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title: A caccia dei libri rari
description: Ci sono libri che hanno un non comune valore economico pur essendo relativamente recenti. Sono i volumi rari
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date: 2025-04-15
author: Giancristiano Desiderio
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categories: [Cultura]
tags: [libri]
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# A caccia dei libri rari

![Libri](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/04/Libri-1024x639.jpg)

Chi frequenta le librerie antiquarie sa bene che i volumi rari, antichi e unici hanno prezzi non economici. E ci sono libri che hanno un non comune valore economico pur essendo relativamente recenti

**Chi frequenta le librerie antiquarie sa bene che i volumi rari, antichi e unici hanno prezzi non economici. Sono le gioie e i dolori del bibliofilo o, peggio che andar di notte, del bibliomane** (la bibliomania è una mania che sconfina nella patologia). Gioie e dolori doppi e tripli perché raramente colui che acquista, a caro prezzo, i tomi che a lungo ha agognato sarà disposto a venderli (a cederli giammai, ve lo potete togliere dalla testa). **Però, oltre ai testi di antiquariato, sia dall’Ottocento a scendere sia del primo Novecento, ci sono altri libri. Che hanno un non comune valore economico pur essendo relativamente recenti.**

**Si tratta di scritti per forza di cose di autori contemporanei.** Che raggiungono delle buone quotazioni in forza della loro scomparsa dal mercato editoriale e, naturalmente, del loro valore letterario o saggistico. **Faccio due esempi.**

**Il libro di** [Giampiero Mughini](https://laragione.eu/life/spettacoli/giampiero-mughini-per-ballare-non-serve-polemizzare/) **“Compagni, addio” (**[Mondadori](https://www.mondadori.it/)**)**, che risale al 1987, è venduto sulle varie piattaforme *online* a 120 o anche 150 euro. Un prezzo non indifferente per un autore vivente – lunga vita a Giampiero – e per un testo che in fondo è un *pamphlet* di 143 pagine.

Evidentemente, quel libro deve avere un suo valore che la sua introvabilità e rarità fa aumentare anche di prezzo in base alle non poche richieste di acquisto. **Il secondo libro è di Emanuele Severino, “Il parricidio mancato” (**[Adelphi](https://www.adelphi.it/)**).** Risale al 1985 ed è venduto anche a 200 euro, nonostante abbia parti scritte in greco e tratti di un tema che oscilla tra l’essere e il niente. O, forse, proprio in forza di questi caratteri.

**Ero alla ricerca di questi due titoli da un po’ di tempo e sono riuscito a ottenerli a dei prezzi inferiori alle quotazioni citate.** Quello di Mughini intorno ai 70 euro e quello di Severino a circa 60 euro, che sono sempre dei prezzi notevoli se si considera che sono dei testi degli anni Ottanta.

**Ma con la rivoluzione digitale e con le consegne in tempo reale** – reale non proprio, a volte si attende anche quindici giorni per avere l’oggetto del desiderio – **il mercato librario è cambiato definitivamente anche solo rispetto a venti o dieci anni addietro.** I libri che approdano in libreria sono una piccolissima parte dei libri che si vendono e si cercano: la loro vita è poco più lunga di una farfalla – poco più di tre mesi – e la loro vera vita è quella che inizia, se inizia, quando escono dalle scansie delle librerie ordinarie per entrare nel gran mondo della vendita *online* e delle librerie indipendenti e dei Grandi Magazzini o Grandi Archivi che tutto conservano e tutto sputano all’occorrenza.

**Ecco, proprio questo è il punto: cosa decide il valore intrinseco di un’opera di lettere e, di conseguenza, ne stabilisce poi il prezzo? Il tempo.** Soltanto sua maestà il Tempo. Infatti i due libri presi a esempio – il Mughini e il Severino – sono freschi come due rose di maggio. La loro lettura è ancora oggi utile e illuminante come se fossero usciti or ora dalla tipografia per giungere in libreria. Anzi – e senza essere cattivo, visto che peraltro, scrivendo e pubblicando, farei del male a me stesso – il più delle volte i libri nuovi sono vecchi e i libri vecchi sono nuovi. È il paradosso gustoso della letteratura e persino della vita: i vivi sono morti, i morti sono vivi.

di *Giancristiano Desiderio*
