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Una tavola che punta all’oro, parla lo snowboarder Aaron March

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“Milano Cortina è un evento speciale e il mio focus è chiaro, dichiarato, cioè andare a medaglia”, le parole dello snowboarder Aaron March

Aaron March

Una tavola che punta all’oro, parla lo snowboarder Aaron March

“Milano Cortina è un evento speciale e il mio focus è chiaro, dichiarato, cioè andare a medaglia”, le parole dello snowboarder Aaron March

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Una tavola che punta all’oro, parla lo snowboarder Aaron March

“Milano Cortina è un evento speciale e il mio focus è chiaro, dichiarato, cioè andare a medaglia”, le parole dello snowboarder Aaron March

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Il metallo più pregiato al collo, tra l’inno di Mameli e il bagno di folla, gli amici e i familiari. Il tutto a meno di un centinaio di chilometri da casa. Per adesso è ancora soltanto un sogno, ma la speranza che Aaron March, stella dello snowboard italiano nata quasi 40 anni fa a Bressanone, conquisti l’oro o quantomeno il podio agli ormai imminenti Giochi invernali di Milano e Cortina, è concreta.

Aaron March ha iniziato a costruire la sua traiettoria verso l’Olimpiade nelle scorse settimane

March ha iniziato a costruire la sua traiettoria verso l’Olimpiade nelle scorse settimane, vincendo a dicembre (proprio a Cortina) la prima gara in gigante parallelo della sua carriera. Poi ha centrato un altro paio di podi, mostrando che la condizione è già ottimale e va solo mantenuta sino all’avvio della competizione a cinque cerchi: «La stagione è iniziata davvero nel migliore dei modi, dopo la vittoria a Cortina mi sono confermato ad alti livelli. Per fortuna il calendario dello snowboard è pienissimo di impegni a gennaio, così da permettermi di restare in forma per la gara olimpica che si terrà a Livigno» spiega a “La Ragione”. «Ora l’aspetto più importante è tenere il ritmo e soprattutto non rischiare di pensare soltanto ai Giochi».

Detta così, pare facile. A Livigno potrebbe completarsi un percorso che sembra quasi essere stato disegnato su carta da ragazzino. March è nel lotto dei favoriti per le medaglie, soprattutto nel parallelo speciale: «Milano Cortina è un evento speciale e il mio focus è chiaro, dichiarato, cioè andare a medaglia. Certo, è una gara secca. Quanto si è fatto sinora in Coppa del Mondo conta zero, ci sono altri fattori di cui tenere conto come il tempo e la forma degli avversari. Ma qui si fa la storia e non mi voglio nascondere».

Sarebbe il compimento di una storia perfetta

Sarebbe appunto il compimento di una storia perfetta, che si è alimentata negli anni. Intorno a March c’è anche la consapevolezza della portata dell’evento olimpico in casa, c’è il carico di pressioni che si riscontra in tutti i protagonisti azzurri: «L’esperienza aiuterà certamente in questa situazione. Ho preso parte ad altre edizioni delle Olimpiadi, sono stato in gara a Vancouver 2010, a Sochi 2014 e a Pyeongchang 2018, dove ho sfiorato il podio nello slalom (arrivò quarto, ndr). Insomma, ho vissuto tanti momenti complessi e penso di poter gestire la tensione nel modo giusto» confida lo snowboarder italiano.

March è perfettamente consapevole della grandezza dell’evento che lo aspetta: «Oltre a concentrarmi sulla singola gara, voglio gustarmi i momenti che portano all’inizio delle competizioni. Penso alla fase preparatoria, a tutto quello che c’è dietro l’organizzazione di un evento del genere che noi atleti abbiamo il privilegio di poter osservare da molto vicino. Le Olimpiadi invernali in Italia sono qualcosa di unico».

In un Paese come il nostro, che non vanta certo una grande tradizione nello snowboard, ad avvicinare March alla tavola per scivolare tra i paletti larghi è stato il papà: «Lui per primo ha provato questa disciplina nuova, poi mi ha ‘contagiato’ con la sua passione. All’inizio ho voluto provare per puro divertimento, poi man mano la consapevolezza di voler diventare uno snowboarder è arrivata guardando le gare in tv». La svolta è stata l’incontro con Thomas Prugger, nato a San Candido (lo stesso paese di Jannik Sinner, ndr) e soprattutto medaglia d’argento ai Giochi di Nagano 1998: «Ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente proprio dopo quel suo fantastico secondo posto. E i suoi consigli mi hanno aiutato a prendere il volo». Il passaggio del testimone tra generazioni.

Olimpiadi di Milano Cortina, Aaron March: “Non dobbiamo fallire”

Riflette March: «I Giochi in Italia rappresentano un’occasione straordinaria: ci vedranno tanti giovani in tv. Il nostro sport di solito non attira molti telespettatori, ma sappiamo che alle Olimpiadi è tutto diverso perché i Giochi sono una vetrina planetaria per ogni singola disciplina. Di fronte a un’opportunità simile, non dobbiamo fallire».

di Nicola Sellitti

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