---
title: Per Pozzuoli servono misure certe, parla Giuseppe De Natale
description: Per Giuseppe De Natale lo sgombero di diverse migliaia di persone a Pozzuoli è una delle due opzioni possibili
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/DUE-FOTO-8-1024x639.jpg
date: 2025-03-20
author: Nicola Sellitti
url: https://laragione.eu/interviste/per-pozzuoli-servono-misure-certe-parla-giuseppe-de-natale/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [cronaca, napoli]
---

# Per Pozzuoli servono misure certe, parla Giuseppe De Natale

![Pozzuoli](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/DUE-FOTO-8-1024x639.jpg)

Per Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, lo sgombero di diverse migliaia di persone a Pozzuoli è una delle due opzioni possibili

**Evacuazione ‘mirata’ delle abitazioni nell’arco di un paio di chilometri, nell’area Solfatara-Pisciarelli-Agnano, tra Pozzuoli e la zona occidentale di** [Napoli](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/napoli-3/)**.** È la soluzione per consentire ai tecnici di valutare l’agibilità degli edifici dopo la violenta scossa bradisismica del 13 marzo nell’area dei [Campi Flegrei](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/campi-flegrei-5/). Con [epicentro](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/la-lunga-notte-di-pozzuoli/) a Pozzuoli. [Magnitudo 4.6](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/cronaca/napoli-forte-scossa-di-terremoto-tanta-paura-nella-notte/),** stima rivista nelle ultime ore dall’Osservatorio Vesuviano (la sede napoletana dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). La più forte degli ultimi 40 anni, anzi da quando sono effettuate le rilevazioni delle scosse.** Lo sgombero di diverse migliaia di persone è una delle due opzioni perseguibili secondo **Giuseppe De Natale**. Il dirigente di ricerca dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ([Ingv](https://www.ingv.it/)) a “La Ragione” spiega: «**L’alternativa è riuscire in pochi giorni, sguinzagliando centinaia di professionisti ben preparati, a fare verifiche a tappeto dell’agibilità degli edifici. Perché ormai l’agibilità è più importante della vulnerabilità. Perché siamo in piena emergenza**».

**Il livello di guardia è altissimo, continue le verifiche sul territorio per quanto riguarda l’agibilità di edifici e scuole**. Mentre il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano (e così il direttore dell’Osservatorio vesuviano, Mauro Di Vito) hanno assicurato che non è prevista un’eruzione imminente. Perché «**non c’è magma che si muove verso la superficie**». Analizza De Natale: «**Finché il sollevamento del suolo non finirà, continuerà anche la sismicità**. Dal 15 febbraio scorso la velocità di sollevamento (il parametro più critico da tener d’occhio a breve termine) **è triplicata. Da uno a tre centimetri al mese**. Per questo la sismicità è cresciuta, dando luogo a terremoti di magnitudo anche alta. Se non diminuirà la velocità di sollevamento,** dobbiamo aspettarci ancora una sismicità molto sostenuta».**

De Natale racconta che «**fra il 1983 e il 1984 (quando si verificò una crisi bradisismica da 10mila scosse, con evacuazione di Pozzuoli, *ndr.*) la velocità di sollevamento del suolo era molto più alta di quella che stiamo registrando negli ultimi vent’anni**. **All’epoca si arrivava anche a 10 centimetri al mese. **Ma la sismicità oggi è maggiore e più forte di allora perché il livello del suolo è più alto**: nel punto di massimo sollevamento, cioè il porto di Pozzuoli, siamo oltre 40 centimetri più in alto del massimo livello raggiunto nel 1984**».

**Diverse centinaia di famiglie sono state già sgomberate, soprattutto a** [Bagnoli](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/bagnoli-tra-passato-presente-e-futuro/)**, un quartiere dell’area occidentale di Napoli praticamente agganciato a Pozzuoli.** Secondo la Protezione civile nazionale ci sono oltre 2mila edifici vulnerabili. I residenti costretti a vivere fuori casa – perché la loro è indisponibile o anche solo per il timore di nuove scosse – vengono ospitati in aree di attesa. E la psicosi continua.

Durante la recente riunione a Roma della Commissione grandi rischi, si è discusso della variazione del sistema di allerta per rischio eruzione. Attualmente nell’area dei Campi Flegrei il livello è giallo: «Il problema non è tanto l’entità dell’allerta,** ma quali misure sono previste in quelle determinate situazioni**» osserva De Natale. «**Oggi è inderogabile essere certi che non vi siano persone che abitano in edifici particolarmente fatiscenti **(e dunque più a rischio di collassare) nelle zone più esposte, dove sappiamo che avvengono i terremoti più forti. **Già il 13 marzo si è sfiorata la tragedia**».

di *Nicola Sellitti *
