Qualità dell’aria, nel 2025 PM10 oltre i limiti in 13 città
16 Febbraio 2026
ROMA (ITALPRESS) – Lo smog nelle città italiane diminuisce, ma la strada verso aria pulita resta lunga e tortuosa. Nel 2025 sono 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato i limiti giornalieri di PM10, in calo rispetto agli anni precedenti: Milano, Napoli e Palermo guidano ancora la classifica delle città più inquinate.
I dati del rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente evidenziano però un allarme a lungo termine: se si applicassero oggi i nuovi limiti europei previsti per il 2030, oltre la metà delle città non li rispetterebbe per il PM10, il 73% per le polveri sottili PM2,5 e il 38% per il biossido di azoto. Un rischio che si somma alla procedura di infrazione avviata a gennaio 2026 dalla Commissione europea contro l’Italia per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento.
La situazione più critica rimane nel bacino padano, dove l’inquinamento non riguarda più solo le grandi città, ma anche centri urbani e aree rurali, in parte a causa dell’allevamento intensivo e delle emissioni agricole.
Per Legambiente serve un cambio di passo strutturale: potenziare la mobilità sostenibile, riqualificare gli edifici, ridurre le emissioni industriali, gestire meglio agricoltura e allevamenti, ripristinare fondi per la qualità dell’aria e rafforzare il monitoraggio con centraline e sensori moderni.
I progressi del 2025 sono incoraggianti, ma restano fragili. Senza interventi decisi e continui, l’Italia rischia di rimanere tra le maglie nere d’Europa, con gravi effetti sulla salute dei cittadini.
gsl
I dati del rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente evidenziano però un allarme a lungo termine: se si applicassero oggi i nuovi limiti europei previsti per il 2030, oltre la metà delle città non li rispetterebbe per il PM10, il 73% per le polveri sottili PM2,5 e il 38% per il biossido di azoto. Un rischio che si somma alla procedura di infrazione avviata a gennaio 2026 dalla Commissione europea contro l’Italia per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento.
La situazione più critica rimane nel bacino padano, dove l’inquinamento non riguarda più solo le grandi città, ma anche centri urbani e aree rurali, in parte a causa dell’allevamento intensivo e delle emissioni agricole.
Per Legambiente serve un cambio di passo strutturale: potenziare la mobilità sostenibile, riqualificare gli edifici, ridurre le emissioni industriali, gestire meglio agricoltura e allevamenti, ripristinare fondi per la qualità dell’aria e rafforzare il monitoraggio con centraline e sensori moderni.
I progressi del 2025 sono incoraggianti, ma restano fragili. Senza interventi decisi e continui, l’Italia rischia di rimanere tra le maglie nere d’Europa, con gravi effetti sulla salute dei cittadini.
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