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title: A Natale si fa notte
description: "\"Dear Therapist\" è un'interessante rubrica sulla rivista americana \"The Atlantic\" che svela i retroscena psicologici del Natale"
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date: 2023-12-25
author: Ilaria Donatio
url: https://laragione.eu/life/cultura/a-natale-si-fa-notte/
categories: [Cultura]
tags: [Evidenza, Natale, psicologia, società]
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# A Natale si fa notte

![A Natale si fa notte](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/12/Evidenza-sito-22.jpg)

"Dear Therapist" è un'interessante rubrica sulla rivista americana "The Atlantic" che svela i retroscena psicologici su una festa, per alcuni, temutissima

Sulla storica rivista culturale americana “The Atlantic” c’è una **rubrica molto istruttiva dal titolo “Dear Therapist”**: ogni ultimo lunedì del mese un lettore sottopone «problemi, piccoli o grandi» alla giornalista Lori Gottlieb. Una postilla – in calce a ogni scambio epistolare – precisa che le risposte non sono da intendersi in alcun modo sostitutive di un parere di tipo medico professionale.

La lettera di dicembre è scritta da una giovane donna separata, il cui titolo è un lapidario: “**Questo Natale non voglio vedere mia madre**”. La donna ammette di avere da sempre un problema che le provoca molti patemi: fa fatica a stabilire un confine nel rapporto con la mamma, soprattutto nel periodo delle feste natalizie. E scrive: «Mia madre ha una personalità tossica, mi fa sentire in colpa ogni volta che provo a dirle che ho problemi nell’andare a trovarla durante il Natale: l’anno scorso la sua reazione è stata così pesante da farla stare fisicamente male, con emicrania, crisi di ansia e difficoltà nel parlare. **Alla fine ho dovuto cedere perché sono stata presa dai sensi di colpa**».

**La frenesia natalizia, l’obbligo ‘sociale’ di affabilità, l’acquisto forzato di regali**, l’adesione non spontanea alle riunioni di famiglia, insomma il dover corrispondere alle aspettative degli altri, sono tutti condizionamenti spesso percepiti come forme di limitazione della propria libertà a cui è istintivo cercare – in maniera più o meno consapevole – di reagire e opporre resistenza.

Per definire questo fenomeno, **nel 1966 lo psicologo Jack Brehm formulò la “teoria della reattanza”**, prendendo in prestito il termine dal lessico ingegneristico dei circuiti elettrici: la reattanza psicologica si verifica quando, sottoposti a una forte pressione per accettare un certo punto di vista o un atteggiamento, si genera una resistenza che porta a reagire nella direzione opposta, rafforzando il punto di vista o l’atteggiamento contrari. Fondamentalmente è una **strategia di controforza per mantenere o riconquistare la propria libertà**.

Dal punto di vista della psicologia sociale – anche se può sembrare paradossale – **chi per esempio riceve un dono non sempre è contento di riceverlo**, perché un regalo può creare dipendenza psicologica, soprattutto quando le norme sociali impongono di dover ricambiare in tempi e modi che non si è del tutto liberi di scegliere.

Alla donna frustrata per quella che definisce una madre oppressiva,** Lori Gottlieb offre una chiave di lettura interessante** e forse utile a chiunque viva con malessere il tempo delle convenzioni natalizie: «**Molte persone hanno difficoltà a esprimere liberamente i propri desideri ai familiari**. Questo è particolarmente vero durante le festività, che portano con sé aspettative accresciute e stratificate su vecchi schemi e ferite». Lo sforzo da centellinare durante tutto l’anno per raccogliere i frutti durante le feste (un **periodo ad alto tasso emotivo**) è dunque provare a rinunciare alle convinzioni sedimentate in tanti anni di vita famigliare comune.

Perché «**etichettare gli altri e le loro reazioni implica che ogni compassione per loro diminuisca**. Ciò non significa che i sentimenti di tua madre debbano prevalere sui tuoi. Ma soltanto che migliorerai nell’esprimere i tuoi desideri quando potrai fare spazio a entrambi» conclude Lori Gottlieb.

*di Ilaria Donatio*
