingua madre».

di *Raffaela Mercurio*
