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title: Shirin Neshat, l’arte è la voce dell’Iran
description: "Dal Festival del Cinema di Venezia Shirin Neshat, voce calda e politica dell'Iran, si racconta tra attivismo, passato e futuro"
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date: 2023-09-07
author: Federico Fumagalli
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/shirin-neshat/
categories: [I personaggi]
tags: [Cinema, Evidenza, il personaggio, intervista]
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# Shirin Neshat, l’arte è la voce dell’Iran

![Shirin Neshat](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/09/Evidenza-sito-549.jpg)

Dal Festival del Cinema di Venezia Shirin Neshat, voce calda e politica dell'Iran, si racconta tra attivismo, passato e futuro

**Shirin Neshat**, per brevità chiamata artista, **è anche la (bellissima) voce più calda e politica dell’Iran**. E ne è consapevole. «**Non vorrei essere ricordata soltanto per quello**. Il mio lavoro parla di arte, di cinema. A mio modo penso però di avere contribuito alla causa del mio Paese. Anche se da fuori». Da molti anni in esilio, **Neshat è di casa a New York: «Ma nelle mie emozioni io mi sento pienamente iraniana. E sono orgogliosa di esserlo»**. I suoi successi professionali (le identitarie fotografie in bianco e nero, che ritraggono corpi coperti da scritte; il suo cinema raro, onirico e personalissimo) l’hanno ‘prestata’ al mondo.

**Venezia è prima nella lista delle città che ne hanno rivelato il talento**. «Mi commuove pensare a come mi abbia lanciata» ammette Neshat. «**Nel 1999 ho partecipato alla Biennale Arte con un progetto che mi ha dato forte notorietà** (la video installazione “Turbolent” premiata con il Leone d’oro, *ndr.*). Dieci anni più tardi il mio film **“Donne senza uomini” ha vinto il Leone d’argento per la migliore regia alla Mostra del Cinema**». Ora arriva un altro riconoscimento veneziano. **Il premio “Le vie dell’immagine” le è stato assegnato**, in collaborazione con le Giornate degli Autori, da Cinematografo e da Naba - Nuova Accademia di Belle Arti. «**Un onore davvero incredibil**e, che non sento di meritare. Sono felice di essermi potuta confrontare con giovani che studiano arte e appartengono al mondo da cui anche io provengo».

**L’80esima edizione della Mostra si sta facendo notare anche per i suoi ‘motivi politici’**. Come lo sciopero degli attori americani, la protesta femminista, il dibattito sugli attori stranieri chiamati a interpretare personaggi italiani. **Con l’onore mediatico della passerella sul tappeto rosso e della partecipazione di personalità** – fra cui il direttore Alberto Barbera, la madrina Caterina Murino, il presidente di giuria Damien Chazelle – **si è tenuto un *flash mob* per esprimere solidarietà al popolo iraniano**. «**Avrei dovuto sfilare anche io**» dice Neshat. «**Purtroppo ho tardato e l’ho mancato per pochi minuti**. Anche se non mi sento così a mio agio nel mostrarmi pubblicamente a protestare, **credo che gli iraniani costretti in patria vedano molto positivamente queste manifestazioni di sostegno**. Nel Paese la situazione è davvero terribile». Neshat puntualizza: «**Il valore simbolico di queste iniziative è forte, pur non essendo in grado di portare a un vero cambiamento**. Alla Mostra del Cinema la gente va alla ricerca delle *star* meglio vestite e le questioni politiche si dimenticano presto. Il *flash mob* è comunque stato un modo eccellente per dire che la fatica – la rivoluzione, se così la si preferisce chiamare – continua».

Nel 2022 in concorso nei due più grandi festival di cinema al mondo c’erano **Jafar Panahi** (a Venezia con “Gli orsi non esistono”) e **Saeed Roustaee** (a Cannes con “Leila e i suoi fratelli”). Se il primo è stato liberato lo scorso febbraio, il secondo è stato da poco condannato a scontare sei mesi in prigione. «**La realtà è questa**» conclude Neshat. «**Alcuni dei nostri più bravi registi sono dietro le sbarre**. E molti fra i più talentuosi attori hanno dovuto abbandonare l’Iran, data la situazione attuale del Paese».

di *Federico Fumagalli *
