Medicina e chirurgia rigenerativa, i “segreti” del grasso
3 Marzo 2026
MILANO (ITALPRESS) – La medicina e la chirurgia rigenerativa sono frontiere della medicina contemporanea in rapidissima espansione: non si limitano a curare i sintomi di una malattia o a riparare un tessuto danneggiato, ma stimolano meccanismi biologici di autoriparazione e rinnovamento dell’organismo, favorendo un recupero più naturale, funzionale e duraturo. Al centro di questo approccio c’è un’idea chiave: il corpo umano possiede risorse rigenerative proprie e potentissime, fino a poco fa quasi ignorate. La medicina rigenerativa studia come attivarle, guidarle e sostenerle attraverso l’impiego di cellule, fattori biologici e tecnologie avanzate, con applicazioni che potenzialmente riguardano tutte le regioni del corpo.
“Più che un’intuizione, ad aver dato il via alle mie ricerche è stata la passione per la biologia molecolare: l’idea di isolare le staminali dal grasso sembrava molto intelligente, poi in realtà si è visto come l’obiettivo fosse ridurre al massimo le dimensioni delle particelle del grasso. Ho pensato che questo venisse prelevato con cannule normali, che mantengono molto di più la struttura del grasso prelevato, e si riuscisse a ridurlo a dimensioni molto piccole mantenendone la struttura probabilmente questo farà funzionare meglio le staminali presenti nella rete vascolare del tessuto adiposo: questa è stata la mia intuizione”, ha dichiarato Carlo Tremolada, professore aggiunto presso il Diabetes Research Institute (Dri) dell’Università di Miami e direttore scientifico dell’Image Regenerative Clinic di Milano e Saint Moritz, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
fsc/gsl
“Più che un’intuizione, ad aver dato il via alle mie ricerche è stata la passione per la biologia molecolare: l’idea di isolare le staminali dal grasso sembrava molto intelligente, poi in realtà si è visto come l’obiettivo fosse ridurre al massimo le dimensioni delle particelle del grasso. Ho pensato che questo venisse prelevato con cannule normali, che mantengono molto di più la struttura del grasso prelevato, e si riuscisse a ridurlo a dimensioni molto piccole mantenendone la struttura probabilmente questo farà funzionare meglio le staminali presenti nella rete vascolare del tessuto adiposo: questa è stata la mia intuizione”, ha dichiarato Carlo Tremolada, professore aggiunto presso il Diabetes Research Institute (Dri) dell’Università di Miami e direttore scientifico dell’Image Regenerative Clinic di Milano e Saint Moritz, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
fsc/gsl
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