Nadav Shoshani (Israele): per Gerusalemme il rischio di una nuova guerra civile libanese è basso
Durante un briefing organizzato su Zoom da Europe Israel Press Association (Eipa) e American Middle East Press Association (Amepa), abbiamo avuto modo di porre alcune domande al Tenente Colonnello Nadav Shoshani, portavoce per i media internazionali di Tsahal (l’Armata di Difesa d’Israele)
Durante un briefing organizzato su Zoom dalle Europe Israel Press Association (Eipa) e American Middle East Press Association (Amepa), “La Ragione” ha avuto modo di porre alcune domande al Tenente Colonnello Nadav Shoshani, portavoce per i media internazionali di Tsahal (l’Armata di Difesa d’Israele).
L’ufficiale gerosolimitano ha presentato l’attuale situazione bellica dal punto di vista del Matkal, lo Stato maggiore israeliano, dipingendo una situazione ottimistica anche se difficile e impegnativa. Il nuovo obiettivo dichiarato è quelli di eliminare una volta e per tutte la minaccia rappresentata dallo Hezbollah libanese, il Partito di Dio, che ha ripreso a lanciare attacchi verso il settentrione israeliano (oltre che verso le basi britanniche a Cipro).
Nadav Shoshani ha riconosciuto la complessità di un proposito di questo calibro
Shoshani ha riconosciuto la complessità di un proposito di questo calibro, specialmente dopo aver ammesso che il lancio di droni e missili è avvenuto da aree a Sud del fiume libanese Leonte. Ovvero un’area che Israele riteneva comunque messa in sicurezza e comunque bersagliata da tempo con frequenti bombardamenti preventivi. Si stima inoltre che Hezbollah disponga ancora di 10mila missili, ma la loro efficacia sta venendo ridimensionata dalla impressionante efficacia del sistema laser d’intercettazione “Raggio di Ferro”: nei filmati diffusi in precedenza si vedono i razzi semplicemente scomparire dal cielo poco dopo essere partiti, con un risparmio enorme di tempo e costi.
Dato il recentissimo annuncio da parte del governo libanese della messa fuorilegge dell’ala militare di Hezbollah, il giornalista Camillo Bosco ha quindi chiesto a Shoshani con quale probabilità una simile misura può portare allo scoppio di una nuova guerra civile libanese (come nel 1958 o dal 1975 al 1990). Per l’ufficiale israeliano però tale scenario è di difficile materializzazione perché Hezbollah risulta molto indebolito dopo il recente confronto con Israele, la caduta del dittatore Bashar al-Assad in Siria e il corrente stato di difficoltà del regime iraniano. Inoltre secondo Shoshani le Forze armate libanesi hanno molto migliorato le proprie capacità e il loro controllo del territorio, forse addirittura scalzando il primato di Hezbollah quale compagine militare libanese più vasta o meglio equipaggiata.
Saranno comunque i prossimi giorni a dimostrare se le stime di Shoshani, che rappresenta appunto la visione del Maktal, si dimostreranno veritiere. In ogni caso, Tsahal sembra mettere in conto la tangibile possibilità di un nuovo intervento di terra in Libano se la situazione lo renderà necessario.
di Camillo Bosco
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