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title: La geografia secondo Trump, parla Mario Del Pero
description: Le uscite di Trump in ambito geografico sono una provocazione, ma non fine a sé stessa, per Mario Del Pero
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date: 2025-01-31
author: Eleonora Lorusso
url: https://laragione.eu/interviste/la-geografia-secondo-trump-parla-mario-del-pero/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [esteri, Trump, usa]
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# La geografia secondo Trump, parla Mario Del Pero

![Trump](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/interviste-DEF-64-1024x639.jpg)

Per Mario Del Pero, professore di Storia internazionale presso l’Università di SciencesPo Usa, e uscite di Trump in ambito geografico sono una provocazione, ma non fine a sé stessa

[Il Golfo del Messico potrebbe diventare Golfo d’America](https://laragione.eu/esteri/su-google-maps-il-golfo-del-messico-diventa-damerica/). Il Messico stesso e il Canada potrebbero diventare parte degli Stati Uniti, così come la Groenlandia. Insomma la geografia per com’è stata studiata finora potrebbe cambiare, quantomeno la toponomastica e quantomeno nelle intenzioni di Donald Trump. **Le dichiarazioni del 46esimo presidente americano, nella sola prima settimana di inizio mandato, hanno avuto un effetto dirompente e forse anche a catena**, dal momento che Elon Musk – *patron* di Tesla, X e SpaceX, ora al fianco del nuovo inquilino della Casa Bianca – ha pensato che la Manica, il canale che divide la Francia dal Regno Unito, potrebbe cambiare il suo nome in “George Washington”.

**Fantasie, provocazioni o reali intenzioni? «Certamente quella di Donald Trump è una provocazione, ma non fine a sé stessa.** Credo piuttosto che sia funzionale a esercitare delle pressioni su alcuni soggetti, come la Danimarca (sotto la cui giurisdizione ricade proprio la Groenlandia, *ndr.*) o Panama, per ottenere delle contropartite» **osserva Mario Del Pero, professore di Storia internazionale presso l’Università di SciencesPo Usa**. «**Per il canale di Panama l’obiettivo degli Stati Uniti potrebbe essere ottenere delle tariffe agevolate per il passaggio delle proprie navi.** Per la Groenlandia, dove peraltro gli Usa hanno già una base, lo scopo potrebbe essere invece quello di avere in cambio privilegi frutto di accordi con la Danimarca, simili a quelli che gli Stati Uniti hanno già firmato in modo bilaterale con alcuni Paesi Nato. **In questo caso Washington potrebbe per esempio ricavarne condizioni agevolate per le imprese americane nell’ambito dell’estrazione di risorse naturali** oppure ancora un’azione più incisiva per bloccare eventuali tentativi cinesi di penetrare la regione». Provocazioni con uno scopo, insomma: «Sì, **funzionali al raggiungimento di obiettivi che riflettono uno stile diplomatico poco ortodosso**, ma anche più problematico». 

**Donald Trump è sempre stato assertivo**, come dimostrano i dazi imposti durante il suo primo mandato. Ma i prossimi quattro anni potrebbero rappresentare un ulteriore passo avanti: «Il suo lessico è molto forte e la portata delle parole non va sottovalutata, specie se si tratta del *leader* della principale potenza mondiale» sottolinea Del Pero. «**Trump parla sicuramente al suo elettorato, che ama un certo nazionalismo ruvido e un approccio alle relazioni internazionali come fossero un’arena brutale**, competitiva, dove ognuno massimizza i propri interessi.** Adesso però si è aggiunto un linguaggio neoimperialista**». Il risultato è una fortissima pressione a cui sono sottoposti i suoi interlocutori, di fatto «**umiliati dall’asimmetria di potere**: la Danimarca ha bisogno della protezione statunitense, la Colombia di esportare il suo caffè. L’atteggiamento ‘virile’ e marziale di Trump, senza precedenti, rende fragili e deboli gli avversari» conclude Del Pero.

di *Eleonora Lorusso*
