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title: Lo Stato non si fa capire, parla Valentina Di Michele, ceo di Officina Microtesti
description: "Valentina Di Michele, ceo di Officina Microtesti: \"Parlare e farsi capire è un dovere costituzionale\". Ma lo Stato fa molta fatica"
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date: 2025-03-06
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/interviste/lo-stato-non-si-fa-capire-parla-valentina-di-michele-ceo-di-officina-microtesti/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [governo, internet, Italia, online, social]
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# Lo Stato non si fa capire, parla Valentina Di Michele, ceo di Officina Microtesti

![Valentina Di Michele](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/Valentina-Di-Michele-1024x639.jpg)

Valentina Di Michele, ceo di Officina Microtesti: "Parlare e farsi capire è un dovere costituzionale. Quando la Pa, attraverso i suoi canali più democratici e diffusi, viene meno a questo dovere, salta quell’anello che congiunge vertice e base dello Stato"

**Più dell’87% dei contenuti presenti nei siti *web* della** [pubblica amministrazione](https://www.funzionepubblica.gov.it/) **(Pa) risulta illeggibile. È quanto emerso dal primo rapporto dell’Osservatorio sul linguaggio chiaro realizzato dall’“Associazione Linguaggi Chiari”** - presentato in occasione del [DiParola Festival](https://www.diparolafest.it/) (la prossima edizione si terrà ad Ancona, Mole Vanvitelliana il 19 e il 20 settembre 2025) - **presieduta da Valentina Di Michele, *content experience manager* e *ceo* di** [Officina Microtesti](https://www.officinamicrotesti.it/)**.** L’indagine analizza lo stato dell’uso del *plain language*, la comprensibilità del linguaggio nella comunicazione *web*, nei siti della Pa italiana.

**Lo studio misura l’innovazione e l’impatto della comunicazione pubblica sulla cittadinanza** (con attenzione particolare all’accessibilità e all’usabilità del contenuto per la Rete). **E dimostra i numerosi punti deboli della pubblica amministrazione su Internet**. Informazioni difficili da reperire, linguaggio burocratico nonché poco coerente con il pubblico a cui si rivolge, gergo tecnico. In poche parole: la comunicazione istituzionale fatica ad arrivare in maniera diretta e comprensibile a gran parte dei cittadini.

**Realizzata analizzando 20 siti della Pa, l’indagine rileva un punteggio di leggibilità compromessa delle sole *homepage* pari al 91,16%. E un livello di illeggibilità dei contenuti destinati ai cittadini pari all’87,44% sulle 80 pagine esaminate. Non solo.** Emerge un punteggio complessivo di illeggibilità dei diversi portali del 91,16%. La maglia nera va ai siti della Giustizia (illeggibile per il 93,27% delle pagine *web*) e a quelli del fisco (97,47%). Il risultato migliore, in termini di chiarezza, arriva dai siti della Difesa: risultano illeggibili ‘soltanto’ per il 75,98%. Gli indirizzi *web* dedicati a Sanità e Difesa sono i meno incomprensibili, nonostante i valori di illeggibilità dei contenuti siano rispettivamente pari all’85,10% e al 75,98%.

**La pubblica amministrazione ha il compito di amministrare ciò che appartiene ai cittadini e «quando questa mole informativa non arriva a una parte della cittadinanza, tale missione viene meno» spiega Valentina Di Michele**. «L’articolo 3 della Costituzione dice che è compito dello Stato rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti all’organizzazione politica, economica e sociale del nostro Paese» **ricorda Di Michele. Che aggiunge**: «Parlare e farsi capire è un dovere costituzionale. Quando la Pa, attraverso i suoi canali più democratici e diffusi, viene meno a questo dovere, salta quell’anello che congiunge vertice e base dello Stato».

**La leggibilità e la comprensione sono fondamentali per un sito Internet. Semplificare non significa banalizzare**: «Una visione diffusa crea un’equivalenza tra chiarezza e banalizzazione, come se semplificare la comunicazione significasse perdere la complessità» **osserva ancora Di Michele.** «Facciamo un esempio: una legge deve usare il linguaggio della giurisprudenza, preciso e specifico. Disorientamento e confusione nascono quando la comunicazione di quella legge è affidata a un linguaggio che non spiega, che non considera la distanza fra chi ha la conoscenza e chi non ce l’ha».

**Il rischio (grave) è che, non riuscendo a comprendere il ‘burocratese’ della pubblica amministrazione, i cittadini cerchino informazioni su altre fonti, soprattutto sui** *[social](https://laragione.eu/life/tech/disconnessi-malfunzionamenti-social/)*: «Quando non ottengono dai siti istituzionali le informazioni che sarebbe un diritto avere, le persone finiscono per procurarsele tramite soggetti privati o (peggio) stranieri, che spesso divulgano *fake news* senza controllo in base a un algoritmo che definisce cosa è più popolare» **fa notare Di Michele.** «Il dovere di uno Stato, attraverso la sua amministrazione, è avvicinarsi alla cittadinanza. Servirla. Quando non lo fa, espone le persone all’errore, alle truffe, agli inganni».

di *Filippo Messina*
