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title: Pupi Avati, maestro davanti alla vita
description: "Ieri abbiamo avuto la straordinaria opportunità di ascoltare uno dei più grandi registi della storia del cinema: Pupi Avati"
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date: 2025-06-29
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/interviste/pupi-avati-maestro-davanti-alla-vita/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [Cinema]
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# Pupi Avati, maestro davanti alla vita

![Pupi Avati](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/UNA-FOTO-264-1024x639.jpg)

Ieri abbiamo avuto la straordinaria opportunità di ascoltare uno dei più grandi registi della storia del cinema: Pupi Avati.

In occasione della tradizionale convention annuale di Orlean invest, **ieri abbiamo avuto la straordinaria opportunità di ascoltare uno dei più grandi registi della storia del cinema: Pupi Avati.**

Quando sai di dover dialogare con persone di questo livello, ti prepari ancor di più, studi, provi a immaginare come possa svilupparsi l’intervista e cosa possa arrivare al pubblico, interessarlo e coinvolgerlo. **Speri di raggiungere un certo grado di empatia con l’ospite, facendolo sentire a proprio agio e soprattutto dandogli la sensazione di essere “a casa“.**

**Nel caso dell’incontro con Pupi Avati, si è andati magicamente oltre.** Abbiamo ascoltato uno straordinario narratore e affabulatore, ci siamo lasciati cullare dall’onda dei suoi ricordi e di un mondo evocato da un tipo di uomo di cui sembriamo aver perso lo stampo.** Sopra ogni altra cosa, ci siamo lasciati andare in un’altra dimensione.**

**Non starò qui a elencare tutti gli episodi da romanzo (o film, come più adeguato) di un’esistenza straordinaria. Ricorderò l’incrocio dell’aspirante jazzista Pupi Avati con un giovanissimo Lucio Dalla**, che lo spinge a riconoscere l’abissale differenza fra passione e talento. Ed è grazie a quell’incrocio se Lucio Dalla cominciò a farsi notare nell’ambiente musicale bolognese e Pupi Avati comprese che il suo futuro non poteva essere nel suonare il clarinetto.

**Non poteva essere neppure quello del suo sicuro e remunerativo lavoro di rappresentante della Findus** (sembra incredibile, ma uno dei maestri del cinema italiano ha fatto anche questo in gioventù…). Ci doveva essere un’altra via per la propria vita, da qualche parte.

**Sentir parlare Pupi Avati di quell’illuminazione, sentirgli raccontare l’Italia ricca solo di sogni e fortissimi aspirazioni del dopoguerra o la vita di quei ragazzi di un mondo che non c’è più ci ha incantati. Oltre il cinema, più del cinema.**

Fino all’ultimo racconto che ci ha voluto regalare, **che non è una narrazione ma una riflessione sul senso della vita. Sulla sua circolarità e sull’insegnamento più importante: l’anziano ritorna al sé bambino e lo fa dopo un lunghissimo percorso di vita.** Solo per riscopre un dono: la fragilità.

“**La fragilità senza vergogna e senza paure - sottolinea Pupi Avati - la fragilità dell’essere umano, con le sue debolezze e i suoi desideri.** Sapete, un buon attore è quasi sempre una donna o un uomo fragile, insicuro, quello che alla scuola di recitazione non vuole mai farsi vedere, non sgomita. Sembra mitetizzarsi con lo sfondo. Io cerco e ho sempre cercato quel tipo di persona, in grado di accettare la propria fragilità“.

“**Quanto a me - ha concluso - oggi che si avvicina inevitabilmente il commiato, mi sono ri-innamorato di mia moglie con cui sto insieme da sessant’anni**. Sogno che alla fine del percorso tornerò nella mia casa di bambino a Bologna, salirò le scale, aprirò le porte, percorrerò quel corridoio, girerò a destra, entrerò in cucina e troverò mamma e papà“.

di *Fulvio Giuliani*
