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title: La difesa italiana passa dal Mar Rosso, parla l’Ammiraglio Fabio Agostini
description: L’Ammiraglio di divisione Fabio Agostini, del Comando operativo di vertice interforze (Covi), spiega la missione navale europea nel Mar Rosso
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Ammiraglio-Fabio-Agostini.png
date: 2024-01-26
author: Eleonora Lorusso
url: https://laragione.eu/interviste/la-difesa-italiana-passa-dal-mar-rosso-parla-lammiraglio-fabio-agostini/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [esteri, guerra, Italia, UE]
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# La difesa italiana passa dal Mar Rosso, parla l’Ammiraglio Fabio Agostini

![Ammiraglio Fabio Agostini](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Ammiraglio-Fabio-Agostini.png)

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2024-01-22 08:32:58

2024-01-22 07:32:58

Si chiamerà Aspides la missione militare Ue per difendere il Mar Rosso dagli attacchi Houthi e vedrà l'Italia in prima fila insieme a Francia e Germania

Le navi italiane saranno al fianco di Francia e Germania nella missione europea Aspides nel Mar Rosso a protezione dei mercantili dagli Houthi, i ribelli yemeniti che nelle ultime settimane hanno lanciato diversi attacchi a cargo e navi commerciali in transito in Europa con enormi conseguenze soprattutto sull'energia.

La missione militare vedrà l'Italia in prima fila per la libera navigazione nel Mar Rosso con «scopi difensivi», potenziando «le strutture e le capacità già esistenti» di quella che, di fatto, è la missione Agenor già inaugurata dalla Francia nel 2020. La missione Emasoh Agenor era nata per proteggere i flussi marittimi attraverso lo stretto di Hormuz ed era stata poi estesa al Golfo Persico. Aspides avrà lo stesso compito, collaborando attivamente anche con la Prosperity Guardian (la coalizione a guida Usa contro gli Houthi nel Mar Rosso).

I tre Paesi Ue hanno invitato «l’Alto Rappresentante (Josep Borrell, ndr) a mettere in atto tutti i possibili sforzi diplomatici per assicurare che il mandato e le attività di Aspides godano del più alto grado di comprensione possibile nella regione e oltre». E chiedono agli altri stati dell’Ue di «considerare favorevolmente la loro partecipazione, con mezzi navali o contributi di personale».

Grande soddisfazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha dichiarato: «Aspides non è solo una missione di polizia internazionale. È un importantissimo segnale politico della Ue: siamo sulla direzione della difesa comune europea, che è il vero tassello necessario per la politica estera comune».

Questa mattina si discuterà anche del conflitto israelo-palestinese e del piano dell'Alto Rappresentate Borrell che punta ad un processo di pace in più step sulla base della soluzione in due Stati attraverso il coinvolgimento di più partner e l'organizzazione di una conferenza di pace. Una risposta inequivocabile dell'Europa alle dichiarazioni di ieri del presidente israeliano Benjamin Netanyhau che ribadito che non sarà accettato alcun compromesso: «Ho chiarito la determinazione di Israele a conseguire tutti gli obiettivi della guerra e a garantire che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele». La Striscia dovrà essere "smilitarizzata" e «restare sotto il pieno controllo di sicurezza israeliano. Finché sarò primo ministro, questa sarà la mia posizione».

di Raffaela Mercurio

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Italia, Francia e Germania: missione militare nel Mar Rosso

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2024-01-22 18:47:39

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2024-01-13 16:45:39

2024-01-13 15:45:39

Sono due ondate di attacchi notturni che colpiscono i centri militari in tutto il Paese degli Houthi, che ora gridano vendetta

Alla mezzanotte fra l’11 e il 12 gennaio un aereo da ricognizione marittima P-8 Poseidon si trova in volo nel Golfo di Aden, sulle acque prospicienti alla base statunitense di Camp Lemonnier nel Gibuti. Presto gli fa seguito un altro aereo da ricognizione, un Boeing Rc-135 decollato invece dalla base di Al Udeid che gli Stati Uniti gestiscono in Qatar. Il volo di entrambi è l’ultimo atto precedente l’attacco autorizzato qualche ora prima dal presidente Usa Joe Biden e dal primo ministro britannico Rishi Sunak. Downing Street chiede presto all’Egitto di lasciar passare i cacciabombardieri della Royal Air Force che, partiti dalla base di Akrotiri nell’isola di Cipro, dovranno bombardare gli obiettivi in Yemen. Se i britannici arrivano da Nord, Washington attacca da Sud con le forze navali già presenti attorno alle Porte del Lamento (lo stretto che connette il Mar Rosso al Golfo di Aden). La portaerei “Uss Dwight D. Eisenhower” lancia i suoi cacciabombardieri, mentre le navi che la scortano e le altre fregate missilistiche presenti aprono i tubi di lancio dei missili da attacco al suolo Tomahawk.

Sono due ondate di attacchi notturni che colpiscono i centri militari degli Houthi in tutto il Paese. Esplosioni si vedono a San’a’ (nella base di al-Daylami vicina all’aeroporto della Capitale), nella base militare di Taiz, nell’aeroporto della città costiera di Hodeidah, a Zabid e nella base Kahlan a tre chilometri a Nord-Est di Sa’da. Gli Houthi contano ben 73 attacchi, lamentando almeno cinque soldati uccisi e sei feriti. Una lista comunque assai ridotta in confronto al numero di ordigni utilizzati, a dimostrazione che i bersagli sono stati scelti con precisione e che gli Houthi (messi sull’avviso dalle rivelazioni giornalistiche) hanno avuto il tempo di evacuare i possibili obiettivi. Pare inoltre che dallo Yemen siano partiti missili balistici contro le navi impegnate nel bombardamento, intercettati o inabissatisi lontano dai bersagli. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno quindi confermato l’attacco, condotto – secondo le loro dichiarazioni – col supporto di Australia, Paesi Bassi, Canada e Bahrein.

Gli anglosassoni sono soliti dire «The more you fuck around, the more you find out». In italiano suonerebbe come “Chi cerca guai li trova” e senza dubbio negli ultimi mesi gli Houthi si sono impegnati a fondo in questa ricerca. Il bombardamento che hanno subìto le loro infrastrutture militari è infatti il risultato della campagna piratesca che Ansar Allah (il nome ufficiale del movimento suprematista sciita-zaidita) ha condotto per mesi nel Mar Rosso. Più di 30 attacchi ai mercantili in viaggio da e per il Canale di Suez, che hanno portato molte compagnie a optare per la circumnavigazione dell’Africa. Così le merci hanno allungato il loro viaggio di settimane, con evidenti disagi per l’economia: ad esempio le fabbriche della Volvo in Belgio (di proprietà della società cinese Geely) dovranno fermare la produzione per tre giorni a causa dei ritardi nelle consegne e col tempo i problemi non potranno che moltiplicarsi.

Purtroppo il curriculum degli Houthi rende più probabile una loro prossima escalation, piuttosto che un richiamo alla ragionevolezza. Galvanizzati dalla recente vittoria contro la coalizione militare saudita-emiratina, potrebbero essere tentati di resistere a oltranza scatenando una vera e propria Guerra delle Porte del Lamento.

di Camillo Bosco

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Gli Houthi bombardati giurano vendetta

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2024-01-13 09:21:54

2024-01-13 08:21:54

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