Crisi climatica in montagna, meno neve e più impianti chiusi
13 Marzo 2026
ROMA (ITALPRESS) – Il cambiamento climatico sta trasformando le montagne italiane. Temperature più alte, ghiacciai in ritirata e nevicate sempre più irregolari stanno mettendo in difficoltà il turismo invernale tradizionale. Sulle Alpi, ad esempio, la stagione della neve oggi dura fino a un mese in meno rispetto a cinquant’anni fa, mentre tra il 1982 e il 2020 si è registrato anche un calo superiore al 30% della profondità del manto nevoso e delle riserve d’acqua contenute nella neve.
Nonostante questo scenario, secondo il nuovo report Nevediversa 2026 di Legambiente circa il 90% dei fondi pubblici destinati al turismo montano continua a finanziare il “sistema neve”, mentre alle strategie di riconversione e alla diversificazione dell’offerta turistica restano poche risorse.
Intanto i segnali della crisi climatica sono sempre più evidenti. In Italia si contano 273 impianti sciistici ormai dismessi e 247 edifici turistici abbandonati o sottoutilizzati tra alberghi, residence e strutture ricettive. Allo stesso tempo cresce il ricorso all’innevamento artificiale, con 169 bacini dedicati alla produzione di neve tecnica distribuiti soprattutto lungo l’arco alpino.
Il cambiamento del clima mette in discussione anche il futuro dei grandi eventi sportivi. Secondo diversi studi, nei prossimi trent’anni quasi la metà delle sedi olimpiche invernali potrebbe perdere l’affidabilità climatica necessaria per ospitare le gare.
Per Legambiente è quindi necessario ripensare il turismo di montagna: puntare su attività diverse dallo sci, adattarsi alla crisi climatica e coinvolgere le comunità locali, per garantire un futuro sostenibile ai territori montani.
gsl
Nonostante questo scenario, secondo il nuovo report Nevediversa 2026 di Legambiente circa il 90% dei fondi pubblici destinati al turismo montano continua a finanziare il “sistema neve”, mentre alle strategie di riconversione e alla diversificazione dell’offerta turistica restano poche risorse.
Intanto i segnali della crisi climatica sono sempre più evidenti. In Italia si contano 273 impianti sciistici ormai dismessi e 247 edifici turistici abbandonati o sottoutilizzati tra alberghi, residence e strutture ricettive. Allo stesso tempo cresce il ricorso all’innevamento artificiale, con 169 bacini dedicati alla produzione di neve tecnica distribuiti soprattutto lungo l’arco alpino.
Il cambiamento del clima mette in discussione anche il futuro dei grandi eventi sportivi. Secondo diversi studi, nei prossimi trent’anni quasi la metà delle sedi olimpiche invernali potrebbe perdere l’affidabilità climatica necessaria per ospitare le gare.
Per Legambiente è quindi necessario ripensare il turismo di montagna: puntare su attività diverse dallo sci, adattarsi alla crisi climatica e coinvolgere le comunità locali, per garantire un futuro sostenibile ai territori montani.
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