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title: Iran, a chi giova l’apertura del secondo fronte
description: L’allargamento dello scontro oltre Israele e la Striscia appare inevitabile. Intervista ad Arduino Paniccia, consulente Onu.
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date: 2024-01-20
modified: 2024-01-21
author: Eleonora Lorusso
url: https://laragione.eu/interviste/iran-a-chi-giova-lapertura-del-secondo-fronte/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [esteri, guerra, Iran, russia, UE]
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# Iran, a chi giova l’apertura del secondo fronte

![Intervista ad Arduino Paniccia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Intervista-ad-Arduino-Paniccia.png)

A oltre 100 giorni dall’inizio del conflitto a Gaza, l’allargamento dello scontro oltre Israele e la Striscia appare inevitabile. Intervista ad Arduino Paniccia, consulente Onu

A oltre 100 giorni dall’inizio del conflitto a Gaza, l’allargamento dello scontro oltre Israele e la Striscia appare inevitabile, ma soprattutto sembra avere un’unica regia: l’Iran. **Dietro ai miliziani di Hamas e di Hezbollah** – così come dietro agli Houthi yemeniti – **c’è sempre Teheran, che nel frattempo attacca il Pakistan e bombarda la Siria** (ufficialmente per colpire l’Isis) e l’Iraq, dove sono state bersagliate circa 150 basi americane soltanto nelle ultime settimane. A cosa mira la Repubblica Islamica? «In questo contesto torna di attualità la definizione di Karl von Clausewitz di “nebbia della guerra” che impedisce di trovare soluzioni razionali» spiega **Arduino Paniccia, analista e scrittore, già consulente per agenzie Onu, esperto Ispi nonché fondatore della Scuola di competizione economica internazionale (Asce)**. «Ho la sensazione che la tradizionale strategia americana di contenimento perda di valore. Come Nato e Occidente dobbiamo cercarne una nuova, soprattutto di fronte all’apertura di quello che è chiaramente il secondo fronte di guerra, quello che dal Mediterraneo si sta ampliando alla vasta area che comprende il Mar Rosso, il Medio Oriente in generale e l’area del Golfo» aggiunge Paniccia. L’attore principale è l’Iran, ma alle sue spalle ci sono Russia e Cina: «**Fino a pochi anni fa si pensava che l’Iran, devastato da rivolte interne, fosse ormai isolato e accerchiato.** Oggi pare invece ambire a diventare una potenza di area che contrasta i sauditi, attacca Israele, arma le milizie dal Libano al confine pakistano, vuole tenere testa agli Usa e può contare alle sue spalle su Federazione Russa e Cina. Teheran gioca infatti il ruolo del guastatore, mentre Pechino si propone periodicamente come mediatore, ma di fatto non stigmatizza alcun comportamento» spiega Paniccia. «**L’impressione è che nell’ultimo triennio si sia delineato un blocco asiatico piuttosto compatto**: sarebbe stato difficile per la Russia affrontare il conflitto in Ucraina senza il fermo sostegno da parte della Repubblica popolare cinese che, pur dichiarando una presa di distanza e un ruolo di pacificatrice, non ha fatto nulla per fermare il Cremlino».

 

Questa volta però la Nato può poco, anzi nulla: «Da un punto di vista strategico è un aspetto da non sottovalutare. **Il nuovo fronte è aperto in un’area nella quale l’Alleanza Atlantica non può operare e infatti stanno agendo soltanto gli Usa e alcuni alleati come il Regno Unito**» fa notare Paniccia. «Al contrario, dall’altra parte si posiziona un blocco asiatico ampio e coeso che ruota attorno al gruppo di Shangai e che agisce in modo coordinato, nel quale appare evidente il ruolo di Pechino che invoca giustizia per il “grande Sud” così da cancellare le ingiustizie del passato». **In questo contesto l’Europa non ha ancora trovato un accordo per una missione navale**: «Sarebbe la soluzione più utile, se non necessaria: al momento non vedo altre vie, non è possibile attendere oltre. Temporeggiare non porterà alla pace con gli Houthi, finché avranno missili pronti a essere lanciati contro le navi nel Mar Rosso. Non siamo in un consesso filosofico: c’è sempre tempo per trattare ma non ora, quando invece servirebbe una risposta decisa per fermare i terroristi e l’Iran. Lo ha capito anche la Russia che – in una fase della guerra in Ucraina – ventilava l’ipotesi di un allargamento dello scontro a Kaliningrad o alla Transnistria» conclude Paniccia.

Di *Eleonora Lorusso*

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