Il dramma del 12enne risucchiato nella Spa, parla il sindaco Giannini
Dramma a Pennabilli, parla il sindaco Mauro Giannini: “La mia comunità è veramente scioccata per quello che è successo. Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia”
“La mia comunità, la città di Pennabilli è veramente scioccata per quello che è successo. Esprimiamo la nostra vicinanza alla famiglia, è un avvenimento che ha creato dolore a tutta la popolazione in questi giorni”.
Queste le parole di Mauro Giannini, Sindaco di Pennabilli, comune in provincia di Rimini che in questi giorni è purtroppo stato al centro delle cronache per la tragedia legata a Matteo Brandimarti, il ragazzo 12 enne di San Benedetto del Tronto che il giorno di Pasqua ha perso la vita dopo essere stato risucchiato dal bocchettone di aspirazione della vasca di una spa della zona mentre si trovava in vacanza con la famiglia.
La dinamica dell’incidente, avvenuto sotto gli occhi dei parenti, è stata terribile: il ragazzo si è ritrovato con la testa sott’acqua e una gamba bloccata nel sifone, nonostante il livello dell’acqua fosse di soli 90 centimetri. L’intervento è stato immediato, ma la forza d’aspirazione ha reso inutile ogni tentativo di liberarlo in maniera celere.
La gamba del dodicenne è stata liberata solo dopo una fase di apnea e solo a seguito dello spegnimento totale della pompa centrale dell’impianto, come racconta il Primo Cittadino, accorso subito dopo il trasporto di Matteo all’ospedale: “Non sono un testimone oculare perché sono arrivato dopo, ma sembrerebbe che il bambino sia trovato in difficoltà perché ha messo la gamba in un bocchettone di aspirazione e dopo non è chiaro cosa sia accaduto, perché l’acqua in effetti era bassa, si trattava di 90 centimetri”.
Attualmente la struttura è stata posta sotto sequestro dai Carabinieri per consentire accertamenti tecnici sui sistemi di sicurezza. A quanto pare l’indagine si sta concentrando sulla possibile mancanza di una griglia metallica di protezione sul sifone: “la procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e le indagini sono state avviate a 360 gradi per chiarire ogni responsabilità. Il personale della struttura è intervenuto immediatamente quando è stato dato l’allarme”, continua il Sindaco, “rimane complicato dare dei giudizi al momento in quanto non ero presente, ma sono sopraggiunto solo quando il ragazzo era già stato portato via”.
Le indagini andranno a fare luce sulla durata della permanenza del piccolo sott’acqua, nonostante il soccorso prestato prontamente da un altro ospite presente nella struttura. Sarà poi compito della magistratura accertare, attraverso l’ipotesi di omicidio colposo, se la manutenzione dell’impianto fosse a norma. La comunità locale, si è stretta attorno alla vicenda e continua a seguire con partecipazione ogni sviluppo, in attesa che i rilievi tecnici forniscano le risposte necessarie ai genitori di Matteo.
Intanto nel dolore più profondo, la famiglia ha compiuto una scelta di grande umanità: i genitori Maurizio e Nicoletta hanno scelto di donare gli organi affinché possano essere salvate altre vite. Le operazioni di espianto, come riportato dal legale della famiglia Umberto Gramenzi, proseguiranno per l’intera giornata.
Di Catia Demonte
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