---
title: Le contraddizioni di Tenco, parla Enrico de Angelis
description: "Su Luigi Tenco si sono spese molte parole a partire dalla tragica fine. Le parole di Enrico de Angelis, autore del libro \"Lontano, lontano\""
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Enrico-de-Angelis.jpg
date: 2024-01-25
modified: 2024-01-26
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/interviste/le-contraddizioni-di-tenco-parla-enrico-de-angelis/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [musica, Musica italiana]
---

# Le contraddizioni di Tenco, parla Enrico de Angelis

![Enrico de Angelis](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/01/Enrico-de-Angelis.jpg)

2022-02-01 18:00:37

2022-02-01 17:00:37

La notte del 27 gennaio di 55 anni fa ci lasciava in maniera tragica uno dei cantautori più incisivi del panorama musicale. Mai uguale a sé stesso, mai banale, paladino dell’amore incompreso, a suo agio e credibile anche nelle canzoni più impegnate contro la guerra.

Ci sono artisti la cui storia è inevitabilmente intrecciata al finale, all’ultimo atto, quasi a volerne monopolizzare il ricordo, il lascito. Il rischio è quello di perdere di vista quanto realmente prodotto in vita, il solco delle loro opere nel flusso dell’arte.

Uno di questi è indubbiamente Luigi Tenco, che il 27 gennaio di cinquantacinque anni fa – durante la dodicesima edizione del Festival di Sanremo in cui era in gara – si sparò in testa una volta rientrato in hotel. Era nato 28 anni prima in provincia di Genova, città al cui filone cantautorale diede lustro insieme ad artisti del calibro di Gino Paoli, Fabrizio De André e Bruno Lauzi, che iniziavano in quegli anni a smuovere le acque e a proporre una musica che esponesse tematiche di rottura, con uno stile più ricercato rispetto al mood imperante in quegli anni, fatto di canzoni spensierate e di ampio respiro. Tenco non riuscì mai ad avere questo approccio leggero nella sua musica, lui che era stato immerso in vari generi fin da quando con la madre si era trasferito a Genova, crocevia di diverse espressioni musicali. E proprio da questo mare di melodie seppe sintetizzare nel corso della sua breve carriera uno stile unico, riconoscibile al primo ascolto, sia nell’utilizzo della voce – profonda ed espressiva, spesso terribilmente malinconica – sia nella costruzione di arrangiamenti sapientemente dosati, dai brani orchestrali a quelli più intimi, retti qua dalla chitarra e là dal solo pianoforte.

Se lo stile fu inconfondibile – contrariamente a quanto la volgata comune spesso è solita sottolineare, cadendo nel tranello dell’associare un artista a un solo periodo della propria produzione – Luigi Tenco non fu quasi mai uguale a sé stesso, così attivo in un decennio esplosivo della storia italiana attraversato da diversi moti sociali e dall’inizio della lotta studentesca. Tutte sfumature e tematiche che confluirono nella sua produzione. Scorrendo i cento brani o poco più dei suoi otto anni di carriera, ci si imbatte nel Luigi malinconico e nostalgico di canzoni come “Lontano lontano”, “Vedrai vedrai” e “Mi sono innamorato di te”, che canta di storie di vita quotidiana, di amori mancati e di speranze deluse. Ma anche in brani di protesta come “Cara Maestra”, “Ognuno è libero” e “Se ci diranno” contenuti, quest’ultimi due, nel suo ultimo album del 1966 inciso per Rca, in cui Tenco raggiunse il punto più alto di questo filone. Non possiamo sapere dove la ricerca lo avrebbe portato se quella notte di gennaio non si fosse tolto la vita.

