Batiscafo Trieste, Finazzer Flory racconta a New York l’impresa negli abissi
31 Marzo 2026
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – All’Istituto Italiano di Cultura di New York, il regista Massimiliano Finazzer Flory ha presentato, in un evento sold out, il suo docufilm Operazione Batiscafo Trieste, accompagnando il pubblico in uno dei capitoli più straordinari della storia dell’esplorazione umana. Il film racconta l’impresa del 23 gennaio 1960, quando il batiscafo progettato da Auguste Piccard raggiunse il punto più profondo degli oceani, nella Fossa delle Marianne, segnando un primato ancora oggi simbolo di ingegno, coraggio e visione.
Attraverso materiali d’archivio dell’Istituto Luce, testimonianze e una narrazione che unisce rigore e poesia, Finazzer Flory ricostruisce non solo un record scientifico, ma un momento in cui la collaborazione internazionale e la fiducia nella conoscenza aprivano nuove frontiere. Il docufilm, arricchito anche dalla partecipazione di Bertrand Piccard e Kelly Walsh, restituisce il senso profondo di quella sfida: andare oltre i limiti, trasformando la tecnologia in uno strumento di scoperta e, al tempo stesso, di dialogo tra culture.
Al termine della proiezione, il regista ha dialogato con Claudio Pagliara, approfondendo il valore storico e contemporaneo di quell’impresa. Nell’intervista all’Italpress Finazzer Flory riflette sul significato culturale del viaggio del Trieste e sul ruolo del racconto, tra cinema e teatro, nel mantenere viva la memoria delle grandi avventure dell’umanità.
Per Finazzer Flory, regista, attore di teatro e cinema e consigliere del Piccolo Teatro di Milano, si tratta del tredicesimo film dal 2015. E’ particolarmente legato a New York dal 2008. Quest’estate tornerà a teatro nella Grande Mela con il suo show su Leonardo da Vinci, mentre in autunno sarà in scena, sempre a New York, con l’omaggio a San Francesco per gli 800 anni dalla scomparsa.
xo9/mgg/gtr (video e intervista di Stefano Vaccara)
Attraverso materiali d’archivio dell’Istituto Luce, testimonianze e una narrazione che unisce rigore e poesia, Finazzer Flory ricostruisce non solo un record scientifico, ma un momento in cui la collaborazione internazionale e la fiducia nella conoscenza aprivano nuove frontiere. Il docufilm, arricchito anche dalla partecipazione di Bertrand Piccard e Kelly Walsh, restituisce il senso profondo di quella sfida: andare oltre i limiti, trasformando la tecnologia in uno strumento di scoperta e, al tempo stesso, di dialogo tra culture.
Al termine della proiezione, il regista ha dialogato con Claudio Pagliara, approfondendo il valore storico e contemporaneo di quell’impresa. Nell’intervista all’Italpress Finazzer Flory riflette sul significato culturale del viaggio del Trieste e sul ruolo del racconto, tra cinema e teatro, nel mantenere viva la memoria delle grandi avventure dell’umanità.
Per Finazzer Flory, regista, attore di teatro e cinema e consigliere del Piccolo Teatro di Milano, si tratta del tredicesimo film dal 2015. E’ particolarmente legato a New York dal 2008. Quest’estate tornerà a teatro nella Grande Mela con il suo show su Leonardo da Vinci, mentre in autunno sarà in scena, sempre a New York, con l’omaggio a San Francesco per gli 800 anni dalla scomparsa.
xo9/mgg/gtr (video e intervista di Stefano Vaccara)
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