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title: "Treccani, cento anni fra tradizione e futuro. Massimo Bray: &#8220;Un&#8217;antenna per il futuro&#8221;"
description: Fondata nel 1925 dall’imprenditore e mecenate Giovanni Treccani degli Alfieri, ancora oggi è animata dalla volontà di tutelare la storia
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date: 2025-02-27
author: Giacomo Chiuchiolo
url: https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/treccani/
categories: [I personaggi]
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# Treccani, cento anni fra tradizione e futuro. Massimo Bray: &#8220;Un&#8217;antenna per il futuro&#8221;

![Treccani](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/interviste-DEF-2-1024x639.jpg)

Fondata nel 1925 dall’imprenditore e mecenate Giovanni Treccani degli Alfieri, ancora oggi è animata dalla volontà di tutelare la storia

**Scandire la storia con cento parole. Dalla prima, “enciclopedia”, all’ultima: “responsabilità”. Nel mezzo una serie di concetti che fotografano il corso del tempo**. La memoria si lega alle parole e non cancella quelle dolorose. Ecco quindi l’olocausto che segna il 1940 e l’atomica che definisce il 1945. Ma si sogna anche: con la televisione, il volo e il viaggio sulla Luna. Si arriva al presente con l’attenzione verso il clima e si guarda al futuro con l’intelligenza artificiale. **Cento parole attraverso le quali l’Enciclopedia Italiana Treccani celebra il suo centenario.**

**Fondata nel 1925 dall’imprenditore e mecenate Giovanni Treccani degli Alfieri, ancora oggi è animata dalla volontà di tutelare la storia**, il valore e l’identità della cultura italiana, in un dialogo continuo con il suo passato: «**Treccani ha saputo interpretare e leggere quello che ha rappresentato il Novecento,** un secolo caratterizzato da avvenimenti di portata non solo nazionale ma anche internazionale.** Lo ha fatto interpretando il ruolo importante che ha avuto la cultura italiana e creando un luogo capace di tutelare la storia del nostro Paese**» **dice a “La Ragione” Massimo Bray, direttore generale dell’Enciclopedia Italiana ed ex ministro per i Beni culturali.**

Oggi bisogna imparare a districarsi tra le parole. Evitare menzogne, smascherare *fake news*. Un compito difficile nell’era digitale: «**Riprendendo quello che diceva Giovanni Gentile, la cosa importante che Treccani è riuscita a fare è stata tutelare il valore delle professioni**. Una questione di grande attualità, soprattutto oggi che crediamo che possano essere dei meccanismi automatici a creare risposte e contenuti. **In continuità con il passato, abbiamo sempre avuto una comunità scientifica di grandissimo valore. Facciamo sempre molta attenzione a chi deve contribuire alle nostre opere e c’è una revisione molto attenta dei contenuti e delle fonti**, perché vogliamo in qualche modo dare delle certezze ai nostri lettori e ai nostri utenti digitali» aggiunge Bray.

**La parola che Treccani ha scelto per raccontare il 2024 è “intelligenza artificiale”. Opportunità o rischio per il mondo culturale? «La Treccani ha sempre accolto con attenzione i cambiamenti.** Il nostro sito è nato nel 1995 ed è stato uno dei primi realizzati in Italia. **Mi piace l’immagine di Treccani come una sorta di antenna sul Paese**, in grado da una parte di leggerne i cambiamenti e dall’altra di suggerire delle strade da percorrere. **E anche oggi, di fronte alle sfide che l’intelligenza artificiale ci pone, credo che sia importante saper interpretare i fenomeni del cambiamento e anche saperli orientare. **Ritengo ad esempio che le basi semantiche alla base dei motori dell’intelligenza artificiale debbano essere certificate. E in questo Treccani ha un grandissimo punto di forza perché ha una banca dati molto ricca di contenuti, tutti certificati, per fornire all’utente delle risposte sicure».

**Lingua e futuro si intrecciano: i *social network* avvicinano sempre di più il parlato allo scritto.** Il rischio è di disperdere il bello della lingua italiana: «Lo diceva già Tullio De Mauro: abbiamo un linguaggio che fa ricorso a poche parole.** La lingua italiana in qualche misura tende a fare sue anche le dinamiche del mondo digitale**. Per esempio, il fatto che utilizziamo spesso un linguaggio che tende a polarizzarsi. Tutto questo non ne coglie la ricchezza, però è anche vero che è una lingua che nella sua straordinaria capacità di adattarsi muta e ci mostra nuove possibilità di utilizzo».** L’obiettivo è farle conoscere alle nuove generazioni: «Tutto questo nostro impegno ha un fondamento, che è il mondo della scuola.** È lì che dobbiamo investire per consentire alle prossime generazioni di cogliere la ricchezza della lingua ma anche un suo utilizzo più attento».

di *Giacomo Chiuchiolo *
