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title: 40 anni fa la prima passeggiata spaziale di una donna
description: Svetlana Evgen’evna Savickaja ha solo 16 anni, un nome importante e un futuro ancora da scrivere che la consegnerà alla Storia
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date: 2024-07-25
author: Stefano Faina
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categories: [Cultura]
tags: [cultura, donne, scienza]
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# 40 anni fa la prima passeggiata spaziale di una donna

![40 anni fa la prima passeggiata spaziale di una donna](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Evidenza-sito-4-1.jpg)

Svetlana Evgen’evna Savickaja ha solo 16 anni, un nome importante e un futuro ancora da scrivere che la consegnerà alla Storia

**C’è una ragazza che sta cadendo giù dall’alto**. Scende a grande velocità come se fosse un proiettile umano. Improvvisamente – a metà di quella corsa fra cielo e terra – si apre un paracadute, rallenta la caduta e le permette di toccare terra sana e salva nel bel mezzo della campagna russa. **La protagonista di questa vicenda ha solo 16 anni, un nome importante e un futuro ancora da scrivere che la consegnerà alla Storia**.

Si chiama **Svetlana Evgen’evna Savickaja, è nata a Mosca nel 1948 ed è la figlia di un uomo molto in vista nell’allora Urss**. Suo padre è infatti Evgenij Savickij, un pilota dell’aviazione pluridecorato talmente importante che dopo il conflitto mondiale viene nominato a capo della difesa aerea sovietica. È un uomo severo il signor Savickij, fedele alla dottrina comunista e rigido nei propri princìpi. Svetlana invece è intraprendente, coraggiosa e fuori dagli schemi. I racconti del padre sulle avventure vissute in cielo l’hanno sempre affascinata. E allora **ha deciso di provare anche lei a salire lassù, fra le nuvole, cimentandosi con il paracadutismo**.

C’è un problema: **quella non è un’attività comunemente riservata alle donne e quindi la giovane Svetlana è costretta a fare tutto tenendo all’oscuro la propria famiglia**. Ma trascorre poco tempo prima che la voce arrivi all’orecchio di suo padre. Il quale però, anziché redarguirla, decide di incoraggiarla affascinato dall’audacia della figlia. Ed è la scelta giusta, perché **Svetlana – a soli 17 anni – vanta già 450 lanci** e, appena un anno dopo, stabilisce per ben due volte il *record* di altitudine di lancio stratosferico. Fra il 1975 e il 1978 abbatte numerosi primati e comprende presto che ormai è giunto il momento di fare un ulteriore passo in avanti. Così **nel 1980 si iscrive ai *test* per diventare cosmonauta e li supera brillantemente**. Inizia a quel punto la seconda parte della sua vita, quella nella quale osserverà il mondo non più dalle altitudini terrestri ma direttamente dalle stelle.

**Anche perché Svetlana ha un modello da imitare: Valentina Tereškova, la prima donna ad aver volato nello spazio nel 1963**. Nel 1982 viene aggregata al programma Sojuz T-7 e il 19 agosto dello stesso anno diviene la seconda donna della Storia ad andare in orbita. Ma non è questo il momento nel quale il suo nome entra nella memoria collettiva. Il giorno che la consegna alla leggenda è il 25 luglio di quarant’anni fa esatti: Svetlana lascia la navicella che la sta trasportando ed effettua una passeggiata nello spazio. Nessuna donna prima di lei lo aveva fatto. Rimane sospesa nel cosmo per circa tre ore e mezza e da lì guarda la Terra che sembra lontanissima. Le tornano alla mente quei primi lanci col paracadute compiuti di nascosto dal padre, che le davano l’ebrezza di una grande avventura mentre ora è lì, fra le stelle. Il padre, che sta seguendo la missione da Mosca, per una volta viene sopraffatto dall’emozione.

**Quando rientra sulla Terra, Svetlana è già entrata nel mito**. Viene ricoperta di onorificenze e mostrata al mondo come il prototipo della donna sovietica, forte e determinata. **Si ritira nel 1993, quando ormai il Muro è caduto e quell’Urss di cui era divenuta un simbolo non esiste più**. Viene eletta deputato del Partito comunista della Federazione Russa e nel 2023 le viene dedicata una moneta celebrativa in occasione del suo 75esimo compleanno. A eterno ricordo dell’impresa di quella ragazza che desiderava volare. **E che alla fine è riuscita ad arrivare là dove nessuna donna era mai giunta prima**.

*di Stefano Faina e Silvio Napolitano*