Ancora oggi c’è chi solleva numerosi dubbi su cosa sia effettivamente successo in quelle ore, viste le versioni contrastanti di chi ha condotto le indagini, i tanti errori procedurali e i dubbi sollevati da alcuni per le perizie calligrafiche fatte a trent’anni di distanza. Ciò che è realmente successo non lo sapremo mai. E forse a chi ha amato e ama la sua musica non interessa nemmeno più di tanto saperlo: basta mettere su un disco e immaginarlo fischiettare e andarsene tranquillo, come sulla coda di “Un giorno dopo l’altro”, mentre «gli occhi intorno cercano quell’avvenire che avevano sognato. Ma i sogni sono ancora sogni e l’avvenire è ormai quasi passato».

di Federico Arduini 

Senza Tenco ma con le sue canzoni

publish

closed

closed

senza-tenco-ma-con-le-sue-canzoni

2022-02-02 15:45:02

2022-02-02 14:45:02

post

raw

2022-10-20 17:09:05

2022-10-20 15:09:05

Ai nastri di partenza la 45a edizione del Premio Tenco, tra nuovi volti e vecchie conoscenze

Ha preso il via oggi 20 ottobre la 45° rassegna della canzone d’autore, come da tradizione nella città di Sanremo, sede del Club Tenco e dello storico Teatro Ariston.

Un’edizione speciale che cade nel 50° anniversario dalla fondazione del Club, nato proprio a Sanremo dall’idea del fondatore Amilcare Rambaldi al fine di promuovere e sostenere la cosiddetta “canzone d’autore”.

L’inaugurazione quest’anno è stata affidata nella mattina di ieri alla Masterclass dedicata alle canzoni che hanno fatto grande il “Tenco”, tenuta da Morgan all’Ariston e seguita da oltre 900 studenti. E proprio a Marco Castoldi, in arte Morgan, sarà affidata il compito di presentare le serate della rassegna al fianco dello storico presentatore Antonio Silva.

La conferenza stampa di apertura di questa mattina, tenutasi nella sede storica del Club Tenco, ha visto protagonisti le targhe, assegnate come ogni anno dal 1984 da una folta schiera di giornalisti e amanti della musica. I primi ad intervenire sono stati gli ‘A67, premiati con la Targa Tenco per il miglior album in dialetto “Jastemma”. Un album che nasce in contaminazione con i racconti di diversi scrittori, con sfondo quella Scampia che da qualche giorno ha un nuovo polo universitario tutto suo. “Il cambiamento è in atto da anni – raccontano gli ‘A67 - il problema è che la narrazione criminale continua a vendere e continua a essere la nuova oleografia di quartiere, che si è sostituita alla classica “Pizza e mandolino”. Ma il quartiere è cambiato: lo testimoniano le associazioni, il progetto di università, un progetto di vent'anni fa, che solo ora ha visto la luce. Purtroppo, abbiamo bisogno ancora di tanto per cambiare veramente, soprattutto sul fronte delle opportunità di lavoro nel quartiere”. Oltre agli artisti campani erano presenti anche Ferdinando Arnò, Ditonellapiaga e Simona Molinari, premiati con le targhe Tenco rispettivamente per il "Miglior Album Collettivo, “Miglior Opera Prima” e per “Miglior Interprete di Canzoni”. A Gualiero Bertelli il Premio Tenco alla carriera.

Assenti alla conferenza, ma presenti questa sera sul palco dell’Ariston, Madame – premiata nel 2021 qui per recuperare l’esibizione saltata causa covid - e Marracash, premiato con la targa per il “Miglior album in assoluto” per “Noi, loro, gli altri”.

Ecco il programma delle tre serate:

Giovedì 20 ottobre (dedicata ai vincitori delle Targhe Tenco 2022) ‘A67, FERDINANDO ARNO’, DITONELLAPIAGA, MADAME (Targa Tenco 2021), MARRACASH, SIMONA MOLINARI e GUALTIERO BERTELLI (Premio Tenco)

Venerdì 21 ottobre ALICE (Premio Tenco), GIORGIO CONTE (Premio Tenco) PINO MARINO, MICHAEL MCDERMOTT (Premio Tenco), OLDEN, EILEEN ROSE

Sabato 22 ottobre CLAUDIO BAGLIONI (Premio Tenco), BÉNABAR (Premio Tenco), FABIO CONCATO(Premio Tenco), DJELEM DO MAR, ERICA MOU, JURIJ ŠEVČUK (Premio Tenco)

di Federico Arduini 

Premio Tenco, al via oggi la 45° rassegna della canzone d’autore

publish

closed

closed

premio-tenco

2022-10-20 20:15:00

2022-10-20 18:15:00

post

raw
