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title: "Simone Deromedis: &#8220;Le Olimpiadi in casa sono una fortuna. Una medaglia? Un sogno&#8221;"
description: L’Italia ha il suo asso per arrivare a una medaglia nello skicross. Si chiama Simone Deromedis e viene da una stagione spettacolare
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date: 2026-01-25
author: Nicola Sellitti
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categories: [Interviste e opinioni]
tags: [Olimpiadi, sport]
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# Simone Deromedis: &#8220;Le Olimpiadi in casa sono una fortuna. Una medaglia? Un sogno&#8221;

![Simone Deromedis](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/01/UNA-FOTO-686-1024x639.jpg)

L’Italia ha il suo asso di briscola per arrivare a una medaglia nello skicross. Si chiama Simone Deromedis e viene da una stagione spettacolare in termini di prestazioni e risultati

Strategie, scie, traiettorie strette, paraboliche, salti. Emozione e pericolo. Sembra la descrizione di una gara su due o quattro ruote e invece è lo skicross, una delle declinazioni delle discipline *freestyle* sul Circo bianco nonché possibile sorpresa per il pubblico italiano ai Giochi di Milano Cortina, che cominciano tra circa due settimane.

Lo skicross ha fatto il suo debutto olimpico a Vancouver 2010, poi lo *slopestyle* e l’*halfpipe* sono stati aggiunti al programma di Sochi 2014, mentre il *big air* e il *mixed team aerials* sono le specialità più recenti, avendo debuttato a Pechino 2022.

L’Italia ha il suo asso di briscola per arrivare a una medaglia. Si chiama Simone Deromedis e viene da una stagione spettacolare in termini di prestazioni e risultati: è secondo in classifica nella Coppa del Mondo della specialità, conta 6 vittorie (nel suo *palmarès* ci sono 19 podi), mentre ai Mondiali di Bakuriani 2023 ha centrato l’oro. Sa già cosa significhi indossare la divisa azzurra nella competizione a cinque cerchi: a Pechino, quattro anni fa, è arrivato quinto. A 26 anni non ancora compiuti, l’atleta trentino ha costruito il suo percorso stagionale in funzione dei Giochi italiani: «Lo skicross può essere l’evento più spettacolare dell’intera manifestazione. Si vedono quattro persone scendere a razzo, contemporaneamente, uno è in testa alla prima curva, al primo paletto, uno è in ultima posizione. È tutto molto immediato, diretto, coinvolgente per gli spettatori perché c’è la spettacolarità dei salti. I tifosi si divertiranno parecchio» spiega Deromedis a “La Ragione”.

Sul suo casco di gara porta sempre i colori bianco e rosso della McLaren di Ayrton Senna. Il leggendario pilota brasiliano di Formula 1 è il suo simbolo di ispirazione, al punto che lo scorso anno Deromedis gli dedicò il successo sulla pista di Veysonnaz (in Svizzera). «Sì, sono un appassionato di automobilismo e in generale di tutto ciò che riguarda i motori, ci trovo diverse somiglianze con il mio sport» fa notare. «Anche nello skicross c’è un gioco di traiettorie, di sorpassi, di finte, di astuzie per battere chi è davanti in gara e per non farsi cogliere di sorpresa dall’avversario che rinviene alle spalle. Inoltre c’è il gioco delle scie, per cui se si viene sorpassati da chi è dietro, poi si cerca subito di recuperare e fare lo stesso nella curva successiva. Ecco perché è un grande *show* che appassiona il pubblico».

La passione per lo skicross è nata per caso. Ma per l’atleta azzurro correre sulla neve è sempre stata una questione di adrenalina, alla ricerca del brivido: «Fino ai 16 anni praticavo lo sci alpino. Poi un mio amico mi invitò a partecipare a una gara di skicross, feci una batteria circondato da diversi avversari. Ricordo che fu come un colpo di fulmine, una passione travolgente, qualcosa in più di semplice curiosità e divertimento. Tra l’altro mi è sempre piaciuto fare salti, sciare fuori pista piuttosto che tra i pali. Una vena *freestyle* l’ho sempre avuta, anche perché vengo dal mondo delle bici, del *downhill*. A quel punto mi fu subito tutto chiaro e ho mollato lo sci alpino per lo skicross. Non mi sono più voltato indietro».

Da amante della Formula 1, il progetto di Deromedis per la gara ai Giochi è affascinante, ma complesso da mettere in pratica: «Punto a fare la gara in solitario, trovandomi già in testa dalla prima curva. Sarebbe la maniera più sicura per portare a casa il successo perché se si è alle spalle, da secondo o terzo, si rischia di essere coinvolti nelle cadute. Stare in testa dall’inizio potrebbe risultare addirittura ‘noioso’ e mi rendo conto che è un po’ utopistico anche solo ipotizzarlo, ma sarebbe più sicuro» riflette il *freestyler* azzurro. «Le Olimpiadi in casa rappresentano davvero una fortuna. È un onore gareggiare per la propria Nazionale: vincere una medaglia è il sogno di qualsiasi atleta. Sembra soltanto una frase fatta, ma vi assicuro che è davvero così» conclude Deromedis.

di *Nicola Sellitti*
