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title: "L&#8217;anonimato uccide, parla la madre di Tiziana Cantone"
description: Intervista a Maria Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, la ragazza che si suicidò nel 2016 dopo aver subito un fiume di veleno social
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-16.jpg
date: 2024-01-23
modified: 2024-01-24
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/interviste/lanonimato-uccide-parla-la-madre-di-tiziana-cantone/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [cronaca, intervista, interviste]
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# L&#8217;anonimato uccide, parla la madre di Tiziana Cantone

![madre di Tiziana Cantone](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Evidenza-sito-16.jpg)

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2024-01-22 13:38:43

2024-01-22 12:38:43

Si sono svolti questa mattina i funerali della ristoratrice Giovanna Predetti: tanta partecipazione e uno striscione contro la stampa: "Andate via"

Nella chiesa di Sant'Angelo Lodigiano (Lodi), oltre mille persone hanno partecipato questa mattina ai funerali della ristoratrice 59enne Giovanna Pedretti, trovata morta otto giorni fa trascinandosi con sé accuse, giudizi e clamore social.

Alcuni partecipanti hanno srotolato, per questo, uno striscione contro la stampa con su scritto: “Stampa e TV: rispettate la famiglia e non fatevi vedere più”.

Durante l'omelia anche Don Enzo Raimondi ha voluto aggiungere altri elementi a questa scomparsa in cui aleggia ancora mistero e indignazione pubblica: "C'è il giudizio sommario, senza appello, senza misericordia, di chi parla senza sapere, senza conoscere. Il rincorrersi, senza alcun filtro, dei sospetti, pesanti come macigni", ha dichiarato, aggiungendo che "da una parte c'è una comunità provata, come la nostra, desiderosa solo di essere vicina alla famiglia e di regalare l'ultimo saluto a Giovanna, per restituirle quello che le è stato tolto. Dall'altra il chiedersi come fare per evitare tragedie simili. Come impedire ai leoni da tastiera di riversare impunemente il loro odio, dimenticando il potere distruttivo che possono avere anche semplici parole, che è il significato della massima 'Ne uccide più la lingua che la spada'".

di Raffaela Mercurio

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Funerali Giovanna Pedretti, lo striscione contro lo stampa

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2024-01-23 10:52:52

2024-01-23 09:52:52

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2024-01-17 12:09:46

2024-01-17 11:09:46

Selvaggia Lucarelli evita le domande sulla morte della ristoratrice Pedretti e deserta i giornalisti dopo la presentazione del libro "Nella tana del coniglio" di Fialdini

Con una storia su Instagram Selvaggia Lucarelli aveva annunciato che al termine della presentazione del libro "Nella tana del coniglio" di Francesca Fialdini, ci sarebbe stato spazio per fare una riflessione sui recenti fatti di cronaca, riferendosi alla bufera esplosa sui social su quel post tagliente che lei stessa aveva scagliato contro la ristoratrice Giovanna Pedretti. Dopo la morte della donna, su cui pende l'ipotesi di suicidio e di cui è prevista l'autopsia proprio oggi - l'odio sui social si è riversato contro la Lucarelli. In tanti hanno voluto farle notare quanto le parole siano importanti e possano procurare dolore.

Prima fra tutti, Fiorina D'alvino, la figlia della ristoratrice, l'unica vera vittima di questa triste vicenda, che in una storia aveva taggato la Lucarelli, scrivendo: "Cerchi pure la sua prossima vittima".

Ieri quel momento di riflessione non è mai arrivato, la Lucarelli ha infatti evitato i giornalisti, accorsi sul posto, prima all'ingresso - entrando da quello secondario - e infine disertando al termine della presentazione.

Di Claudia Burgio

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Selvaggia Lucarelli evita le domande sulla morte della ristoratrice Pedretti

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2024-01-17 14:09:35

2024-01-17 13:09:35

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2024-01-15 07:48:20

2024-01-15 06:48:20

La morte della titolare della pizzeria lombarda. Ogni notizia di cronaca diventa quasi automaticamente un'occasione per provare a costruire la notizia virale sui social e non solo

Prudenza, equilibrio, calma, contare fino a 100 se necessario. Tutte norme di banale buon senso che quando ho cominciato a fare questo mestiere costituivano puri comandamenti. 

Venivano inculcati dai direttori, dai caporedattori, in sostanza da chiunque avesse più esperienza del giovane giornalista o cronista per natura ed età un po’ “garibaldino“. 

Oggi sembra che si siano completamente persi questi riferimenti. Ogni notizia di cronaca, anche la più ripetitiva e quella in tutta franchezza meno clamorosa, diventa quasi automaticamente un’occasione per provare a costruire la notizia “virale“ (senza badare alla sostanziale negatività etimologica del termine).

Il fatto di cui tutti parleranno e su cui tutti sentiranno di dover dire qualcosa. Pericoloso, pericolosissimo.

La vicenda è tutta da chiarire e non aggiungerò una parola (sarebbe in ogni caso imprudente, appunto) sulla morte della titolare della pizzeria lombarda assurta agli “onori” di Tv, giornali e online per una vicenda legata a una presunta recensione contro clienti gay e disabili. Questa stessa recensione è stata poi messa pesantemente in discussione in rete, in un meccanismo infernale che ben conosciamo. 

La vicenda, tragica di suo, imporrebbe a tutti un severo esame di coscienza. Tanto per cominciare a tutti quelli che hanno pensato di emettere sentenze, di sapere con assoluta e granitica certezza cosa fosse accaduto, dove fossero i torti e le ragioni. Le vergogne reali e quelle presunte.

A me non interessa proprio niente di quella recensione, perché davanti alla morte ci si ferma. Punto. 

Il lutto e il dolore dovrebbero essere anche un’occasione di riflessione, in un mondo che ha smesso di ragionare, di pensare, di valutare e - come scrivevamo in apertura - di contare se necessario fino a 100 o molto di più quando necessario. Prima di rischiare di distruggere le persone, quand’anche avessero commesso degli errori. Invece è tutta una corsa al giudizio, al dito puntato. In una sorta di imperativo categorico che tanta gente in rete non sembra avere gli strumenti per contrastare. In poche parole: ma chi credete di essere?

Non parlo solo di giornalisti, opinionisti e influencer, per carità. Parlo della moltitudine che finisce per costruire quella pressione talvolta del tutto insostenibile. 

In particolar modo per chi non vi è preparato, formato, magari abituato. Fa fatica Chiara Ferragni, figurarsi una persona “normale”. Potrà avere sbagliato, forse no e magari non lo sapremo mai. Di sicuro una donna è morta in circostanze che lasciano attoniti, al solo pensiero dell’inferno scatenato dentro di lei da una baraonda alimentata con glaciale indifferenza da tanti.

di Fulvio Giuliani

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I social e il senso del limite

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2024-01-15 08:17:24

2024-01-15 07:17:24

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