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title: Libano sull’orlo del collasso
description: "Il direttore di direttore di “Start Insight” Claudio Bertolotti: \"Beirut rischia di precipitare nella guerra civile\""
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date: 2023-10-26
author: Eleonora Lorusso
url: https://laragione.eu/interviste/libano-sullorlo-del-collasso/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [Evidenza, guerra, interviste, israele]
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# Libano sull’orlo del collasso

![Claudio Bertolotti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/10/interviste-DEF-7-5.png)

Il direttore di direttore di “Start Insight” Claudio Bertolotti: «Beirut rischia di precipitare nella guerra civile che ora brucia sotto la cenere»

«Il governo di Beirut di fatto non ha alcun controllo politico né militare su Hezbollah e sui territori controllati dai miliziani al confine con Israele» spiega **Claudio Bertolotti, direttore di “Start Insight”, ricercatore dell’Istituto per gli Studi di politica internazionale (Ispi), esperto di terrorismo**, *intelligence* e sicurezza nel Medio Oriente e in Nordafrica.

A suo giudizio la **presa di distanza del governo di Beirut da Hezbollah** «è una forma di cautela nei confronti di Israele, di fronte a un progressivo e apparentemente inarrestabile coinvolgimento proprio di Hezbollah nella guerra contro Israele e in supporto della visione iraniana degli equilibri nell’area». **Il ruolo dei miliziani libanesi è infatti quello «di *proxy***, un attore di prossimità che gioca a favore delle mire di Teheran di indebolire in maniera sempre più significativa Tel Aviv, senza però essere coinvolto direttamente. Questo infatti non rientra nei piani dell’Iran, anche se poi a livello emotivo potrebbero essercene i presupposti».

**Semmai il vero rischio è che il Libano possa precipitare in una situazione conflittuale aperta con Israele** «che di fatto porterebbe il Paese a un collasso politico e sociale, facendo riemergere le dinamiche di una guerra civile. Queste bruciano sotto la cenere e attendono il momento più opportuno per riesplodere. C’è il pericolo di una guerra fra fazioni: in particolare fra quella cristiano-maronita, quella sunnita e quella sciita di Hezbollah».

F**inora la missione Unifil ha permesso di scongiurare una *escalation***, insieme all’avvicinamento delle portaerei statunitensi alle coste. «Non dimentichiamo che da ormai 15 anni svolge su mandato dell’Onu una missione specifica di interposizione fra le parti e di monitoraggio. Il suo ruolo non è quindi impedire che possa svilupparsi un conflitto fra le parti» precisa Bertolotti. «Da un punto di vista militare non è neppure equipaggiata per affrontare un conflitto di media e alta intensità: ha le sole dotazioni necessarie all’azione di monitoraggio.

D’altro canto il contributo significativo dato dagli Usa (con portaerei, equipaggiamenti navali e componenti aerei imbarcate e già trasferite sul suolo israeliano) assicura un ruolo di deterrenza ed eventualmente anche di intervento diretto a supporto di Israele, contro qualunque obiettivo dovesse rappresentare una minaccia a Gerusalemme e all’esistenza di Israele» spiega Bertolotti. «**Da questo punto di vista le forze statunitensi presenti e in arrivo potrebbero fare la differenza in caso di conflitto aperto** e in previsione dell’offensiva israeliana via terra nella Striscia di Gaza contro Hamas».

**L’importanza del Libano è confermata dalla visita a sorpresa che il ministro della Difesa Crosetto** ha fatto al nostro contingente militare (oltre mille uomini) impegnato nell’area. «**I pericoli sono innanzitutto quelli indiretti del conflitto in corso**, come si è visto qualche giorno fa quando una parte di un razzo di Hezbollah è caduta su una infrastruttura Unifil, anche se non del contingente italiano» ricorda Bertolotti. «Questi sono rischi calcolati, ma se la situazione dovesse degenerare e andare oltre i limiti previsti sarebbe quasi automatico pensare a una riorganizzazione della missione Unifil o in ultima istanza anche alla sua cessazione».

*di Eleonora Lorusso*
