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title: Suoni ed echi napoletani, parla Dario Bassolino
description: Le parole di Bassolino, esponente della nuova scena musicale partenopea che ci racconta il suo ultimo album “Città futura”
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date: 2024-03-14
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/interviste/suoni-ed-echi-napoletani-parla-dario-bassolino/
categories: [Interviste e opinioni]
tags: [musica, Musica italiana]
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# Suoni ed echi napoletani, parla Dario Bassolino

![Bassolino](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Bassolino.jpg)

Le parole di Bassolino, esponente della nuova scena musicale partenopea che con il suo ultimo album “Città futura” tenta di indagare una città ingabbiata in contraddizioni

**Napoli e la sua cultura sembrano sempre argomenti saturati**. Ma quando pare che si sia detto tutto, spunta un elemento mancante nella corretta interpretazione della sua anima multiforme, anarchica, geniale e contraddittoria.

**La musica, più di tutto, incarna questo groviglio**. **Dal *rap* di** [Geolier](https://laragione.eu/interviste/i-personaggi/la-mia-favola-di-riscatto-e-successo-parla-geolier/) **nell’**[ultimo Sanremo](https://laragione.eu/sanremo-2024/vince-angelina-geolier-trionfa-fra-il-pubblico-abbiamo-due-star/) **al neomelodico che travalica i confini, all’incognita di Liberato fino ad arrivare al “Napoli *sound*” o “*sound* mediterraneo”**. **Uno stile unico nato** con il preciso intento di rileggere e riattualizzare in modo appassionato la cultura *pop* di un decennio che ha segnato per sempre la città: **gli anni Settanta**. **È in quel periodo che Napoli rinasce attraverso il teatro** (“La Smorfia” di Enzo Decaro, Lello Arena e [Massimo Troisi](https://laragione.eu/life/cultura/il-ricordo-di-massimo-troisi-parla-stefano-veneruso/) prende vita proprio nel 1970) **e la musica**, che diventa ruvida e nera come gli americani e gli africani che sono sbarcati in quell’enorme e accogliente porto partenopeo. Nel 1975 un giovanissimo [Pino Daniele](https://laragione.eu/life/spettacoli/napoli-i-coldplay-cantano-napule-e-di-pino-daniele/) viene ingaggiato al basso dai Napoli Centrale per le registrazioni di “Qualcosa ca nu’ mmore” e inizia il suo viaggio senza fine verso l’Olimpo.

**Nel 2024 questa matassa inestricabile di storie riacquisisce voce anche grazie ad artisti come Bassolino** (all’anagrafe **Dario Bassolino**), **esponente della nuova e vivacissima scena musicale partenopea, che con il suo ultimo album**[– dal titolo inequivocabile “Città futura” per Periodica Records](https://periodicarecords.bandcamp.com/)**– tenta di indagare una città ancora ingabbiata in contraddizioni e falsi miti. È un lavoro costruito come se fosse una colonna sonora, immaginando una piazza Mercato brulicante di voci**: «Ho una grande passione per il cinema e per la scrittura in generale, oltre che per la musica. E quindi ho immaginato questo album proprio come una sceneggiatura che magari un giorno qualcuno vorrà veramente mettere in scena» **racconta Bassolino**.

**Prodotto insieme a Paolo Petrella, l’album è arricchito da un gruppo di cantanti e musicisti – fra cui Linda Feki (Lndfk) e Andrea De Fazio (batterista dei Nu Genea) – che dialogano fra loro mantenendo le rispettive identità**: «Alla base c’è una forte idea di collettivo: ogni strumentista ha il suo spazio espressivo cercando di rompere determinati stereotipi di genere e provando a disinnescare il rischio di un effetto *revival*. La sfida è tutta lì» **spiega. Il termine *revival* riecheggia quando ci si riappropria di suoni del passato, ma Bassolino è chiaro**: «Sono un po’ contro questa definizione perché è legata soltanto all’estetica. Il processo per me è stato di immedesimazione in anni di fermento della nostra città, provando a studiare l’animo e i suoni di quei tempi per trasportarli all’oggi».

**Napoli è una città vittima e carnefice della propria storia, che ha visto intrecciarsi storie, guerre e cambiamenti da vera spettatrice del golfo**: «Nel mio piccolo ho provato a rendere nobile la nostra storia. Un esempio è Mario Merola, per anni considerato erroneamente il protagonista di un filone né artistico né elegante» **osserva Bassolino, ricordando l’edizione del Festival di Sanremo del 2000 in cui Bono Vox si inchinò di fronte a ‘sua maestà’ Merola**.

«La gente deve capire che, **oltre alla musica *pop* e a “Gomorra”, c’è una Napoli nobile**, pregna di arte e di storia, che merita di essere ascoltata e non più svilita nei soliti fenomeni spesso un po’ grotteschi».

di *Raffaela Mercurio*
