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title: "Pietro Serino: &#8220;La libertà non è gratis&#8221;"
description: Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza. Riflettiamo su ciò con Pietro Serino, già capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano
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date: 2025-03-18
author: Antonluca Cuoco
url: https://laragione.eu/interviste/pietro-serino-per-la-pace-ci-vogliono-forza-e-dialogo-assieme/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [difesa, economia, esteri]
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# Pietro Serino: &#8220;La libertà non è gratis&#8221;

![Pietro Serino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/UNA-FOTO-31-1024x639.jpg)

Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza. Riflettere su ciò con Pietro Serino, già capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano, è molto proficuo

Dice la risoluzione del Parlamento europeo: «**L’Ue si trova in un momento di svolta in cui il mantenimento dello *status quo* non è più un’opzione di fronte alle minacce e agli attacchi alla sicurezza europea**». Si precisa che servono «sforzi realmente innovativi» e azioni «simili a quelle utilizzate in tempo di guerra» di fronte alla «più profonda minaccia militare alla sua integrità territoriale dalla fine della Guerra fredda». **Diversi decenni di pace hanno fatto dimenticare ai cittadini italiani ed europei che la pace non è *gratis*? Come i grandi maestri del liberalismo ci hanno insegnato, il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza**. Riflettere su ciò con Pietro Serino, già capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano, è particolarmente proficuo.

«**La libertà non è *gratis*.** È urgentissimo spiegare all’opinione pubblica che le basi per mantenere la pace sono una credibile capacità di difesa e una efficace capacità di dialogo.** L’una sostiene l’altra e l’una senza l’altra non è funzionale al fine che le democrazie si pongono: un mondo in pace nel quale garantire libertà civili, giustizia sociale, benessere economico e opportunità di crescita agli individui**» ragiona Serino.

«**Farlo non è facile** in un Paese come il nostro, che ottant’anni fa ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze dell’uso criminale della forza militare. **La Carta costituzionale, con l’art. 11, ripudia l’uso della forza come strumento di offesa e come mezzo per le relazioni tra Stati; altresì, con l’art. 52**. Legittima l’uso della forza per difendere la patria, da intendere non soltanto come territorio ma anche come istituzioni e princìpi costituzionali, come esplicitato nella formula del giuramento militare.

Nel Paese manca una cultura della difesa perché si è colpevolmente deciso di non affrontare un tema difficile e potenzialmente divisivo. **Lasciando spazio a chi ha propugnato posizioni utopiche e non prive di pregiudizio ideologico**».

**Le scelte fatte finora sull’Ucraina dell’amministrazione Trump paiono aver contribuito a far prendere coscienza agli europei della necessità di riarmarsi per proteggersi senza gli Usa.** La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato che i miliardi del programma ReArm Europe saranno destinati all’acquisto di armi nell’Ue, nel Regno Unito, in Norvegia e in Svizzera. Questo sforzo avvantaggerà le imprese europee dell’armamento, l’occupazione, la ricerca e lo sviluppo nel Vecchio Continente.

«**La credibilità di uno strumento militare – e quindi il suo potere di deterrenza – è data anche dalla capacità di operare per tempi prolungati e di sapersi adattare a scenari in rapido mutamento**» dice ancora Serino. «**ReArm Europe deve puntare a questo obiettivo: dare all’Europa uno strumento militare efficace e resiliente.**

Non è un caso che l’indipendenza tecnologica e la capacità produttiva siano due aspetti considerati dallo Strategic Compass. La strategia che l’Unione Europea si è data nel 2022 per sviluppare le proprie capacità di difesa e sicurezza. Due obiettivi che significano ricerca tecnologica e lavoro, di cui le economie europee hanno bisogno tanto quanto gli Stati di potenziare la propria difesa. **Ed è importante comunicare questo ai cittadini: che ReArm Europe non è soltanto spesa militare ma anche crescita economica**».

Starlink, la rete di comunicazioni satellitari di Elon Musk, è al centro di controversie a causa delle minacce del suo proprietario di interrompere il suo uso all’Ucraina. Musk ha moltiplicato gli attacchi contro politici europei e la sua credibilità è a dir poco intaccata, mentre negozia contratti importanti. Anche il governo italiano dovrà decidere cosa fare.

Osserva a questo proposito Serino: «**All’interesse nazionale e a quello europeo giova dare accelerazione alla costruzione di una propria capacità satellitare a bassa latenza per il supporto delle comunicazioni**, che potrebbe trovare nuove risorse nell’ambito di ReArm Europe. Le capacità spaziali (comunicazioni, sorveglianza e navigazione) sono indispensabili, unitamente alle capacità informatiche, per impiegare efficacemente uno strumento militare moderno. In questo campo la sovranità non può essere ceduta senza grave rischio potenziale. **Se oggi Starlink non ha alternative, il suo utilizzo deve essere inteso come *gap filler* e non altro. Deve inoltre essere trovata una forma contrattuale che offra solide garanzie per il governo committente**».

di *Antonluca Cuoco *
