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Pietro Serino: “La libertà non è gratis”

Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza. Riflettere su ciò con Pietro Serino, già capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano, è molto proficuo

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Dice la risoluzione del Parlamento europeo: «L’Ue si trova in un momento di svolta in cui il mantenimento dello status quo non è più un’opzione di fronte alle minacce e agli attacchi alla sicurezza europea». Si precisa che servono «sforzi realmente innovativi» e azioni «simili a quelle utilizzate in tempo di guerra» di fronte alla «più profonda minaccia militare alla sua integrità territoriale dalla fine della Guerra fredda». Diversi decenni di pace hanno fatto dimenticare ai cittadini italiani ed europei che la pace non è gratis? Come i grandi maestri del liberalismo ci hanno insegnato, il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza. Riflettere su ciò con Pietro Serino, già capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano, è particolarmente proficuo.

«La libertà non è gratis. È urgentissimo spiegare all’opinione pubblica che le basi per mantenere la pace sono una credibile capacità di difesa e una efficace capacità di dialogo. L’una sostiene l’altra e l’una senza l’altra non è funzionale al fine che le democrazie si pongono: un mondo in pace nel quale garantire libertà civili, giustizia sociale, benessere economico e opportunità di crescita agli individui» ragiona Serino.

«Farlo non è facile in un Paese come il nostro, che ottant’anni fa ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze dell’uso criminale della forza militare. La Carta costituzionale, con l’art. 11, ripudia l’uso della forza come strumento di offesa e come mezzo per le relazioni tra Stati; altresì, con l’art. 52. Legittima l’uso della forza per difendere la patria, da intendere non soltanto come territorio ma anche come istituzioni e princìpi costituzionali, come esplicitato nella formula del giuramento militare.

Nel Paese manca una cultura della difesa perché si è colpevolmente deciso di non affrontare un tema difficile e potenzialmente divisivo. Lasciando spazio a chi ha propugnato posizioni utopiche e non prive di pregiudizio ideologico».

Le scelte fatte finora sull’Ucraina dell’amministrazione Trump paiono aver contribuito a far prendere coscienza agli europei della necessità di riarmarsi per proteggersi senza gli Usa. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato che i miliardi del programma ReArm Europe saranno destinati all’acquisto di armi nell’Ue, nel Regno Unito, in Norvegia e in Svizzera. Questo sforzo avvantaggerà le imprese europee dell’armamento, l’occupazione, la ricerca e lo sviluppo nel Vecchio Continente.

«La credibilità di uno strumento militare – e quindi il suo potere di deterrenza – è data anche dalla capacità di operare per tempi prolungati e di sapersi adattare a scenari in rapido mutamento» dice ancora Serino. «ReArm Europe deve puntare a questo obiettivo: dare all’Europa uno strumento militare efficace e resiliente.

Non è un caso che l’indipendenza tecnologica e la capacità produttiva siano due aspetti considerati dallo Strategic Compass. La strategia che l’Unione Europea si è data nel 2022 per sviluppare le proprie capacità di difesa e sicurezza. Due obiettivi che significano ricerca tecnologica e lavoro, di cui le economie europee hanno bisogno tanto quanto gli Stati di potenziare la propria difesa. Ed è importante comunicare questo ai cittadini: che ReArm Europe non è soltanto spesa militare ma anche crescita economica».

Starlink, la rete di comunicazioni satellitari di Elon Musk, è al centro di controversie a causa delle minacce del suo proprietario di interrompere il suo uso all’Ucraina. Musk ha moltiplicato gli attacchi contro politici europei e la sua credibilità è a dir poco intaccata, mentre negozia contratti importanti. Anche il governo italiano dovrà decidere cosa fare.

Osserva a questo proposito Serino: «All’interesse nazionale e a quello europeo giova dare accelerazione alla costruzione di una propria capacità satellitare a bassa latenza per il supporto delle comunicazioni, che potrebbe trovare nuove risorse nell’ambito di ReArm Europe. Le capacità spaziali (comunicazioni, sorveglianza e navigazione) sono indispensabili, unitamente alle capacità informatiche, per impiegare efficacemente uno strumento militare moderno. In questo campo la sovranità non può essere ceduta senza grave rischio potenziale. Se oggi Starlink non ha alternative, il suo utilizzo deve essere inteso come gap filler e non altro. Deve inoltre essere trovata una forma contrattuale che offra solide garanzie per il governo committente».

di Antonluca Cuoco 

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