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Omicidio di Massa: l’analisi del Sindaco dopo la tragedia

Continuano le indagini per l’individuazione dei responsabili del delitto di Giacomo Bongiorni. L’analisi del sindaco di Massa Carrara

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Continuano in queste ore le indagini per l’individuazione dei responsabili del delitto di Giacomo Bongiorni, il 47enne colpito e ucciso di fronte al figlio di 11 anni e la compagna a Massa nella notte tra sabato e domenica. Al momento, in stato di fermo due ragazzi rumeni di 19 e 23 anni, a cui se ne aggiunge un terzo, di 17 anni, campione di boxe e colui che, stando alle prime indiscrezioni, avrebbe sferrato il pugno che ha messo a terra la vittima. Il giovane, accusato di concorso in omicidio aggravato, avrebbe reso dichiarazioni davanti ai magistrati riferendo di aver ricevuto una testata sul naso da Bongiorni. Circostanza che i carabinieri stanno verificando con l’ausilio delle videocamere di sorveglianza presenti in loco.

Una tragedia che sta scuotendo l’opinione pubblica per l’efferatezza e l’atrocità del delitto consumatosi di fronte ai famigliari. Accanto alle reazioni, crescono anche le polemiche e si torna a parlare di sicurezza delle città soprattutto durante le ore notturne, aspetto sicuramente importante e fondamentale, ma che necessita di essere integrato ad un approccio sociologico, a detta di Francesco Persiani, Sindaco di Massa:
“E’ un evento che va analizzato in un contesto molto più ampio rispetto a quello relativo alla sola sicurezza. La città è naturalmente in lutto, è scossa e ciò che è accaduto è un avvenimento fuori dal normale per noi, non rientra negli schemi a cui siamo abituati. In questi anni con la Prefettura e le Forze dell’Ordine, abbiamo cercato di tutelare il diritto al divertimento e allo stesso modo quello dei residenti a non subire atti di vandalismo o risse. Massa è una piccola città e i dati relativi alla criminalità sono sempre stati molto modesti. Tanto che nonostante la partecipazione ai bandi annuali del Ministero dell’interno per ottenere i finanziamenti della videosorveglianza, non vi siamo mai rientrati proprio perché le percentuali erano troppo ridotte rispetto ad altre realtà. Quindi gran parte dell’implementazione l’abbiamo realizzata a nostre spese e a quanto pare in questa purtroppo tragica occasione è servita ad identificare in tempi brevi i responsabili”.

Proprio nell’individuazione dei colpevoli che in queste ore si è ipotizzato il fenomeno del branco che ha agito compatto, dinamica che il Primo Cittadino esclude nella maniera più assoluta smentendola in toto: “Io eviterei di parlare di “branco”, perché non corrisponde alla realtà. Al momento sono tre, due maggiorenni e un minorenne, quelli a cui viene imputato direttamente l’omicidio; su questo poi spetterà ai giudici decidere se è avvenuto su base volontaria o preterintenzionale. Il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza ha sempre escluso a Massa l’esistenza di baby gang o criminalità assimilabile a maranza; oggettivamente questo dato non è mai emerso”.

In tema di prevenzione non vi era nulla a quanto pare che potesse far presagire un accadimento di questa portata, continua Persiani, “non c’è stata un’escalation, è stata una vicenda estemporanea, dettata dall’occasionalità in un luogo che non era neanche il centro della movida, non si è trattato di una spedizione punitiva o di uno scontro tra bande”. L’intenzione è quella di aprire una riflessione sociologica e approfondita che a detta del Sindaco dovrebbe prevalere su quella politica: “Sto inquadrando il fatto dal punto di vista sociologico e di sindaco: “oggi il mondo è cambiato, i ragazzi a scuola si accoltellano e non rispondono più alle famiglie. I sindaci hanno poteri limitati, io non posso dire a un carabiniere dove andare. Oggi piangiamo un padre di famiglia tranquillo, ma non si può puntare il dito dicendo che la città non è sorvegliata. Mi prendo la mia responsabilità, ma un omicidio così a Massa capita una volta ogni 10-15 anni, non è un fenomeno dilagante. È stata una disgrazia causata da tre delinquenti che saranno puniti. La caserma dei carabinieri dista solo 500 metri dal luogo del fatto e le forze dell’ordine girano ogni sera”.

Anche la Comunità Rumena ha espresso il suo disappunto rispetto alla vicenda ed è stata presente alla fiaccolata di ieri sera in memoria di Giacomo Bongiorni. “Dobbiamo stare vicini alla famiglia”, conclude Francesco Persiani, “ho incontrato i genitori della vittima con il prefetto e il comandante dei carabinieri: sono persone con una grande dignità nella sofferenza”.

Di Catia Demonte

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