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description: “Ciao 2021” è lo show-parodia russo di Capodanno che mette in mostra vizi e virtù degli italiani. Un trash nostalgico in cui riconoscersi.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito.png
date: 2022-01-03
author: Raffaela Mercurio
url: https://laragione.eu/life/cultura/ciao-2021-e-lo-show-russo-che-ogni-italiano-dovrebbe-guardare/
categories: [Cultura]
tags: [russia, televisione]
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# “Ciao 2021&#8243; è lo show russo che ogni italiano dovrebbe guardare

![Ciao 2021](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito.png)

**Alla sua seconda edizione, “Ciao 2021” è lo show-parodia in onda a Capodanno sulla tv russa che mette in mostra vizi e virtù degli italiani: un amore per la pop culture che ha origini dagli anni ‘60.**

La seconda edizione del concerto-spettacolo di **Capodanno russo “Ciao 2021”** andata in onda sull’emittente russa Primo Canale si è confermata un successo mediatico senza precedenti, **totalizzando in poche ore su Youtube 500mila visualizzazioni**. Una parodia, certo, ma che nasconde sotto una spessa patina di paillettes, capelli cotonati anni ‘80 ed ambientazioni *kitsch*, un **retaggio storico-culturale che ha origini nel Comunismo**, quando la “bella Italia” rappresentava per la popolazione dell’Est l’unica valvola di sfogo e di apertura verso il mondo tollerata dal regime.

## Il format "Ciao 2021"

“Ciao 2021” sembra infatti **un programma fermo nel passato**, quello della *italo disco* anni ‘70/'80 (sottogenere della disco music ancora amatissimo soprattutto all'estero), dei programmi caricaturali e teatrali stile *Bagaglino* e *Drive In*, condito dal **giusto pizzico di trash** che, ammettiamolo, non guasta mai.

Lo show **condotto da ****Giovanni Urganti** (versione italianizzata del popolare conduttore Ivan Urgant) condensa in circa 1 ora e 15 minuti tutti gli stereotipi possibili ed immaginabili dell’italiano medio, portando in scena **sketch e brani dalle sonorità pop e disco** *Made in Italy* (di altissima qualità, peraltro) inquadrando un pubblico (vinto o verosimile che sia) sempre in costante visibilio. Il pezzo di inizio show recita** "Solo musica, solo ritmo e stile"**; via alle danze!

L’edizione di quest’anno ha visto anche **la partecipazione**- tramite videomessaggi- di **Toto Cutugno, dei Ricchi e Poveri, Al Bano e persino di Fedez**, che hanno finto di essere artisti locali augurando buon anno. Gran finale: un fotomontaggio del presidente Vladimir Putin che, sullo sfondo dell'imponente Colosseo, augura a tutti i suoi concittadini un buon anno di prosperità.

**Il tutto rigorosamente in italiano con sottotitoli in russo**, tanto per sottolineare la dedizione e la cura di ogni dettaglio di un programma che prova a essere stupido ma che stupido non è.

## L'amore sovietico per la cultura pop italiana

**La cultura pop italiana e l’Est Europa sanciscono la loro unione eterna già dagli anni ‘60**, quando l’Italia è l’unica a sfuggire alle regole ferree della censura URSS.

La Guerra Fredda alza un’invisibile quanto netto muro di demarcazione tra il ribelle Occidente - rappresentato emblematicamente dagli USA- e l’austera Unione Sovietica. Se nel mondo i Beatles ed Elvis Presley vengono idolatrati, in Russia si osanna l’astronauta Jiurij Gagarin. **Il primo mito italiano nasce da un autografo** che la nostra **Gina Lollobrigida** chiede al cosmonauta, il quale glielo concede ottenendo in cambio uno scandalosissimo un bacio sulla guancia. **È già storia.**

*Gina Lollobrigida e Jiurij Gagarin*

![Robertino Loreti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/2847_resize.jpeg)
*Robertino Loreti*

Sarà però **Robertino Loreti**, cantante romano ricoperto di rubli ma pressoché ignorato in Italia (conosciuto in seguito solo per la canzone del 1964 portata al festival di Sanremo “*Un bacio piccolissimo*”) a **diventare leggenda in Russia **consacrando la nostra Penisola nel Paese dei balocchi: il vinile viene stampato in 10mila copie, l’Agenzia Spaziale Russa sceglie la musica di “Robertino” come colonna sonora delle sue missioni nello spazio.

Tutto il resto è un'escalation sonora e visiva Made in Italy che passa per **concerti *sold out* di Albano e Romina** (ma anche Toto Cutugno, i Ricchi e Poveri, Pupo) fino al **1984**, **quando il Cremlino trasmette per la prima volta le repliche del Festival di Sanremo in versione quasi integrale** (taglierà Eros Ramazzotti, per quei jeans troppo strappati per essere trasmessi in prima TV). La lingua italiana comincia a essere masticata dai piccoli russi, ipnotizzati da quelle immagini di un mondo diverso di “sole, pizza e mandolino” soltanto da sognare.

## E oggi?

Il lascito di questo *melting pot* culturale è ancora ben presente e **“Ciao 2020/2021” ne è la testimonianza**: questa volta però siamo anche noi italiani ad esserne rimasti affascinati, forse **perché ci siamo riconosciuti in questo specchio un pò contorto**, a tratti trash e grottesco, di certo fedele, di cui molti non hanno più memoria.

Una parodia e un elogio all’Italia di ieri- molto criticata da alcuni - possono lasciarci davvero l’amaro in bocca?

Niet!

 

di *Raffaela Mercurio*

 
