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title: Capire gli oceani con le paperelle
description: L’incredibile storia del naufragio delle floatees, 28mila giocattoli in gomma a forma di paperelle, tartarughe che cambiarono la scienza
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date: 2024-11-11
author: Silvio Napolitano
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categories: [Cultura]
tags: [cultura, scienza]
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# Capire gli oceani con le paperelle

![Paperelle](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/11/Evidenza-sito-1709-1024x639.jpg)

L’incredibile storia del naufragio delle floatees, 28mila giocattoli in gomma a forma di paperelle, tartarughe e castori che cambiarono la scienza

**All’inizio del 1992 c’è una nave *cargo* che sta solcando le acque dell’oceano**. Si chiama “Ever Laurel” e ha iniziato il suo viaggio da Hong Kong con destinazione Tacoma (Stato di Washington, Usa). È un percorso come tanti, **con i *container* carichi di merce e con il personale che deve limitarsi alle consuete operazioni di *routine***. Nulla che lasci pensare a una traversata di cui si parlerà a lungo. **Quando però la “Ever Laurel” incontra una tempesta all’altezza del Nord del Pacifico, gli eventi prendono una piega inaspettata**. A causa della turbolenza, parte del carico si rovescia in mare e i materiali all’interno delle casse finiscono in acqua. **Fra le onde spuntano circa 28mila *floatees*, giocattoli in gomma a forma di papere, tartarughe e castori**, come quelli che solitamente finiscono nelle vasche delle nostre case per far giocare i bambini mentre fanno il bagno. Già, perché quella nave trasporta giocattoli prodotti in Cina e destinati a finire sul mercato americano.

**Questo episodio apparentemente irrilevante non sfugge però a due studiosi, gli oceanografi Curtis Ebbesmeyer e James Ingraham, che hanno un’intuizione: studiare il tragitto delle paperelle dopo la caduta in acqua, in modo da analizzare le correnti oceaniche**. Seguendo il percorso di quegli oggetti, i due scienziati scoprono che dopo l’incidente alcuni esemplari hanno raggiunto l’Alaska, altri si sono diretti verso l’Oceania e un terzo gruppo è stato rinvenuto lungo le coste del Cile.** Ebbesmeyer e Ingraham riescono così a calcolare con precisione la velocità e la direzione del vento attraverso gli oceani,** arrivando persino a prevedere quali acque sarebbero state attraversate dai *floatees* e in quanto tempo.

**Dai ghiacciai dell’Artico sino alle coste dello Stato di Washington, i due studiosi tracciano la mappa di questo singolare viaggio**, intorno al quale nasce un certo interesse anche a livello mediatico. La circostanza non può sfuggire alla First Years Inc. (l’azienda che avrebbe dovuto mettere in vendita gli oggetti finiti in mare), **che nel 2003 promette un premio di 100 dollari a chiunque ritrovi un esemplare originale di uno dei giocattoli e lo consegni o spedisca alla sua sede di Tacoma**. Verranno recuperati centinaia di pezzi. Mentre quelli rimasti in mare si dirigono verso le coste britanniche, dove – come previsto da Ebbesmeyer – **giungono puntualmente nel 2007.**

L’idea dei due studiosi, apparentemente bislacca, **si rivelerà fondamentale non solo nello studio dei flussi marini, ma anche nell’analisi dei cambiamenti climatici**, dato che proprio il percorso delle correnti è uno degli elementi chiave per studiare le potenziali variazioni delle temperature. Anche la Nasa ha utilizzato le papere di gomma a fini scientifici, per analizzare le dinamiche relative allo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia. Nel frattempo, in vari Paesi non sono mancati i tributi alle *floatees*. **Diversi artisti ne hanno realizzato versioni giganti, alcune delle quali sono state esposte in giro per il mondo.** Ogni anno in Illinois si tiene il Ducky Derby, evento nel quale migliaia di paperelle vengono liberate nel fiume per raccogliere fondi per lo Special Olympics.

Nello spiegare i risultati della sua ricerca, **Curtis Ebbesmeyer si era lasciato andare a una battuta: «È incredibile quello che ti può insegnare una papera»**. Oggettivamente, è impossibile dargli torto.

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
