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title: “Non distinguiamo i bambini, anche da morti”
description: L’appello di Unicef Italia, di fronte alle immagini strazianti e ai racconti di violenze, torture e morte dei più piccoli, israeliani e palestinesi.
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date: 2023-10-16
author: Eleonora Lorusso
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categories: [Interviste e opinioni]
tags: [bambini, guerra, israele]
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# “Non distinguiamo i bambini, anche da morti”

![Intervista ad Andrea Iacomini Unicef Italia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/10/interviste-DEF-7-3.png)

L’appello di Unicef Italia, di fronte alle immagini strazianti e ai racconti di violenze, torture e morte dei più piccoli, israeliani e palestinesi

**Le immagini che arrivano dal Medio Oriente sono drammatiche e sempre più spesso mostrano i bambini**, vere vittime della guerra scoppiata tra Hamas e Israele: bambini israeliani, come quelli ostaggio di miliziani armati o già vittime di orribili violenze e decapitazioni; o bambini palestinesi, feriti e alle prese con carenza di cibo e acqua a Gaza.** È il volto più duro del conflitto**: «Quello che sta accadendo è fuori da ogni logica. Senza prendere posizione, ma ricordando cosa prevede la Convezione internazionale sui diritti dell’Infanzia,** non possiamo che dire che è terribile distinguere tra i bambini**, come ho sentito dire in alcuni dibattiti. **Non è concepibile dividerli, persino da morti, tra palestinesi e israeliani. Noi dovremmo solo occuparci di far sì che non vivano questo incubo**», osserva Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia.

Quanto avviene in Israele e a Gaza ripropone un tema delicato: «Come sempre quando ci sono le guerre e le catastrofi naturali il mondo si ricorda che** i bambini e le bambine purtroppo pagano il prezzo più alto**. Stiamo assistendo obiettivamente ad atrocità mai viste, anche se scenari simili ci sono anche in altre parti del mondo, proprio in questo momento e nell’indifferenza globale che ha permesso di arrivare a tutto questo», sottolinea Iacomini. «Questo conflitto ci ha messo di fronte a immagini di morte che sembra di vedere per la prima volta, come quelle di bambini decapitati che non dovremmo vedere mai, è qualcosa di assurdo; o immagini di bambini innocenti che, dall’altra parte, sono bombardati insieme alle loro mamme. Proprio per rispetto di questi bambini, quello che non noi come padri, madri, nonne o semplici persone comuni non dobbiamo fare è distinguerli, anche quando sono morti, specie ora che viviamo qualcosa di proporzioni enormi», prosegue il portavoce di Unicef Italia.

Il pensiero è anche al futuro dei più piccoli: «**Le grandi organizzazioni internazionali, compresa Unicef, fanno un grande lavoro nell’ aiuto psicosociale a tutti questi bambini che hanno visto ciò che non avrebbero dovuto vedere**, anche per esempio Ucraina. Sono giovanissimi che hanno subito traumi di ogni genere, hanno visto bombe cadere vicino alle loro case, genitori andare via o morire davanti ai loro occhi o mutilati, hanno perso un fratello o un amico caro. Noi cerchiamo di supportarli ogni giorno, cercando di dar loro normalità. Ma occorre anche aiutarli questi in una crescita che non sia fondata sull’odio. È un lavoro molto difficile – spiega Iacomini – Quando un bambino, da una parte e dall’altra e non solo nel conflitto israelo-palestinese, subisce tutto questo, come crescerà? Come saranno i suoi occhi se non iniettati di odio, rabbia e sete di vendetta? Quanto è difficile spegnere questi sentimenti? ». «**Il lavoro enorme da fare è proprio di far crescere delle generazioni che imparino a non convivere con l’idea di dover vendicare quella precedente.** È sicuramente è un’impresa titanica, ma va portata avanti. In questa zona di conflitto c’erano già tanti progetti in atto, proprio sulla cultura della pace. È di quei progetti che occorre raccontare, di quelle famiglie che vi hanno aderito, israeliane e palestinesi, perché è da quei semi che si può ripartire. Altrimenti è vero che dall’odio nasce odio, dalla morte deriva altra morte e questo non lo possiamo permettere», esorta Iacomini.

Di *Eleonora Lorusso*
