ONG all’Onu “Flotilla ha valore simbolico. Dall’Europa indignazione ‘vuota’”
22 Maggio 2026
NEW YORK (ITALPRESS) – Alla conferenza stampa all’UNCA (United Nations Correspondents Association) sull’emergenza umanitaria a Gaza, alcuni dei principali leader delle organizzazioni umanitarie internazionali hanno risposto anche a una domanda di Italpress sulla Freedom Flotilla e sull’atteggiamento dei governi europei verso queste iniziative.
Tra i partecipanti c’erano Janti Soeripto, presidente e CEO di Save the Children US, Abby Maxman, presidente e CEO di Oxfam America, Jeremy Konyndyk, presidente di Refugees International, e la dottoressa Teresa Soldner, chirurga specializzata in trauma e terapia intensiva appena rientrata dall’ospedale Al Shifa di Gaza.
I rappresentanti delle ONG hanno riconosciuto che l’impatto umanitario della Flotilla è inevitabilmente limitato rispetto agli enormi bisogni presenti nella Striscia. Nessuna nave di attivisti, hanno spiegato, può realisticamente sostituire un accesso umanitario stabile e su larga scala.
Allo stesso tempo, però, hanno difeso il valore simbolico e politico di queste missioni: mantenere alta l’attenzione internazionale su Gaza e impedire che la crisi scompaia dalla coscienza globale mentre le condizioni continuano a peggiorare.
Gli intervenuti hanno inoltre criticato quello che hanno definito l’atteggiamento ambivalente di molti governi europei, accusati di esprimere indignazione senza però adottare azioni concrete per proteggere i civili e garantire un reale accesso agli aiuti umanitari.
x09/mgg/gsl (Video e intervista di Stefano Vaccara)
Tra i partecipanti c’erano Janti Soeripto, presidente e CEO di Save the Children US, Abby Maxman, presidente e CEO di Oxfam America, Jeremy Konyndyk, presidente di Refugees International, e la dottoressa Teresa Soldner, chirurga specializzata in trauma e terapia intensiva appena rientrata dall’ospedale Al Shifa di Gaza.
I rappresentanti delle ONG hanno riconosciuto che l’impatto umanitario della Flotilla è inevitabilmente limitato rispetto agli enormi bisogni presenti nella Striscia. Nessuna nave di attivisti, hanno spiegato, può realisticamente sostituire un accesso umanitario stabile e su larga scala.
Allo stesso tempo, però, hanno difeso il valore simbolico e politico di queste missioni: mantenere alta l’attenzione internazionale su Gaza e impedire che la crisi scompaia dalla coscienza globale mentre le condizioni continuano a peggiorare.
Gli intervenuti hanno inoltre criticato quello che hanno definito l’atteggiamento ambivalente di molti governi europei, accusati di esprimere indignazione senza però adottare azioni concrete per proteggere i civili e garantire un reale accesso agli aiuti umanitari.
x09/mgg/gsl (Video e intervista di Stefano Vaccara)
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