Ue, Moratti “Difendere la sostenibilità sociale oltre a quella ambientale”
2 Luglio 2026
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Le ondate di calore non sono più emergenze stagionali ma segnali di un cambiamento strutturale che impone all’Europa politiche nuove, tanto di mitigazione quanto di adattamento. Lo sottolinea Letizia Moratti, europarlamentare di Forza Italia e presidente della Consulta Nazionale del partito, intervistata da Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format tv dell’agenzia Italpress.
“Le ondate di calore sono la conseguenza del cambiamento climatico e questo va detto con assoluta chiarezza”, afferma Moratti. “L’Europa è il continente che si riscalda di più: la media delle temperature europee negli ultimi anni è raddoppiata rispetto a quella media mondiale”. Un dato che impone, secondo l’europarlamentare, un cambio di paradigma nelle politiche pubbliche. Le conseguenze di queste ondate – blackout elettrici, tensioni negli ospedali, disagi nelle città – richiedono risposte che vadano oltre la gestione dell’emergenza. “Dobbiamo avere politiche di mitigazione, ma anche politiche di adattamento – spiega Moratti -. Più verde nelle città, ospedali climatizzati, risorse sociali per i più vulnerabili, investimenti in reti elettriche e ferroviarie più resilienti”.
Una visione che abbraccia tanto la dimensione ambientale quanto quella sociale, nella convinzione che le due componenti non possano essere disgiunte. Un legame che emerge con tutta la sua urgenza guardando al settore automotive, “che pesa per l’8% del PIL europeo e che coinvolge non soltanto le grandi imprese ma soprattutto le piccole e medie imprese della filiera e i lavoratori”.
sat/azn
“Le ondate di calore sono la conseguenza del cambiamento climatico e questo va detto con assoluta chiarezza”, afferma Moratti. “L’Europa è il continente che si riscalda di più: la media delle temperature europee negli ultimi anni è raddoppiata rispetto a quella media mondiale”. Un dato che impone, secondo l’europarlamentare, un cambio di paradigma nelle politiche pubbliche. Le conseguenze di queste ondate – blackout elettrici, tensioni negli ospedali, disagi nelle città – richiedono risposte che vadano oltre la gestione dell’emergenza. “Dobbiamo avere politiche di mitigazione, ma anche politiche di adattamento – spiega Moratti -. Più verde nelle città, ospedali climatizzati, risorse sociali per i più vulnerabili, investimenti in reti elettriche e ferroviarie più resilienti”.
Una visione che abbraccia tanto la dimensione ambientale quanto quella sociale, nella convinzione che le due componenti non possano essere disgiunte. Un legame che emerge con tutta la sua urgenza guardando al settore automotive, “che pesa per l’8% del PIL europeo e che coinvolge non soltanto le grandi imprese ma soprattutto le piccole e medie imprese della filiera e i lavoratori”.
sat/azn
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