Narcotraffico a Roma, altri sei arrestri dopo blitz di fine maggio
24 Giugno 2026
ROMA (ITALPRESS) – Sei arresti e un obbligo di firma a Roma per traffico di droga e armi, in un’operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale e della Dda che ha svelato i segreti del nuovo narcotraffico capitolino. L’indagine ha portato alla luce i dettagli sulle abitudini della banda. I vertici si incontravano in noti locali pubblici, come un ristorante nel quartiere Portuense: qui, seduti ai tavoli tra clienti ignari, ricevevano i corrieri, pianificavano le consegne e facevano persino l’ “assaggio” della cocaina prima di acquistarla per decine di migliaia di euro. Un ruolo chiave era affidato alle donne del clan, mogli e fidanzate insospettabili che trasportavano zaini pieni di droga in pieno centro e gestivano la cassa occulta.
A tradire il gruppo è stato però l’odore pungente della loro merce migliore, una variante pregiatissima di hashish.
Le microspie a bordo delle auto hanno registrato persino la fuga in diretta di uno dei capi. Mentre contava i contanti in macchina, ha visto i militari arrestare in diretta il suo fornitore ed è scappato a tutta velocità tra i vicoli, sfogandosi poi in lacrime con la moglie per la “batosta” da 50 mila euro di carico perso. Per proteggersi la banda usava Signal e Telegram con messaggi che si autodistruggevano dopo cinque minuti, ma la prudenza tecnologica non è bastata. Gli indagati sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.
ia/pc/azn
(Fonte video: Carabinieri)
A tradire il gruppo è stato però l’odore pungente della loro merce migliore, una variante pregiatissima di hashish.
Le microspie a bordo delle auto hanno registrato persino la fuga in diretta di uno dei capi. Mentre contava i contanti in macchina, ha visto i militari arrestare in diretta il suo fornitore ed è scappato a tutta velocità tra i vicoli, sfogandosi poi in lacrime con la moglie per la “batosta” da 50 mila euro di carico perso. Per proteggersi la banda usava Signal e Telegram con messaggi che si autodistruggevano dopo cinque minuti, ma la prudenza tecnologica non è bastata. Gli indagati sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.
ia/pc/azn
(Fonte video: Carabinieri)
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