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title: La disinformazione indebolisce la democrazia
description: Guerra e disinformazione vanno da sempre di pari passo. La narrazione di un evento è spesso molto più veloce dell’evento stesso.
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date: 2023-12-05
author: Valentina Monarco
url: https://laragione.eu/interviste/la-disinformazione-indebolisce-la-democrazia/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [Evidenza, guerra, interviste]
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# La disinformazione indebolisce la democrazia

![La disinformazione indebolisce la democrazia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-727.jpg)

Guerra e disinformazione vanno da sempre di pari passo. La narrazione di un evento è spesso molto più veloce dell’evento stesso

**Guerra e disinformazione vanno da sempre di pari passo**. La narrazione di un evento è spesso molto più veloce dell’evento stesso. Ma con il rinnovarsi del conflitto fra Israele e Hamas stiamo assistendo a qualcosa di inedito? «**Tutte le guerre si caratterizzano come acceleratori di disinformazione» spiega Eugenio Iorio**, professore di Social Media Analisys all**’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli**, dove è fra i coordinatori di Unisob Media Lab, un laboratorio permanente di ricerca per l’analisi delle dinamiche della mediasfera. «**Oggi però le tecnologie e gli agenti di disinformazione sono sempre più evoluti**. Chiunque è in grado di utilizzare le *app* di intelligenza artificiale, con effetti di manipolazione ancora più pervasivi e sistematici, tanto sulle immagini quanto sui testi».

**Recentemente Shayan Sardarizadeh, esperto *senior* di “Bbc Verify”**, ha denunciato in un’intervista rilasciata al Reuters Institute «**il più alto volume di disinformazione mai raggiunto su X da quando è scoppiato il conflitto israelo-palestinese**». «X – che pure ha subìto molti cambiamenti negli ultimi mesi – è stato in realtà il primo ambiente mediologico infestato dalla guerra delle informazioni» precisa Iorio. «**Oggi probabilmente il diverso allineamento ideologico di Elon Musk, rispetto alle altre *big tech* americane, contribuisce a un maggiore clamore mediatico sulla piattaforma**». Mancanza di educazione all’uso dei nuovi *media* e una sorta di rinuncia a comprenderne l’evoluzione non aiutano il contrasto alla disinformazione. «**Il processo di disintermediazione consente a ciascuno di noi di costruire il proprio palinsesto informativo**. Ogni piattaforma ha un suo sistema di disinformazione. Le *big tech* californiane (Meta e Google) funzionano con camere d’eco e polarizzazioni mentre TikTok – amato dalla Generazione Z – **per realizzare quella forma di *sharp power* tardiva rispetto ai *competitor* **deve mostrare più ‘colori’, quindi un flusso ininterrotto e senza filtro. TikTok è una piattaforma che serve alla Cina per ‘entrare’ nel cyberspazio degli Stati nazionali e costruire la disinformazione, secondo una visione diversa da quanto fanno Facebook e Instagram» osserva ancora Iorio.

**Notizie manipolate, immagini alterate o decontestualizzate**: prima della guerra in Medio Oriente, già con l’invasione russa in Ucraina si era generato un rumore così forte da rendere spesso difficile distinguere la verità dalla propaganda: «La disinformazione ci sta portando verso una democrazia molto debole. **Quello che però deve preoccupare è il motivo per cui ci siamo arrivati.** Quando parliamo di *fake news* abbiamo due attori: da un lato chi subisce e dall’altro l’opinione pubblica che, spesso in maniera inconscia, diventa a sua volta vettore di cattiva informazione a causa della nostra vera condanna:** le bolle *social* che condizionano la percezione della realtà**» conclude Iorio.

di *Valentina Monarco*
