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Buon compleanno Lady Liberty

È il simbolo universale della lotta all’oppressione e venne regalata dalla Francia nel centenario della Guerra d’indipendenza americana

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«Libertà va cercando, ch’è sì cara come sa chi per lei vita rifiuta». Lo scriveva già Dante in quello che è tra i versi più profondi della “Divina Commedia”. Parole che Virgilio rivolge a Catone Uticense, guardiano delle porte del Purgatorio, per giustificare la presenza del Sommo al suo fianco. La libertà, dunque. Consente a ogni individuo di esprimersi, muoversi, agire secondo la propria volontà.

Condizione talmente cara e irrinunciabile che spesso chi la perde preferisce la morte; chi la conquista continuerà invece a celebrarla. Il simbolo che più d’ogni altri ne rappresenta il concetto è a New York: la Statua della Libertà eretta in Bedloe’s Island non a caso poi ribattezzata Liberty Island. Si tratta del dono che i francesi consegnarono agli Usa nel 1885 in memoria del centenario della Guerra d’indipendenza. Per assemblare le 90 tonnellate di rame occorsero 214 casse trasportate via nave. Ci vollero più di dodici mesi per concludere l’opera, inaugurata soltanto il 28 ottobre dell’anno successivo.

Liberty Enlightening the World (La libertà che illumina il mondo) è stata ideata da due celebrità: lo scultore Frederic Auguste Bartholdi (il volto della statua rappresenta la madre Charlotte) e l’ingegnere Gustave Eiffel, autore della torre omonima. In origine appariva rossastra, colore tipico del rame, ma per l’effetto di ossidazione la statua cambiò gradualmente aspetto: prima diventò rosso scuro, quindi assunse l’attuale caratteristica tonalità verde. La figura, riconoscibile dalla lunga toga, rappresenta la dea romana Libertas. Se si dovesse realizzare un abito su misura occorrerebbero circa 3.500 metri quadrati di stoffa. La mano sinistra tiene saldamente una tavola che riporta la data del 4 luglio 1776, giorno della Dichiarazione d’indipendenza americana. Con la destra impugna una torcia, simbolo della luce ritrovata che segue l’oscurità di qualunque sopraffazione.

Sino al 1902 è servita da faro per le navi; nel 1984 la torcia originale è stata sostituita da una copia ricoperta in oro. Il capo di Lady Liberty è cinto da una corona a sette punte che rappresentano al contempo i sette continenti (Europa, Asia, Africa, Oceania, le due Americhe e l’Antartide) e i sette mari moderni (Oceano Indiano, Oceano Pacifico, Oceano Atlantico, Mediterraneo, Golfo del Messico, Mar dei Caraibi, Mare Glaciale Artico).

Ogni anno circa 4 milioni di turisti salgono 314 gradini per entrare nella corona e affacciarsi da una delle 25 finestre poste a 93 metri dal livello del suolo. L’unica parte del corpo nascosta alla vista dei turisti sono i piedi. Parzialmente ricoperti dalla tunica, sono rappresentati nell’atto di calpestare una catena, simbolo dell’oppressione. Rapportati alle misure umane, i sandali di 7,6 metri calzati dalla dea romana corrisponderebbero al numero 879.

Nel 2011 le Poste americane vollero omaggiare la Statua della Libertà con un francobollo celebrativo. Un collezionista dall’occhio particolarmente attento segnalò però che il volto rappresentato non era l’originale di New York ma una copia presente in un casinò di Las Vegas. Le poste americane ammisero l’errore ma non ritirarono il francobollo. Ancora oggi se ne possono trovare in circolazione ma non hanno alcun particolare valore filatelico.

 

di Stefano Caliciuri

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