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title: "Spada, presidente Assolombarda: &#8220;I dazi costerebbero 7 miliardi. Non c’è Europa senza industria&#8221;"
description: Il presidente di Assolombarda Alessandro Spada parla dei dazi USA, dannosi sì ma non tanto quanto gli ostacoli normativi europei
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date: 2025-03-26
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/spada-presidente-assolombarda-i-dazi-costerebbero-7-miliardi-non-ce-europa-senza-industria/
categories: [I personaggi]
tags: [Europa, UE]
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# Spada, presidente Assolombarda: &#8220;I dazi costerebbero 7 miliardi. Non c’è Europa senza industria&#8221;

![alessandro spada assolombarda](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/alessandro-spada-assolombard.jpg)

Il presidente di Assolombarda Spada torna sulla cruciale questione dei dazi USA che tocca pesantemente la regione locomotiva per produzione industriale italiana, "anche se la prima a essersi auto imposta dei dazi è proprio l'Europa. Gli ostacoli normativi molto più dannosi - dice - Le nostre imprese? Coraggiose"

È sempre istruttivo allontanarsi per qualche momento dalla teoria e confrontarsi con le conseguenze pratiche dei temi geopolitici. Partendo dalla cruciale questione dei dazi, lo abbiamo fatto con il **presidente di** [Assolombarda](https://www.assolombarda.it/) **Alessandro Spada**, a capo della “territoriale” di Confindustria storicamente di riferimento per il grande peso della produzione e della manifattura lombarda nel Paese. I timori sull’arrivo dei dazi, più volte minacciati da Donald Trump, sono palpabili, quasi fisici.

**Quanto siete preoccupati dai dazi?**

“Siamo preoccupati: l’introduzione di dazi potrebbe costare all’Italia fino a 7 miliardi di dollari. Dobbiamo considerare due fattori. Innanzitutto, che Trump sostiene si tratti di “dazi della reciprocità” poiché il resto del mondo è stato verso gli Usa finora più protezionista di quanto gli Usa non siano stati verso il resto del mondo. E poi che, come sostiene Draghi, la prima ad autoimporsi dei dazi è l’Europa stessa. L'incapacità dell'UE di affrontare le elevate barriere interne e gli ostacoli normativi che si è auto-costruita è molto più dannosa di qualsiasi tariffa che gli USA possono imporre”.

**Quali settori lombardi **(e italiani, *ndr*)** sono maggiormente a rischio, a causa della politica dei dazi perseguita da Donald Trump? Si deve rispondere colpo su colpo ai dazi Usa o cercare altre strade? **

“L’automotive e l’agroalimentare - sottolinea Spada - sono settori particolarmente esposti. Ma, in generale, la guerra commerciale non fa bene a nessuna filiera. Davanti allo scenario dei dazi, dobbiamo negoziare o rinegoziare a livello di UE accordi commerciali con gli USA, che restano un partner importantissimo: come Europa è il primo mercato per esportazioni e come Italia è il secondo dopo la Germania. Ribadisco l’urgenza che sollevo da due anni ormai: concentrarci su cosa fare per evitare il declino industriale in Europa, frutto per lo più delle nostre scelte e dei nostri provvedimenti autolesionisti”. 

**Cosa dovrebbe fare l’Europa, quindi, per sostenere l’industria?**

“Per USA e Cina, l’industria è una questione di sicurezza, potenza economica e progresso civile. L’Europa ha la stessa consapevolezza? Per evitare il declino industriale serve una strategia concreta e di lungo periodo, con investimenti comuni nei settori più avanzati della tecnologia. Dobbiamo valorizzare i nostri punti di forza: talenti, innovazione e ricerca. Infine, serve una profonda deregulation - i veri dazi contro noi stessi - e un approccio più pragmatico alla transizione ecologica, superando le rigidità dell’estremismo green”.

**Non esiste crescita industriale italiana, se l’industria in Lombardia non gode di buona salute. Quali sono i principali motivi di timore che avete in questo momento?**

“Per cominciare, l’elevato costo dell’energia”. E qui il presidente di Assolombarda sottolinea quello che è un vero dramma competitivo per il sistema Italia: “Oggi le nostre imprese pagano tra le bollette più alte al mondo. Servono soluzioni concrete: disaccoppiare il prezzo dell’energia elettrica da quello dell’energia da fonte fossile, fare acquisti comuni europei, puntare sui rigassificatori e velocizzare il rilascio dei permessi sulle rinnovabili. E poi, puntare concretamente sul nucleare moderno. Le incertezze, però, restano diverse: la recessione tedesca continua a rappresentare un freno per le esportazioni, mentre il quadro geopolitico instabile e i dazi annunciati aggiungono ulteriori elementi di rischio”. 

**Come stanno le industrie e la manifattura lombarde? **

 “Se la Lombardia fosse una nazione, si classificherebbe decima per PIL tra i 27 Paesi europei. Tuttavia, ora ci troviamo a un bivio tra le difficoltà del 2024, chiuso a un modesto +0,5%, e una possibile ripartenza nel 2025, seppur con cautela. Ora è necessario invertire la rotta puntando sulla competitività delle nostre aziende”.

**Da anni il “pezzo” dell’Italia produttiva, che esporta e innova, cresce con ottimi risultati, a fronte di un’altra parte del Paese che arranca. Di cosa hanno bisogno gli industriali innovatori e le aziende più competitive?**

“L’Europa deve fare di più, l’abbiamo detto prima, ma anche in Italia abbiamo qualche carta da giocare. Spostiamo i fondi di Transizione 5.0 su Industria 4.0, dando così nuova linfa a un provvedimento che ci ha permesso di aumentare la quota di investimenti in macchine e tecnologie rispetto al Pil, passata dal 6,1% nel 2014 ad un 7,6% nel 2023. È stato un risultato molto importante. Purtroppo, però, l'ultima legge di Bilancio ha ridotto il credito d'imposta 4.0 da oltre 6 miliardi a 2,2 per il 2025, escludendo gli investimenti in beni immateriali come il software”. 

Quindi, il passaggio significativo con cui Alessandro Spada ha concluso il dialogo con La Ragione: “Il coraggio che dimostrano le nostre imprese tutti i giorni sia da stimolo per i decisori, a tutti i livelli”.

di *Fulvio Giuliani*
